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Elezioni regionali, il vecchio che avanza
di Raffaella Pessina

Da Musumeci a Fava, da Cancelleri a Crocetta: pochissimi i volti nuovi. Si parla troppo di candidati, mancano programmi concreti

Tags: Elezioni, Sicilia



PALERMO - Stringono i tempi sulla campagna elettorale regionale: sono rimasti infatti solo due mesi di tempo per i candidati alla conquista di una poltrona in Parlamento a Palazzo dei Normanni. Rispetto a prima saranno venti di meno le poltrone da occupare.
Dopo le polemiche sorte fra i partiti sui nomi da presentare per la candidatura a Governatore della Sicilia, ora sembra ormai definito il quadro complessivo, che schiera in pratica 6 o 7 nomi.

Intanto ieri  mattina il rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari ha ufficializzato la sua candidatura alla presidenza della Regione per il centrosinistra e sul cui nome convergono i gradimenti di diversi esponenti del Pd nazionale e locale, soprattutto renziani. Anche Ap di Alfano e i centristi hanno mostrato di voler appoggiare questa candidatura. In un primo tempo i bersaniani avevano appoggiato questa candidatura, ma in seguito  ne avevano preso le distanze. A questo punto dovranno decidere se sarà Micari il nome da sostenere o se sceglieranno un altro nome all’interno e questo significherà rottura totale.

Micari intanto nel corso della conferenza stampa tenutasi nel capoluogo ha sottolineato la necessità di costruire una coalizione allargata “l’unica vincente nei confronti della Destra e del Movimento Cinquestelle”.

Si è soffermato sulla necessità di combattere l’astensionismo dal voto da parte dei cittadini e nel caso di sua elezione, ha deciso che si dimetterà solo il giorno successivo alla sua elezione. Il rettore ha aggiunto di voler predisporre un programma in cui venga indicato con chiarezza un elenco di azioni realizzare nei primi cento giorni. “. “Credo che rispetto all’esperienza del governo Crocetta - ha aggiunto - sia necessario un allargamento e un cambio di marcia con nuovi attori, prendendo quanto di positivo è stato fatto e provando ad andare oltre. Bisognerà puntare alla spesa dei fondi Ue e nazionali sui quali è necessaria una accelerazione - ha detto ancora -. Il campo più è largo e più ha possibilità di successo”. Micari ha anche aggiunto però che non si tirerà indietro anche se Mdp-Art 1 e Sinistra italiana confermeranno il no all’appoggio alla sua candidatura. “Credo in un governo regionale che faccia della trasparenza e della legalità la sua bandiera a partire dalle candidature, e quindi utilizzando un codice etico”, ha concluso Micari. Plauso da parte dell’area Pd che fa capo a Andrea Orlando alla sua candidatura, e in una nota viene sottolineato che si tratta dell’unico volto nuovo che si affaccia alla politica.

Effettivamente il quadro generale appare un po’ la ripetizione della scorsa legislatura dove si erano visti già candidati di altri esponenti dei partiti e che oggi si candidano nuovamente: e così ritroviamo Giancarlo Cancelleri per il Movimento Cinquestelle, Rosario Crocetta, governatore uscente, salito con il Pd e che ora si presenta con il suo movimento Riparte Sicilia. E poi c’è, per il centrodestra, su cui convergono Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, Nello Musumeci, per così dire “un vecchio” della politica, che verrà affiancato da Gaetano Armano, già assessore regionale all’economia nel governo Lombardo e sostenuto dai movimenti indipendentisti. Ancora incerta la candidatura di Claudio Fava, sostenuto da Mdp e Sinistra Italiana. Siciliani Liberi invece schiera Roberto La Rosa a candidato presidente e il cui volto non comparirà nei 500 manifesti che verranno affissi in tutta la Sicilia, “perché non vogliamo personalizzare la nostra campagna – ha detto il fondatore del Movimento massimo Costa - ma fornire ai cittadini l’opportunità di abbracciare un movimento che mette al centro del progetto i siciliani”.
 
Pochi i volti nuovi quindi e soprattutto pochi programmi ancora pronti, solo dichiarazioni generiche su lavoro, salute, formazione e giovani le grandi emergenze della Sicilia.
 
Anche dietro le quinte poche le novità: nel centrodestra spicca la figura di Gianfranco Micciché, commissario di Forza Italia e regista della campagna elettorale, mentre nella compagine di centrosinistra emerge la figura di Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo, che ha “coniato” l’ormai famoso modello Palermo.

Articolo pubblicato il 29 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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