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Reddito d'inclusione al via dal primo gennaio
di Redazione

Sosterrà oltre 600 mila famiglie in difficoltà. Assegno mensile da 190 a 485 € per i nuclei con Isee sotto 6 mila euro

Tags: Reddito Inclusione



ROMA - Dal primo gennaio arriverà il reddito d’inclusione (Rei), uno strumento di contrasto alla povertà destinato alle famiglie più deboli, circa 660 mila di cui 560 mila con figli minori.

L’assegno
La misura, approvata in via definitiva dal Consiglio dei ministri, consiste in un assegno mensile di importo variabile dai 190 fino ai 485 euro in caso di famiglie molto numerose.

A chi spetta
Il reddito di inclusione sarà erogato su dodici mensilità, per una durata massima di 18 mesi, a quei nuclei familiari che rispondano a determinati requisiti relativi alla situazione economica. Il nucleo familiare del richiedente dovrà avere un valore dell’Isee, in corso di validità, non superiore a 6mila euro e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro.
In prima applicazione, in via prioritaria, avranno accesso al Rei i nuclei con figli minorenni o disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati ultra cinquantacinquenni.

Reddito “a tempo”
Il Rei, appunto, sarà concesso per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e sarà necessario che trascorrano almeno 6 mesi dall’ultima erogazione prima di poterlo richiedere nuovamente.

Le risorse disponibili

Al Reddito di inclusione, attraverso le risorse del Fondo nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale e quelle derivanti dalla razionalizzazione degli strumenti esistenti di contrasto alla povertà, il governo ha destinato 1 miliardo e 845 milioni di euro, incluse le risorse per rafforzare i servizi, a cui si aggiungono anche le risorse a carico del Pon Inclusione (complessivamente 1 miliardo fino al 2022) per un totale di oltre 2 miliardi di euro l’anno dal 2019.

I parametri che stabiliscono l’ammontare del beneficio
Il Rei - come riporta il comunicato diffuso dal governo al termine del Cdm - è articolato in due componenti: il beneficio economico erogato su dodici mensilità, “con un importo che andrà da circa 190 euro mensili per una persona sola, fino a quasi 490 euro per un nucleo con 5 o più componenti”; una componente di servizi alla persona identificata, “in esito ad una valutazione del bisogno del nucleo familiare che terrà conto, tra l’altro, della situazione lavorativa e del profilo di occupabilità, dell’educazione, istruzione e formazione, della condizione abitativa e delle reti familiari, di prossimità e sociali della persona e servirà a dar vita a un “progetto personalizzato” volto al superamento della condizione di povertà.

Obiettivo reinserimento

Tale progetto indicherà “gli obiettivi generali e i risultati specifici da raggiungere nel percorso diretto all’inserimento o reinserimento lavorativo e all’inclusione sociale, nonché i sostegni, in termini di specifici interventi e servizi, di cui il nucleo necessita, oltre al beneficio economico connesso al Rei e, infine, gli impegni a svolgere specifiche attività, a cui il beneficio economico è condizionato, da parte dei componenti il nucleo familiare”.

Le modalità di accesso al Rei

Al Rei si accederà attraverso una dichiarazione a fini Isee “precompilata”. Il decreto disciplina anche le possibili espansioni del Rei, in termini di graduale incremento del beneficio e dei beneficiari.
In presenza di maggiori risorse o di risparmi strutturali, l’estensione della misura potrà essere realizzata mediante l’adozione di un Piano nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, da adottarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Articolo pubblicato il 30 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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