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Quotidiano di Sicilia

Miccichè apre a Lagalla. Centrodestra in trattativa
di Raffaella Pessina

Il commissario regionale di Forza Italia prova ad allargare la coalizione. Prevista per oggi l’ufficializzazione del candidato Musumeci

Tags: Gianfranco Miccichè, Centrodestra, Elezioni, Sicilia, Roberto Lagalla



PALERMO - Il centro destra è sempre più deciso a dare del filo da torcere agli avversari per conquistare la presidenza della Regione alle prossime elezioni regionali del 5 novembre. Il commissario regionale di Forza Italia Gianfranco Micciché, regista alle elezioni per Forza Italia e gli altri partiti (Lega – Noi con Salvini e Fratelli d’Italia) ha mostrato disponibilità ad allargare la coalizione anche a Cantiere Popolare. “Ci sono delle limature all’accordo da fare – ha dichiarato Micciché - ma anche Cantiere popolare fa parte della coalizione, se non fossero con noi sarebbe una grande sconfitta”. E sta cercando di trovare un accordo con Roberto Lagalla, che è nella rosa dei candidati a governatore e i cui voti darebbero un importante apporto al centrodestra. Sembra che Micciché gli abbia proposto di far parte della giunta di Nello Musumeci la cui posizione di candidato ufficiale dovrebbe essere confermata oggi.

Lagalla, che gode dell’appoggio di Cantiere Popolare di Saverio Romano, è stato assessore alla sanità nel governo Cuffaro. “Ieri – ha informato Micciché - sono stati fatti passi in avanti importanti su alcuni punti dell’intesa, e cioè sui temi dell’immigrazione e dell’abusivismo”. Nei giorni scorsi era stato trovato l’accordo anche per la posizione di Gaetano Armao, avvocato palermitano che in un primo tempo era stato dato per candidato di Forza Italia. In seguito con la necessità di trovare la quadra con gli altri partiti di centrodestra, Armao ha fatto un passo indietro, anche se per lui sarebbero già pronti, in caso di vittoria di Musumeci, i posti di vice presidente e di assessore regionale all’economia.

Di sicuro le posizioni dei due candidati sono abbastanza distanti, ma Forza Italia, cedendo il posto di Governatore a Musumeci, si è assicurato con Armao una posizione di tutto rispetto nel nuovo Governo che si verrà a formare quest’inverno. Gaetano Armao nel corso di un’intervista ha tenuto comunque a precisare il suo pensiero: “L’altro giorno Musumeci ha detto che la Sicilia ha bisogno di un voto di destra. Non sono d’accordo, questa è la terra di Don Luigi Sturzo, Giuseppe Alessi, Piersanti Mattarella, Vittorio Emanuele Orlando, La Malfa. La Sicilia non è solo destra – ha detto Armao - Per quel che potevo ho sollecitato un dialogo che rimettesse al centro l’idea del Partito popolare, ma hanno prevalso altre scelte politiche, partitiche e ne ho preso atto”. Ma vi sono alcune condizioni alle quali Armao non intende rinunciare: “partire dal manifesto di Siciliani indignati e quindi parlare di crescita effettiva, questo sarà frutto per il confronto e poi posizioni precise sull’ immigrazione”.
 
Sul fatto che Musumeci dice che se eletto si farà nominare commissario straordinario dal governo, Armao non prende posizione: “questo attiene ai rapporti con lo Stato, non so se questa sia la soluzione, non ne abbiamo parlato. In ogni caso,  nel documento ci sarà ‘l’autonomia finanziaria, la fiscalità di sviluppo, la moneta complementare, il rilancio del ponte di Messina”. Armao ha anche sottolineato di voler eliminare il lavoro finto e clientelare, “Ora per esempio stiamo dismettendo patrimonio alberghiero per l’accoglienza dei migranti che è un valore ma che distrugge un altro valore: è come se utilizzassimo una brocca d’ argento per metterci le piantine medicinali. Il lavoro lo fanno le imprese”. Armao ha fatto anche sapere che in caso di vittoria tra le prime cose da fare ci sarà la disdetta immediata degli “accordi truffa che ha fatto Crocetta con il Governo nazionale, svendendo la Sicilia e il futuro dei nostri figli”.

In merito al Movimento Cinquestelle Armao ha detto di rispettare chi li vota e molti dei loro attuali eletti, “ma il programma di un movimento eterodiretto per me non è temibile”. Su altri fronti politici, Simona Vicari di Ap ha chiarito che non è stata ancora presa una posizione certa: “Area Popolare e i suoi dirigenti siciliani, insieme ad Angelino Alfano, non si sono ancora espressi sulla candidatura alla presidenza della Regione Siciliana”. “Con Alfano - ha aggiunto - troveremo la migliore soluzione possibile, per la Sicilia, mantenendo la nostra unità”.

Il leader del Centro Democratico Bruno Tabacci,
lancia un appello a “tutte le forze democratiche e civiche, perché affrontino l’emergenza siciliana con grande responsabilità”. “Una vittoria di Grillo in Sicilia alla vigilia delle elezioni politiche - dice Tabacci - avrebbe effetti catastrofici non solo sulla Sicilia, già disastrata da Crocetta, ma per tutta la Italia e la stabilità europea, così come il risorgere di una destra sovranista”.

Articolo pubblicato il 01 settembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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