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Risorse per le Università, meno fondi per la Sicilia
di Liliana Rosano

Uno sguardo alla ripartizione dei fondi ministeriali, Ateneo per Ateneo. Palermo, Catania e Messina registrano le perdite maggiori

Tags: Università



PALERMO - Sono Palermo, Catania e Messina, tra gli atenei che perdono di più nella spartizione del fondo di finanziamento ordinario appena pubblicato con decreto a firma del ministero dell’istruzione.

È l’atto più atteso dalle università, la ripartizione dei finanziamenti ministeriali ateneo per ateneo. Con una quota premiale che penalizza una grande università come Bologna e fa avanzare la Statale di Milano (più 9 milioni) e Roma La Sapienza, che riceverà 7 milioni in più.

Il decreto del ministero all’Istruzione appena uscito scatena la gara tra le 65 università. Sul piatto 6,6 miliardi assegnati di cui 6,272 sulle tre quote principali del fondo (quota base, premiale, fondo perequativo). Complessivamente il fondo di finanziamento ordinario 2017 si attesta a 6,982 miliardi di euro con un incremento di 62,5 milioni (+0,9%) rispetto al 2016.
Il calo dei finanziamenti rispetto al 2016 riguarda 44 atenei.Un sistema che sembra tenere, dunque.

Tra gli atenei che perdono di più ci sono Messina (-1,88%), Palermo e Catania (-1,79%), Siena e Trieste  (-1,76%) Bologna (-1,75%), Genova, Sassari e Cagliari (-1,74%), Roma Tre (-1,73%).
A Catania, il Miur ha disposto l’assegnazione di 159,7 milioni di euro mentre è di 139,6 mln il totale del fondo di finanziamento ordinario a Messina e 194 milioni andranno invece all’ateneo di Palermo.

Ma il fondo di finanziamento ordinario cresce al sud. La crescita maggiore, superiore al 3%, si è verificata nelle università di Urbino, Catanzaro, Napoli Parthenope, L’Aquila e dal Politecnico di Bari. Al centro ottengo più fondi Urbino, la Politecnica delle Marche e l’università per Stranieri di Siena.

I sette atenei al Nord che crescono sono Bergamo, Milano Bicocca e Statale, Piemonte Orientale, Ferrara, Università dell’Insubria, Sissa di Trieste. Quest’anno per la prima volta sono stati distribuiti anche i fondi – 55 milioni -  per la no tax area (esonerati gli studenti con Isee fino a 13.000 euro e tasse calmierate a chi ha un Isee fra 13 e 30mila euro). Sono le università al Sud ad ottenere di più su questa voce: 21,07 milioni euro (38,3%).

A Catania arriveranno quasi due milioni di euro mentre a Messina 1,2 mln e 2,3 milioni a Palermo.
Ma anche gli atenei al Nord, probabilmente per effetto dei fuorisede che migrano da Sud, non sono stati da meno: 20,73 milioni (37,7%). Mentre13,2 milioni (24%) sono andati alle università del Centro. Il riparto è stato fatto in proporzione alla percentuale di studenti attualmente esonerati dalle tasse moltiplicati per il costo standard per studente in corso del rispettivo ateneo.

C’è anche la quota distribuita in base a parametri di merito con due novità quest’anno che hanno pesato nella distribuzione di questo fondo: l’aggiornamento sulla qualità del reclutamento (dati produzione scientifica 2014-16) e l’introduzione dell’autonomia “responsabile”. Gli atenei potevano cioè indicare due criteri da loro scelti su didattica, ricerca e internazionalizzazione per i quali chiedere di più perché più “forti” nel settore.  A Catania andranno 32,5 mln mentre all’università di Messina 26 mln, infine a Palermo 41,3 milioni.

Articolo pubblicato il 20 settembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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