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Quotidiano di Sicilia

Ciucci, presidente Anas: “Cantiere principale nel 2010. Prevediamo di aprire la struttura al traffico nel 2017”
di Riccardo Bedogni

Infrastrutture: si scatenerà una sorta di “effetto domino” con circa 760 mln € per il potenziamento della rete autostradale dell’Isola. Trenta mln € solo per gli studi ambientali, con un monitoraggio su un’area dieci volte superiore a quella dei lavori

Tags: Ponte Di Messina, Berlusconi, Pietro Ciucci



MESSINA - Il 4 giugno 2002 è stato nominato Amministratore delegato della Stretto di Messina Spa e, il 2 luglio 2008, è stato confermato dall’Assemblea degli azionisti. Dal 20 luglio 2006, confermato il 17 luglio 2009, Pietro Ciucci, è anche presidente del Cda dell’Anas.
Oggi sono iniziati i lavori propedeutici, quali passaggi ancora per la costruzione del ponte vero e proprio?
“Il contraente generale ha già avviato la progettazione definitiva che, una volta completata, dovrà essere sottoposta all’approvazione del Cipe. Prevediamo di poter avviare il cantiere principale per la fine 2010 e di aprire al traffico nel 2017”.
 
Quali saranno i benefici per il trasporto passeggeri e il trasporto merci?
“Il ponte apporterà un contributo decisivo alla riduzione del deficit infrastrutturale del Mezzogiorno, consentendo di sviluppare l’intermodalità. Una volta completato, sarà parte integrante di una serie di sistemi viari, ferroviari e marittimi: il Corridoio VIII, il Corridoio V e l’Asse Palermo-Berlino, di cui è snodo fondamentale, come riconosciuto dall’Unione europea”.

Cosa risponde agli oppositori dell’opera, soprattutto gli ambientalisti?
“Un aspetto determinante concerne lo studio e il controllo dell’impatto ambientale. La Stretto di Messina, nell’ambito del progetto preliminare, ha compiuto le necessarie verifiche e studi previsti per legge e ha adottato molte precauzioni e metodologie, che rendono il progetto all’avanguardia nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Abbiamo messo a punto un sistema mirato alla comprensione, in un contesto molto più esteso, degli effetti ambientali, territoriali e sociali, che si concretizza in un programma di ‘monitoraggio di area vasta’: 10 volte superiore a quella interessata dai lavori, che prevede attività per circa 30 milioni di euro. Un record in Italia in termini di risorse dedicate all’ambiente per progetti infrastrutturali. Il monitoraggio si realizza in tre fasi successive: ante operam, in opera, post operam. Complessivamente sarà superiore a 7 anni (circa 5 anni e mezzo i lavori). Da sottolineare la rilevanza delle attività nella fase ante operam per raccogliere tutte le informazioni a supporto della progettazione definitiva, della definizione delle opere di mitigazione ambientale e della pianificazione del monitoraggio in corso d’opera. Tale sistema potrebbe costituire un riferimento per il rilancio infrastrutturale del Paese ai fini del consenso sulle tematiche ambientali, che spesso rappresenta un forte ostacolo”.

La Sicilia soffre di un gap infrastrutturale. Come rispondete a questo problema?
“La Sicilia, con una rete stradale e autostradale di oltre 4.000 km, pari al 20% della rete nazionale, è una delle regioni dove l’Anas ha in corso maggiori investimenti, dedicati sia alle nuove costruzioni che  alle attività di esercizio e di manutenzione. Attualmente, tra lavori in corso, di prossimo avvio e programmati, abbiamo investimenti complessivi per oltre 5,6 miliardi di euro, di cui 4,9 relativi ai lavori di diretta competenza Anas e quasi 760 milioni per il potenziamento della rete autostradale in concessione (in particolare il completamento della Siracusa-Gela). Tra le opere più significative, cito in particolare l’Agrigento-Caltanissetta (i cantieri del primo tratto sono partiti nel marzo scorso), la Palermo-Agrigento (i lavori del primo lotto sono stati affidati a Contraente Generale ad ottobre) e l’autostrada Ragusa-Catania, che verrà realizzata in project financing”.

Articolo pubblicato il 23 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Pietro Ciucci, presidente del Cda dell’Anas
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