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Palermo - Un tesoretto per i cittadini che il Comune non riscuote
di Gaspare Ingargiola

Il punto sulla situazione del bilancio preventivo. Preoccupa la situazione debitoria: 452 mln €. Multe: su 80 mln €, l’80% non paga. Residui attivi, una miniera da 856 mln €

Tags: Palermo, Bilancio, Leoluca Orlando



PALERMO - Fare ordine nei conti del Comune sarà il primo compito del Consiglio comunale di Palermo. Definiti gli organismi consiliari, “è necessario procedere con il rendiconto del 2016, il piano triennale delle opere pubbliche e il bilancio di previsione 2017. Non si possono subire ulteriori ritardi”, avvertiva pochi giorni fa Tony Sala, membro della maggioranza. Gli atti propedeutici sono già stati predisposti. La giunta Orlando ha approvato il consuntivo, il piano triennale, il Dup (Documento unico di programmazione) 2017/2019 e il bilancio di previsione 2017/2019. Anche il Collegio dei revisori contabili sta predisponendo la relazione da illustrare in aula, dalla quale emergerebbe uno dei mali atavici di Palazzo delle Aquile: la difficoltà a riscuotere il dovuto.

Gli automobilisti palermitani avrebbero evaso, infatti, oltre l’80 per cento dei circa 80 milioni di multe per violazioni al Codice della Strada. Non a caso nella bozza di previsionale l’assessore al Bilancio Antonino Gentile punta a un incremento delle entrate di 97 milioni dal contrasto all’evasione fiscale. Intanto però sulle finanze di Palazzo delle Aquile si registra il primo scontro tra maggioranza e opposizione.

“I conti del Comune non godono affatto di buona salute, anzi la situazione è davvero preoccupante - sostiene Fabrizio Ferrandelli, leader dei Coraggiosi e componente della commissione Bilancio -. Da una prima analisi noto che vi sono dei problemi con la Banca tesoriera i cui conti non sono adeguatamente commentati per via del rischio operativo che deriva dall’attività stessa della banca. Ma i dati che destano maggiore preoccupazione riguardano i residui attivi e passivi che difficilmente potranno essere sanati. Al 31 dicembre 2016 i residui attivi, ovvero le somme accertate ma non incassate, ammontano infatti a 856 milioni di euro, e poiché il Comune, ogni anno, riesce a incassare appena 130-140 milioni, il credito può solo aumentare. Lo stesso vale per i residui passivi, ovvero la differenza tra gli impegni di spesa che il Comune prevedeva di dover sostenere nel corso dell'anno e le spese effettivamente sostenute a fronte delle quali è stata registrata un'uscita di cassa. In pratica, i debiti che il Comune ha nei confronti di soggetti terzi ammontano a 452 milioni di euro”. 

Ferrandelli conferma le difficoltà nella riscossione delle sanzioni: “Come avevo anticipato durante la campagna elettorale le sanzioni accertate sono passate da 29 milioni del 2015 a 65 milioni del 2016, ma i cittadini pagano sempre e solo 12-13 milioni l'anno. E non è tutto: a questi dati va aggiunto il debito fuori bilancio e le altre somme previste ma non incassate, come ad esempio quelle derivanti dalla Ztl. Tutto questo rischia di gravare fortemente sulle spalle delle aziende municipalizzate che rischiano così il fallimento, prima fra tutte l’Amat. Abbiamo già previsto nei prossimi giorni di ascoltare l'assessore Gentile, il ragioniere e i revisori dei conti per avere un quadro quanto più chiaro possibile”.

“Evidentemente il consigliere Ferrandelli non si è accorto che la campagna elettorale è già finita: l'analisi del bilancio del Comune di Palermo merita tempo, un lavoro scrupoloso e dettagliato, dubito che dopo tre ore di riunione si possano già tirare le somme, addirittura prefigurando scenari catastrofisti - replica Barbara Evola, presidente della Commissione Bilancio e consigliera comunale del gruppo di Sinistra Comune -. L'attività della nostra commissione è particolarmente delicata: serve rigore e competenza per analizzare il bilancio della quinta città d'Italia, non credo che si faccia un buon servizio alla città limitandosi alla propaganda”.

Sempre in materia finanziaria, la commissione Affari Generali è già al lavoro sul regolamento delle agevolazioni delle controversie tributarie, “un importante strumento che potrà dare una boccata d’ossigeno alle famiglie palermitane”, annuncia Sabrina Figuccia del gruppo misto e membro della settima commissione. “Insieme con i colleghi consiglieri - prosegue - convocheremo le organizzazioni di categoria e i funzionari comunali competenti per trovare le soluzioni migliori per permettere ai palermitani di risolvere nel miglior modo possibile le controversie tributarie con il Comune, ma soprattutto individuare ogni possibile agevolazione, per le famiglie, per le imprese e per i piccoli artigiani. Cercheremo di fare in modo che pagare le tasse comunali non si trasformi in un incubo ma diventi un dovere civico da assolvere senza svenarsi”.

Articolo pubblicato il 29 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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