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Quotidiano di Sicilia

Dai torrenti sporchi alla viabilità insufficiente molte emergenze restano senza una risposta
di Orazio Ragusa Sturniolo

Discariche a Cumia e Bordonaro. A Montesanto una strada bloccata da otto mesi per via di una frana. Diverse aree ad alto rischio idrogeologico segnalate dai consiglieri delle circoscrizioni

Tags: Messina, Ambiente, Protezione Civile



MESSINA - Le foto che accompagnano l’inchiesta provinciale evidenziano diverse aree della città dove incombe in rischio di dissesto idrogeologico.
Durante la seduta dello scorso 8 settembre, alla quale parteciparono presidenti e consiglieri delle sei circoscrizioni cittadine, emersero anche altre criticità del territorio, a onor del vero già oggetto di diverse inchieste del Quotidiano di Sicilia. Giuseppe Leonardo, già presidente della I Circoscrizione, manifestò perplessità in merito ai problemi riguardanti la viabilità della circoscrizione, oltre alla chiusura intimata dal Genio civile della bretella sul Ponte Santo Stefano, alla mancata pulizia del torrente e all’erosione delle coste. Massimiliano Minutoli, presidente della Commissione Lavori pubblici della III circoscrizione, puntò il dito contro la scarsa attenzione degli organi competenti verso i torrenti di Cumia e Bordonaro, dove da tempo sono sorte delle discariche alimentate dalla quantità di terriccio giunta fino a valle a causa delle violenti piogge.

Minutoli, inoltre, evidenziò già lo scorso 8 settembre le condizioni di disagio vissute dalle circa venti famiglie residenti nell’area di Montesanto (rione Carrubbara), nei pressi dell’ospedale Piemonte. A gennaio, ricorderete, una frana rese inutilizzabile l’unica strada che conduce nella zona.

Trascorsi otto mesi dall’evento franoso, nulla è stato fatto per garantire a questa gente l’accesso alle proprie abitazioni. Enrico Ferrara, presidente della Circoscrizione, segnalò, infine, le condizioni del torrente Pace, dove è stata riscontrata “un’ostruzione del deflusso delle acque, determinata dallo scarico a monte di materiale interente da parte di alcuni grossi camion”. Insomma ordinarie situazioni di disagio e abbandono nonostante l’incombente rischio di dissesto idrogeologico.

Articolo pubblicato il 24 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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