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Quotidiano di Sicilia

Rientro a scuola... col brivido
di Rosario Battiato

Prima campanella in Sicilia tra rischio sismico, idrogeologico e ambientale. Manutenzioni solo nel 15% degli istituti. Il 70% degli immobili costruiti senza criteri antisismici, l’86% in zone ad alta pericolosità

Tags: Scuola, Manutenzione, Sicurezza



PALERMO – In tutta la Sicilia ci sono circa 4.200 edifici scolastici. Si tratta del secondo dato d’Italia, superato soltanto dalla Lombardia che ne ha poco meno di 6 mila. È un numero pericolosamente elevato, quello isolano, perché si incrocia col rischio naturale – sismico e idrogeologico –, la mancata manutenzione e bonifica di materiali pericolosi come l’amianto, e, soprattutto, con la pigrizia dei Comuni che faticano ad approfittare delle numerose occasioni di finanziamento ancora a disposizione. Coinvolti dai contributi del piano nazionale meno di 2 edifici siciliani su 10, mentre gli immobili scolastici registrano emergenze su tutti i fronti. 

Il progetto per le scuole di Italia Sicura, la struttura di missione di Palazzo Chigi dedicata al superamento delle emergenze in settori chiave (dissesto idrogeologico, infrastrutture idriche ed edilizia scolastica) attraverso la prevenzione, ha visto in tutta Italia 3,9 miliardi di risorse già assegnate per 11 mila interventi in oltre 7 mila istituti.

Per la Sicilia, che ha il secondo numero nazionale di istituti scolastici, il bilancio è veramente esiguo. Soltanto 665 edifici coinvolti, il 15% del totale regionale, per 1.407 interventi e un importo totale di finanziamento/provvedimento da circa 500 milioni di euro. Persino la Puglia, che di istituti ne ha appena 2.536, cioè circa 1.600 in meno, ha visto il coinvolgimento di 962 interventi e 662 edifici. La Lombardia, ad esempio, ha visto quasi 1.200 edifici coinvolti per 1.700 interventi e poco meno di 500 milioni di euro. 

Eppure le scuole siciliane restano tra quelle messe peggio a livello nazionale. Il rapporto Ecosistema Scuola 2016, realizzato dal Legambiente, certifica che nel 2015 una scuola siciliana su tre “necessita di interventi di manutenzione urgente” a fronte di una media degli investimenti per manutenzione straordinaria pari a poco più di 10 mila euro. Considerando l’anagrafica di 548 edifici scolastici tra Agrigento, Caltanissetta, Messina, Palermo e Ragusa, si scopre che soltanto il 30% è stato costruito dopo il 1975, quindi ancora agli albori della legislazione antisismica, e che appena il 18% è stato costruito secondo criteri antisismici. Eppure l’86% si trova in aree a rischio sismico, nessun edificio è stato costruito secondo criteri antisismici, soltanto il 33% ha un giardino o aree verdi fruibili e appena il 22% possiede delle strutture sportive.

Il sisma potrebbe non essere nemmeno il più immediato dei problemi. Le scuola isolane sono a rischio per struttura. In tre anni scolastici, tra il 2013 e il 2016, Cittadinanzattiva, all’interno del XIV rapporto su sicurezza, qualità e accessibilità a scuola, ha censito 112 crolli negli istituti di tutta Italia. La Sicilia è sul podio con 11 crolli, dopo Lombardia (16) e Veneto (12). 

La frontiera ambientale, lo certifica l’associazione del cigno nel suo rapporto, è ancora più distante: non ci sono edifici costruiti con criteri di bioedilizia. Appena il 7,9% vede l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile, e tra questi i migliori risultati si registrano sul fronte degli edifici con impianti solari termici (61% del totale degli edifici in cui si utilizzano fonti di energia rinnovabile) e solari fotovoltaici (53,8%), nessuno a biomassa o a biogas. In tutta Italia il dato medio è pari al doppio di quello isolano (16,6%). In cima alle preoccupazioni ci sono anche pericolose presenze: il 6,9% degli edifici ha casi certificati di amianto e le bonifiche negli ultimi due anni hanno riguardato il 3,2% del totale.

