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Ristrutturare e riqualificare, guida ai bonus
di Rosario Battiato

Ecobonus, Conto termico e rifacimento: tutte le agevolazioni del Governo per spingere i cittadini a rinnovare le abitazioni. Detrazioni Irpef/Ires fino al 65 per cento sugli interventi destinati a migliorare le prestazioni energetiche delle case singole. Per i condomini il beneficio arriva al 70/75 per cento

Tags: Ristrutturazione, Edilizia, Ecobonus



PALERMO – Sono diverse le strade per poter riqualificare la propria abitazione. Sui siti dell’Enea, del Gse e del Governo ci sono tutte le indicazioni per approfittare delle agevolazioni che riguardano l’ecobonus, il conto termico e la ristrutturazione.

Investire per bollette meno care

La detrazione Irpef/Ires fino al 65% per gli interventi finalizzati alla riqualificazione energetica degli edifici privati già esistenti (miglioramento termico dell’edificio, installazione di pannelli solari, sostituzione impianti di climatizzazione invernale, interventi di domotica) è stata prorogata fino al 31 dicembre di quest’anno dalla legge di stabilità 2017. L’opportunità è estesa anche agli edifici di proprietà di istituti autonomi per le case popolari e adibiti a edilizia residenziale pubblica. Si possono spendere fino a 100 mila euro per le azioni relative alla riduzione del fabbisogno energetico per gli edifici esistenti, mentre il limite è di 60 mila per pareti, finestre e l’installazione di pannelli solari. La detrazione si restituisce in 10 quote annue, ma bisogna affrettarsi. Dal 2018 anche per questi interventi ci si dovrà limitare alle detrazioni previste per le ristrutturazioni edilizie (36%).

Efficientamento energetico

Arriverà fino al 2021, invece, il bonus specifico per gli interventi di efficientamento energetico sulle parti comuni di edifici condominiali o che coinvolgono tutte le unità immobiliari. La detrazione, in questo caso, potrà arrivare fino al 70/75%. La detrazione minima (70%) si ottiene con gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni in relazione all’involucro dell’edificio con un’incidenza del 25% della superficie lorda, mentre si ottiene la massima (75%) quando gli interventi nelle parti comuni sono finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva dell’edificio.
Il limite massimo è pari a 40 mila euro, la detrazione verrà restituita in 10 quote annuali. Dalla fine di maggio è stato stabilito che i soggetti incapienti possono cedere il credito fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni “ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati”. I beneficiari di questa misura dovranno rientrare nella no tax area, cioè con reddito inferiore agli 8 mila euro.

Produrre energia a casa
Altro capitolo riguarda il Conto termico, in vigore dal 31 maggio 2016, che “incentiva interventi per l’incremento – si legge sul sito Gse – dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili”. Oltre alle Pubbliche amministrazioni, sono coinvolti anche imprese e privati che potranno accedere a fondi per 900 milioni di euro annui, di cui 200 destinati in via esclusiva alla Pa. Si prevedono incentivi fino al 65% per gli edifici a energia quasi zero e fino al 40% per gli interventi di isolamento di muri e coperture, per la sostituzione di chiusure finestrate, per l’installazione di schermature solari, l’illuminazione di interni, le tecnologie di building automation, le caldaie a condensazione.
Ci si ferma al 50% per gli interventi di isolamento termico nelle zone climatiche E/F e al al 55% nel caso di isolamento termico e sostituzione delle chiusure finestrate, se abbinati ad altro impianto (caldaia a condensazione, pompe di calore, solare termico, ecc.). È possibile spingersi fino al 65% per pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici.
Gli incentivi sono regolati da contratti di diritto privato tra il Gse e il Soggetto Responsabile e sono corrisposti nella forma di rate annuali costanti della durata compresa tra 2 e 5 anni, a seconda della tipologia di intervento e della sua dimensione, oppure in un’unica soluzione, nel caso in cui l’ammontare dell’incentivo non superi i 5 mila euro.

Ristrutturazione e arredo

Il terzo capitolo riguarda gli interventi di ristrutturazione avviati nel primo gennaio che prevedono una detrazione del 50% dall’imposta lorda per ulteriori spese documentate sostenute nel 2017, per un massimo di 10 mila euro, anche per l’acquisto di grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+ (A per i forni e per apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica) finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

Articolo pubblicato il 06 settembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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