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Luce e gas instabili in Sicilia: record di interruzioni
di Rosario Battiato

Nei giorni scorsi l’Istat ha aggiornato alcuni indicatori territoriali per le politiche di sviluppo. Nell’Isola un valore medio per abitante doppio rispetto a quello nazionale

Tags: Energia, Sicilia



PALERMO – L’energia non è di casa nell’Isola. Le interruzioni elettriche per abitante registrano il doppio del valore medio nazionale (5,2 contro 2,4) e continuano a trovarsi in una pericolosa fase ascendente, a differenza di quanto avviene in altre Regioni italiane. Nel mirino dei siciliani anche i disservizi relativi all’erogazione di gas con quasi una famiglia su 10 che ha denunciato manifeste irregolarità. Resta ancora inferiore alla media nazionale anche la copertura rinnovabili dei consumi di energia elettrica.

Questi numeri sono stati rilasciati la scorsa settimana dall’Istat che ha aggiornato la banca dati che contiene 316 indicatori territoriali per le politiche di sviluppo. Il prodotto è realizzato sulla base di un disciplinare stipulato tra Istat e dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica, che si è riorganizzato nel Dipartimento per le politiche di coesione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e nell’Agenzia per la coesione territoriale, nell’ambito del progetto “Informazione statistica territoriale settoriale per le politiche strutturali 2010-2015” finanziato con il Pon Governance e assistenza tecnica Fesr 2007-2013. La banca dati viene aggiornata mensilmente, anche se non tutti i capitoli offrono nuovi contenuti.

La scorsa settimana l’Istituto di statistica ha rilasciato, tra gli ambiti aggiornati, quelli relativi al settore ambientale ed energetico. Diversi gli aspetti presi in considerazione che spaziano dal sistema infrastrutturale fino alla produzione e consumo di energia rinnovabile sul totale.

In primo piano c’è il settore relativo alle interruzioni del servizio elettrico (frequenza delle interruzioni accidentali lunghe del servizio elettrico, numero medio per utente) che in Sicilia nel 2015 ha fatto registrare il dato più elevato d’Italia. Nell’Isola, infatti, si raggiunge quota 5,2 contro una media nazionale che è pari a meno della metà (2,4), mentre diverse regioni, soprattutto nella fascia centro-settentrionale del Paese, non superano quota uno. La riflessione sul dato siciliano assume una ulteriore nota di preoccupazione perché è accentuata da una tendenza negativa che comincia nel 2002 e che giunge fino al 2015, un risultato che di fatto, salvo rare eccezione, si sviluppa in maniera diametralmente opposta nel resto d’Italia.

Un ritardo infrastrutturale che si riflette anche nell’altro indicatore che misura il grado di insoddisfazione dell’utenza per l’erogazione di gas (famiglie poco o per niente soddisfatte per i servizi di erogazione del gas nel complesso sul totale famiglie allacciate alla rete). L’Isola ha fatto registrare il secondo dato più alto della sua serie storica dal 1999, piazzandosi al sesto posto nazionale per il dato percentuale che certifica le famiglie insoddisfatte (7,6%). Pur non essendo la prestazione peggiore a livello nazionale, risulta comunque superiore al dato medio italiano (7%).

Restano inferiori al dato nazionale anche i consumi energia elettrica coperti da fonti rinnovabili (produzione lorda di energia elettrica da fonti rinnovabile in percentuale dei consumi interni lordi di energia elettrica). Nell’Isola si fermano a quota 26,2%, un dato in crescita rispetto al passato, anche se ancora distante dalla media italiana che ha raggiunto quota 33,1%.

Articolo pubblicato il 26 settembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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