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Novità formazione professionale, slittato l'aggiornamento dell'Albo
di Michele Giuliano

“La materia relativa è oggetto di riforma all’Ars”: lo annuncia l’assessorato regionale dell’Istruzione. Pubblicazione del nuovo Albo rinviata al 30 novembre su decreto della Regione

Tags: Formazione, Lavoro, Sicilia



PALERMO - L’albo degli operatori della formazione professionale non è stato aggiornato alla scadenza del 30 giugno. L’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale ha decretato il rinvio della pubblicazione dell’elenco al 30 novembre, “considerato che - come si legge nel decreto - la materia relativa è attualmente oggetto di riforma in itinere presso l’Assemblea regionale siciliana”.

L’ennesimo cambio di programma per un albo che, sin dalla propria istituzione, è stata fonte continua di polemiche, sia da parte politica che da parte dei lavoratori del settore.

Presentato al suo nascere come strumento per la selezione del personale, allo scopo di tutelare i lavoratori che rispondevano a tutti i requisiti richiesti, e quindi sfoltire l’enorme massa di operatori che orbitano intorno al mondo dei corsi di formazione, ha via via nel tempo perso senso e finalità. Dopo una iniziale riduzione del numero degli iscritti, ad ogni pubblicazione l’elenco è stato incrementato fino inserire anche coloro i quali non erano stati assunti a tempo in determinato prima del 31 dicembre 2008, data che continua ad essere considerata formalmente, in cui è stato inserito il blocco delle assunzioni, che doveva rappresentare un momento di svolta ma in realtà ormai è un limite molto relativo perché possa essere considerato sul serio un requisito imprenscindibile. Lo ha detto anche il Tar, che ha accolto il ricorso di una serie di lavoratori esclusi proprio a causa della propria data di assunzione.

“L’iscrizione all’albo della formazione professionale - hanno detto i giudici - non può essere limitata a determinate categorie di soggetti, né subordinata a requisiti che nella legge non trovano riscontro.

L’albo è stato istituito con una legge regionale, ed è la stessa che ne disciplina i presupposti per l’iscrizione”. Ma quel che è peggio, nella pratica quello che sembrava essere lo scopo dell’Albo, cioè quello di salvaguardare il personale che lavora da anni nel mondo della formazione, viene disatteso dall’ormai famigerato Avviso 8, il bando pubblico che dovrebbe fare ripartire il settore attraverso i corsi tradizionali.

La possibilità di inserire ormai chiunque al suo interno permetterebbe agli enti di assumere liberamente, senza più passare dal controllo degli uffici provinciali del lavoro. Un dato confermato anche dall’eliminazione, tra i dati presenti, dell’anzianità di servizio, una discriminante fondamentale che avrebbe favorito, a ragione, i più anziani, coloro che lavorano anche da decenni all’interno del mondo della formazione professionale. Una realtà che è stata evidenziata dal sindacato Uslal, nelle parole del suo segretario regionale Antonio Spallino, che nelle scorse settimane ha denunciato quella che lui considera l’ultima mossa “propagandistica” che dovrebbe tenere a bada centinaia di persone che, dopo anni di lavoro nel settore, si ritrovano con un pugno di mosche in mano e nessuna prospettiva per il futuro.

Spallino si riferisce in particolare all’accordo siglato tra i sindacati confederati e gli enti formativi, con l’approvazione dell’assessore regionale al ramo, che dovrebbe tutelare il personale iscritto all’albo. Ma nell’albo risultano iscritti, in alcuni casi, soggetti che nulla hanno a che spartire con la formazione professionale perché, allo stato attuale, chiunque può iscriversi all’Albo e quindi ricevere regolare assunzione senza aver mai svolto prima un solo giorno di lavoro presso un ente accreditato. Nulla di risolutivo, quindi, per i lavoratori, anzi, una ennesima presa in giro delle speranze riposte nelle istituzioni e nei sindacati.

Articolo pubblicato il 19 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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