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Vini, Igt Nero d'Avola e Igt Grillo possibile etichettarli solo Doc
di Michele Giuliano

Respinta dal Tar del Lazio la richiesta di sospendere il provvedimento del ministero delle Politiche agricole. Dal prossimo anno tali varietà disponibili solo in bottiglie di origine controllata

Tags: Vino, Doc, Sicilia, Esportazioni



ROMA - Resta inalterato l’assetto dei vini Doc siciliani, almeno per il momento. Il Tar del Lazio ha rigettato la richiesta di sospensione proposta dalla società Duca di Salaparuta spa dei provvedimenti del ministero delle Politiche Agricole di modifica dei disciplinari della Igt Terre Siciliane e della Doc Sicilia. Grillo e Nero d’Avola restano quindi nella Doc Sicilia. L’ordinanza del Tar consente a Duca di Salaparuta, ancora e soltanto per la campagna vendemmiale in corso, l’indicazione in etichetta della Igt dei vitigni Grillo e Nero d’Avola secondo il disciplinare precedente alle modifiche oggetto di contestazione, purché l’azienda si impegni al momento dell’approvazione definitiva del disciplinare da parte dell’Unione Europea, a ritirare dal mercato i propri vini Igt , con l’indicazione in etichetta dei vitigni Grillo e Nero d’Avola.

L’associazione dei vitivinicoltori, formata da tutte le organizzazioni di rappresentanza agricola e cooperativa, esprime soddisfazione per l’ordinanza emessa: “In questo modo - si legge in una nota dell’Igt Terre siciliane -  non rallenta un percorso di valorizzazione della vitivinicoltura siciliana che inizia dai suoi due vitigni più rappresentativi e che riguarda gli interessi dei viticoltori siciliani, sempre più parte debole dell’intera filiera produttiva”.

Il via libera definitivo alla modifica del disciplinare della Igt ‘Terre Siciliane’ è arrivato dal ministero nel giugno scorso ed esclude la possibilità di produrre ed etichettare vini Igt Grillo e Igt Nero D’Avola, varietà che dal prossimo anno si troveranno esclusivamente in bottiglie a Denominazione di origine controllata (Doc). Sul sito del ministero delle Politiche Agricole è stato pubblicato il provvedimento che completa l’iter di approvazione della modifica richiesta da circa 3.000 viticoltori della Igt ‘Terre Siciliane’, riunitisi in associazione e appartenenti a più di 15 cantine cooperative e a piccole e grandi aziende del mondo vinicolo siciliano.

Il ministero delle Politiche agricole ha anche approvato il provvedimento di modifica del disciplinare del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia, che sarà la principale Denominazione che accoglierà sotto il proprio marchio i vini Grillo e Nero D’Avola. Intanto, per la prima volta, l’Istat ha certificato i dati dell’export dei vini Doc Sicilia: nel primo trimestre 2017 la Doc Sicilia ha cumulato un export di 21.000 ettolitri pari a 2 milioni 800 mila bottiglie, come riferisce Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia: “Le rilevazioni dell’Istat - sostiene - ci portano a parlare di una crescita di export di circa il 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nell’anno 2016 in Sicilia sono state imbottigliate a marchio Doc 41,7 milioni di bottiglie, delle quali il 65% (cioè 26,8 milioni) solo a Doc Sicilia. Questo provvedimento, che interessa i nostri due vitigni più rappresentativi, farà lievitare sensibilmente l’imbottigliato a Doc: tutto ciò si traduce anche in un più efficace controllo delle produzioni a garanzia dei consumatori e dei produttori e inoltre la ritengo una tappa importante nel percorso di miglioramento della qualità del Grillo e del Nero D’Avola”. “L’iter che è stato completato dal provvedimento del ministero delle Politiche agricole – commenta Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia – consentirà di proteggere i nostri vitigni autoctoni più rappresentativi e dar loro maggiore valore. Abbiamo raggiunto un obiettivo importante: intraprendere il percorso per attribuire il giusto valore all’uva coltivata dai nostri viticoltori”.

Articolo pubblicato il 10 settembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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