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Termini Imerese, avanti come da copione
di Rosario Battiato

Secondo il cronoprogramma tra la fine di settembre e l’inizio del mese prossimo prevista l’assunzione di altri 47 operai ex Fiat. Rispettati i tempi di Blutec. Dubbi tra i sindacati per le bollette non pagate al Comune

Tags: Termini Imerese, Blutec, Lavoro



PALERMO – A Termini Imerese Blutec procede senza strappi. Il cronoprogramma fissato dall’azienda supera un altro paletto con l’assunzione, prevista tra la fine del mese e l’inizio di ottobre, di altri 47 lavoratori che si trovano in cassa integrazione dopo il repentino abbandono dell’area da parte della Fiat (oggi Fca, Fiat Chrysler Automobiles) nel novembre del 2011. L’obiettivo con vista sul 2018 è la riassunzione di settecento lavoratori. All’appello, come hanno ricordato i sindacati, ne mancano ancora circa 400. Da definire resta la difficile situazione che riguarda almeno altre 300 unità dell’indotto.

La newco del gruppo Metec/Stola aveva fissato i punti di azione per l’anno in corso all’inizio del 2017, confermandoli poi nei mesi successivi. A giugno erano in totale 123 gli ex operai assunti, su un totale di circa 700. Adesso, confermato lo step di settembre, si attendono gli ulteriori 50 che erano stati previsti per la fine dell’anno. 

Ufficialmente la Blutec ha rimesso in moto lo stabilimento nel maggio dell’anno scorso, prevedendo l’ingresso degli ex lavoratori Fca in funzione di precise fasi della produzione. Finita in maniera tragica l’epoca della “Sicilfiat”, adesso lo stabilimento di Termini sembra orientato a una produzione sostenibile, in linea con quelle che sono le tendenze più recenti del mercato e i criteri più severi in materia di emissioni del traffico veicolare. Gli ultimi operai reintegrati e i prossimi, previsti col blocco di assunzioni di dicembre, dovrebbero occuparsi della motorizzazione elettrica dei Doblò e dell’assemblaggio del motore a tre ruote per gli scooter. Tuttavia non ci sono ancora certezze sull’avvio delle iniziative industriali in questi due settori.

Sono proprio i sindacati che continuano a esprimere le maggiori riserve sui tempi di pieno riavvio industriale del sito. A questo proposito, nei giorni scorsi, il sito ufficiale dell’Ugl ha ospitato una nota firmata dal segretario generale Paolo Capone che ha voluto fare il punto sull’intera vicenda. In prima battuta ci sono le note positive: “Blutec ha investito in macchinari di nuova generazione per rilanciare lo stabilimento siciliano, in vista anche delle nuove assunzioni, come stabilito per i 47 operai che a fine mese torneranno a lavorare in fabbrica”. In seguito il sindacalista passa all’attacco, ricordando il resto degli operai che attende di essere reintegrato e la preoccupazione che riguarda il debito di Blutec “con il Comune di Termini Imerese per oltre 2 milioni, per via di tasse non pagate”.
Capone si riferisce a “Imu, Tari e Tasi insolute, nonostante il suo insediamento (Blutec, ndr) risale a circa due anni fa per rilevare lo stabilimento ex Fiat”. Una situazione che, secondo Capone, getta “un’ombra sulla bontà del progetto, per cui è auspicabile ricevere spiegazioni dai vertici aziendali”.

E spiegazioni probabilmente ci saranno, salvo dichiarazioni ufficiali in tempi brevi, entro la metà del mese di ottobre. Per le prime due settimane del mese prossimo è, infatti, previsto un nuovo tavolo tecnico al ministero dello Sviluppo economico con tutti i soggetti che in qualche misura sono coinvolti nella vicenda. Ci saranno i rappresentanti del governo nazionale e regionale, i sindacati e ovviamente i vertici di Blutec.

Articolo pubblicato il 22 settembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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