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L'aria siciliana piena di veleni, Pm10 e ozono sopra la media
di Rosario Battiato

In base al monitoraggio dell’Arpa il principale responsabile delle emissioni è il traffico veicolare. Palermo, Catania e le Zone industriali presentano gli sforamenti più critici

Tags: Inquinamento, Ambiente, Sicilia, Pm10, Ozono



PALERMO – Miglioramenti in alcune aree, stabilità in altre e criticità irrisolte per ossidi di azoto, particolato fine e ozono. Si può riassumere in questo modo l’ultimo aggiornamento relativo alla qualità dell’aria (anno 2016) che è stato pubblicato dall’Arpa Sicilia nelle scorse settimane. Si confermano, inoltre, la mancata approvazione del Piano regionale di tutela della qualità dell’aria, ancora in attesa della procedura Vas (Valutazione ambientale strategica), e le due procedure di infrazione comunitaria per i superamenti del valore limite di alcuni inquinanti e per i mancati interventi di risanamento della qualità dell’aria.

La valutazione è stata effettuata tramite i dati registrati dalle stazioni fisse delle reti di monitoraggio e i dati storici per il periodo 2012-2016. Il miglioramento registrato sul fronte degli ossidi di azoto stride con una tendenza che era stata segnalata già negli anni scorsi: superamenti del valore limite nelle stazioni da traffico ubicate nell’agglomerato di Palermo, Catania e nella Zona delle aree industriali. “I risultati del monitoraggio - si legge nel report - confermano i dati dell’Inventario delle Emissioni 2012, che ha individuato il traffico veicolare, e, in particolare, il traffico nelle strade urbane determinato dai veicoli pesanti maggiori di 3.5 t e dalle automobili a gasolio, come macrosettore maggiormente responsabile delle emissioni di Nox (ossido di azoto, ndr) negli agglomerati urbani”.

Il quadro che riguarda il particolato fine, cioè il Pm10, conferma i numeri del 2015 in termini di distribuzione spaziale sul territorio regionale delle concentrazioni in aria. La diffusione di questo inquinante, stando a quanto riportato dai tecnici dell’Arpa, dipende “fortemente da emissioni naturali, e, per quanto concerne le sorgenti antropiche, dal settore del riscaldamento domestico alimentato a biomasse e dal trasporto veicolare in ambiente urbano”. Lo scorso anno i valori di concentrazione media annua più elevati si sono registrati nelle stazioni del traffico urbano, anche se l’unico superamento del valore limite registrato ha riguardato la stazione Di Blasi dell’agglomerato di Palermo.

A preoccupare è, invece, l’ozono che ha fatto registrare il superamento del valore obiettivo a lungo termine per la salute della protezione umana (d.lgs 155/2010) in 7 stazioni su 16 della rete in cui viene monitorato. Rispetto agli scorsi anni c’è stata una riduzione per numero di superamenti e di stazioni interessate dai superamenti, tuttavia “permangono i superamenti del valore obiettivo per la protezione della salute umana e della vegetazione” nella zona delle aree industriali. Essendo un inquinante secondario, per limitare l’ozono, spiegano dall’Arpa, bisogna agire sugli inquinanti precursori e quindi sugli ossidi di azoto e dei composti organici volatili.

Si riduce la concentrazione di benzene nelle aree urbane e industriali, anche se proprio in queste ultime permangono “concentrazioni medie orarie di picco molto elevate”. Riduzione anche per gli idrocarburi non metanici anche se i superamenti delle concentrazioni medie orarie restano comunque “molto significativi”.

A distanza di sei mesi dall’apprezzamento in giunta del Piano regionale di qualità dell’aria, tutto resta ancora congelato in attesa che l’assessorato dell’Ambiente conceda il via libera alla procedura di Vas. Senza piano non ci potrà liberare nemmeno delle due  procedure di infrazione che incombono sulla Sicilia: la n. 2015/2043 per i superamenti del valore limite per gli ossidi di azoto (Nox) e la n. 2014/2147 per i superamenti del valore limite per il particolato fine Pm10 e per la mancata attuazione di interventi di risanamento della qualità dell’aria.

Articolo pubblicato il 22 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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