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Quotidiano di Sicilia

Strade, oltre 800 tratti a rischio frane
di Rosario Battiato

La Regione ha bandito la gara d’appalto per il viadotto “Himera” sulla Palermo-Catania, ma l’emergenza è in tutta l’Isola. Le province più a rischio sono Enna (per scorrimenti) e Messina (per crolli e scivolamenti)

Tags: Viadotto Himera, Frana



PALERMO – Il bando della gara d’appalto per la ricostruzione della carreggiata del viadotto “Himera” sull’autostrada A19 “Palermo-Catania” è un atto simbolico e concreto verso la ricucitura tra le due Sicilie, dopo che la frana del 10 aprile 2015 aveva pregiudicato i collegamenti viari tra i due centri più importanti dell’Isola. L’avvio dell’iter arriva due anni dopo l’apertura al traffico della bretella autostradale e a poco più di un anno dall’inaugurazione di una corsia in direzione del capoluogo siciliano.

Il bando è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dei giorni scorsi. I lavori di ricostruzione del viadotto prevedono un investimento di poco meno di 11 milioni di euro e una durata complessiva di 570 giorni. L’appalto verrà aggiudicato mediante il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, assegnando un massimo di 30 punti al prezzo e un massimo di 70 punti alla componente qualitativa, con la finalità di valorizzare pienamente la qualità delle offerte.

È solo un assaggio della grande emergenza strade che resta nell’Isola. Il dissesto coinvolge buona parte delle rete viaria, come confermato dalla Protezione civile che in un report sul rischio idraulico ha censito i cosiddetti “nodi”, cioè le “intersezioni tra viabilità e corsi d’acqua” e “qualsivoglia situazione per la quale sia temibile una situazione di potenziale rischio relativa all’interferenza tra acque superficiali ed elementi antropici”. Nell’Isola ce ne sono circa 13 mila, tra cui ben 12mila considerati a rischio potenziale.

E le frane si sentono. Un monitoraggio del dipartimento regionale della Protezione civile, effettuato tra il 2002 e il 2016 tramite rilevazioni di google earth, ha mappato 9.223 fenomeni franosi sulle infrastrutture viarie per tre tipologie di frana: scorrimenti, scivolamenti e crolli. Nelle strade statali sono stati censiti 113 tratti ricadenti nei singoli territori provinciali e tra questi ben 79 hanno avuto dissesti (70% del totale), cioè 3.252 km coinvolti su 3.786, pari all’86% del totale. Le strade provinciali hanno visto il coinvolgimento di 707 tratti su 1.540 tratti censiti (46% del totale), pari a 6.714 km su 11.377 (59%).
 
La provincia più a rischio è stata Enna. Da quelle parti la frequenza media dei dissesti è stata pari a 0,70 n/km sulle strade statali per la tipologia relativa agli scorrimenti. Nella graduatoria dei crolli e degli scivolamenti, invece, la più pericolosa è Messina, rispettivamente con 0,35 n/km e 0,08 n/km. Numeri che evidenziano la necessità di investimenti corposi: non a caso una stima della Regione aveva fissato in due miliardi di euro l’investimento minimo per rimettere in sesto le strade secondarie.

Non solo strade a pezzi, ma anche strade da completare o rifare. Nei giorni scorsi il Cipe ha annunciato l’approvazione del contratto di Programma dell’Anas 2016-2020 che vedrà nell’Isola 13 interventi per il 1,5 miliardi di euro (12 interventi finanziati e uno  programmato). Su tutto il territorio nazionale sono previsti circa 29 miliardi di euro di investimenti pubblici, più della metà nel Sud e nelle Isole.

Articolo pubblicato il 19 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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