Scuole pericolose, pericolanti e spesso inaccessibili. Secondo i dati dell’Anagrafe edilizia scolastica del Miur soltanto una scuola in Sicilia su due si è dotata di accorgimenti per il superamento delle barriere architettoniche e lo stesso dato riguarda gli istituti in possesso della certificazione di agibilità, cioè un documento necessario per attestare il rispetto dei requisiti di legge necessari in materia di sicurezza dell’immobile.
 


Le opportunità sprecate per le scuole dell’Isola
 
PALERMO - Anche l’assessore regionale Bruno Marziano, agli inizi di settembre, ha scritto agli Enti locali della Regione siciliana per sottolineare le numerose iniziative comunitarie, nazionali e regionali, attualmente aperte a favore dell’edilizia scolastica.
Attualmente ci sono ancora bandi con termini aperti che riguardano “la presentazione di proposte progettuali per la realizzazione di interventi di messa in sicurezza e riqualificazione degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico” col Fondo Europeo di Sviluppo regionale Fesr per 115,2 milioni assegnati alla Sicilia; il decreto del Ministero dell’Interno del 21 luglio 2017 che prevede un contributo a favore dei comuni compresi nelle zone a rischio sismico 1 a copertura delle spese di progettazione definitiva ed esecutiva, relativa ad interventi di opere pubbliche, per 40 milioni a disposizione tra il 2017 e il 2019 e che scadrà proprio domani; in ultima battuta i fondi per l’efficientamento energetico delle scuole 2016 con “concessione di finanziamenti a tasso agevolato (0,25 %) per la realizzazione di interventi di efficientamento energetico sugli edifici di proprietà pubblica destinati ad uso scolastico ed universitario, ivi compresi gli asili nido e gli istituti per l’alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam)”.
A disposizione ci sono 247 milioni e saranno assegnate sulla base dell’ordine cronologico di ricezione delle istanze, la cui presentazione è stata prorogata con decreto ministeriale alle ore 17.00 del 30 giugno 2018.
 


Tutti gli interventi siciliani. Catania la provincia più virtuosa
 
PALERMO – Andando a scomporre i cantieri attualmente mappati da Italia Sicura (cantieriscuole.it) scopriamo che i 1.400 interventi arrivano principalmente da canali di finanziamento aperti diversi anni fa.
In prima linea ci sono i Pon/Por Fondi strutturali 2007/2013 (431 interventi) e la messa in sicurezza elementi non strutturali con le delibera Cipe 32/2010 e 6/2012. Altri 121 arrivano dal decreto mutui Bei (decreto interministeriale 23 gennaio 2015), mentre sono pochi quelli che arrivano dagli elementi più recenti. Soltanto 60 dallo #sbloccascuola 2016 e appena 35 con quello dell’anno successivo (dm 26 aprile 2017). Ancora meno dal programma #scuolenuove con lo Sblocco Patto Comuni 2014-2015 (dl 66/2014) e #scuolenuove con lo Sblocco Patto Province (Città Metropolitane 2015 (legge 190/2014) che arrivano complessivamente a 29. Appena migliore la prestazione registrata con #scuolesicure che tramite la delibera Cipe del 30 giugno del 2014 e il dl 69/2013 ha superato quota 110.
Per quanto riguarda i finanziamenti, la quota più cospicua ha riguardato il Pon/Por con 188,4 milioni di euro, seguito dalla due delibere Cipe per messa in sicurezza con 76 milioni e dai Patti per Sud (Fsc 2014-2020) con 31,2 milioni di euro.
La distribuzione provinciale vede circa 150 interventi ad Agrigento, un centinaio a Caltanissetta, 264 nell’etneo (72 interventi solo nel comune di Catania per 46 edifici coinvolti), poco più di 70 nell’ennese, 270 nel messinese, più di trecento nel palermitano, circa 70 nel ragusano, 69 nel siracusano, circa 130 nel trapanese.

Articolo pubblicato il 14 settembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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