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In bicicletta a più di 120 chilometri orari
di Redazione

Gli studenti del Politecnico di Torino si sono piazzati al secondo posto nel World human powered speed challenge 2017



TORINO - Il team di studenti del Politecnico di Torino Policumbent, sfrecciando a più di 120 chilometri orari a bordo del prototipo di bicicletta reclinata Taurus, ha conquistato il secondo posto sul podio del World human powered speed challenge 2017, competizione di velocità a pedali che vede sfidarsi team provenienti da tutto il mondo. Una competizione ingegneristica e sportiva che il team del Politecnico ha affrontato per il terzo anno consecutivo e in cui ha conquistato quest’anno il secondo posto sia nella categoria dei team universitari che in quella assoluta maschile.

La competizione, ormai alla diciottesima edizione, si è conclusa lo scorso 16 settembre a Battle Mountain, cittadina statunitense del Nevada settentrionale, sulla State route R305, un rettilineo in pieno deserto dove pressione e temperatura sono ideali per testare queste tipologie di veicoli.

Sotto la guida del ciclista e capo progetto Andrea Gallo e del responsabile tecnico Paolo Baldissera, il nuovo prototipo di bicicletta reclinata è riuscito a toccare la velocità di 122,32 chilometri l’ora. Un lungo lavoro di progettazione e minuzioso studio dei dettagli ha permesso di realizzare un prototipo efficientissimo, capace di raggiungere la velocità già citata con meno di un cavallo di potenza complessiva, senza l’ausilio di alcun motore.

Il prototipo Taurus, nome ispirato alla città natale del team, ha ricevuto apprezzamenti dai competitor più esperti per le soluzioni innovative presentate: una carena in composito a bassissima resistenza aerodinamica e una trasmissione innovativa a cassetta pignoni traslante brevettata da alcuni membri del team.

Andrea Gallo, protetto dalla carena tricolore, ha agevolmente superato le fasi di qualificazione tagliando il traguardo a 105 km/h contro i 95 richiesti. In seguito, nonostante il maltempo che ha caratterizzato buona parte della settimana, ha progressivamente migliorato le sue prestazioni fino alla velocità di 122,32 chilometri l’ora che gli è valsa ancora una volta un posto fra gli uomini più veloci del pianeta.

Obiettivi del team restano il record europeo e mondiale, che non erano alla portata in questa edizione sia per le già citate condizioni meteo non favorevoli, che per la necessità di affinare e testare ulteriormente il mezzo appena creato.

L’incremento ottenuto con il veicolo precedente, PulsaR, era stato del 10% circa dall’esordio del 2015 al successivo record del 2016. Visto in questa prospettiva, il risultato ottenuto quest’anno con Taurus, in condizioni non ottimali, rappresenta un primo passo verso gli obiettivi della squadra studentesca.

Il team, che proprio in questi giorni è rientrato dagli Usa, esporrà Taurus al pubblico in occasione della “Notte dei ricercatori” il 29 settembre a Torino, mentre PulsaR è in esposizione da ieri e fino a domani (24 settembre) allo Spin cycling festival di Roma.

Articolo pubblicato il 23 settembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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