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Prodotti agroalimentari siciliani un export in crescita del 7,2%
di Michele Giuliano

A dirlo i dati di Unioncamere che mostrano un nuovo scenario di mercato più aperto ed internazionale. Il tema al centro del Convegno sviluppo del Sud-Est della Sicilia a Pachino

Tags: Export, Economia, Sicilia, Unioncamere



PALERMO - Buoni risultati per il settore agricoltura, silvicoltura e pesca della Sicilia, che ha registrato, secondo i dati di Unioncamere, un incremento dell’export del 7,2 per cento. Un dato significativo, che proietta le produzioni agricole e agroalimentari in uno scenario sempre più internazionale e globalizzato.

Un nuovo scenario, un mercato sempre più ampio e articolato, impone infatti l’immediata ricerca di nuove vie, capaci di restituire concorrenzialità alle produzioni isolane. Un passaggio fondamentale, per rimanere all’interno di una prospettiva sempre più aperta e che si allontana sempre più dai tradizionali meccanismi della distribuzione e commercializzazione. Necessario, quindi, che gli imprenditori siciliani imparino a rivedere la propria impostazione di lavoro per entrare in una nuova ottica, il cui obiettivo non sia più il proprio orticello, ma l’intero mercato globale, su tutti i fronti e in tutti i continenti.

Di tutto questo si è discusso nel “I convegno sviluppo del Sud-Est della Sicilia-Il valore della terra e dei prodotti agricoli”, tenutosi nel siracusano a Pachino nei giorni scorsi. “Dare un futuro alle nostre imprese – ha dichiarato l’agronomo Michele Salvatore Lonzi, moderatore dei lavori - significa aprire alle nostre produzioni di alta qualità i mercati migliori, approfittando della globalizzazione che non è necessariamente un male in assoluto, anzi. Si tratta di uno scenario che si può trasformare in potenzialità solo riuscendo a legare i prodotti di qualità certificata con i territori di provenienza”.

Il focus sulle produzioni biologiche, considerate un valore aggiunto per il settore, ormai sempre più ampio e in avanzata, visto anche l’alto valore culturale di questo tipo di coltivazioni che gli viene attribuito da una sempre maggiore fascia della popolazione, è stato approfondito dal professor Vincenzo Vacante, ordinario di Entomologia generale e applicata all’Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria. Il commissario superiore del Corpo Forestale della Regione Siciliana, Luca Ferlito, è, invece intervenuto sulla necessità di mantenere alta l’attenzione sui controlli anti frode e sulla tutela del prodotto, spesso vittima di falsificazioni anche piuttosto grossolane, che cercano di sfruttare a proprio vantaggio il nome e la bontà dell’originale.
 
Spazio al tema dell’internazionalizzazione dei prodotti è stato dato dall’esperto di diritto internazionale Silvio Santacroce, mentre il presidente del World Association of Agronomist, Andrea Sisti, ha posto l’attenzione sul ruolo dell’agronomo per favorire la migliore competizione nei mercati. Una figura professionale fondamentale, che sostiene un ruolo ancor più decisivo da quando l’agricoltura non è più solo esperienza e tradizione, ma scienza e professionalità. “Noi siciliani - prosegue Lonzi, a conclusione dei lavori - dobbiamo approfittare della nostra podestà legislativa in materia, dobbiamo cioè riprenderci il diritto dovere di autodeterminare il nostro futuro.
 
Un processo, questo, che passa, dalla necessità di dare speranza ai tanti giovani che non vogliono abbandonare la propria terra”. Promosso dal Rotary Club di Pachino, patrocinato dall’Ars, dall’Igp Pomodoro di Pachino e dall’Associazione Mondiale degli Agronomi, l’evento è stato aperto dal saluto del presidente del locale Rotary Club, Walter Guarrasi e dalla relazione introduttiva dell’agronomo Michele Salvatore Lonzi, moderatore dei lavori.

Articolo pubblicato il 18 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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