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Tirocini, si cambia direzione. Regione recepisce linee guida
di Michele Giuliano

Due le tipologie possibili: quello formativo e quello di reinserimento al lavoro. Previsti maggiori controlli. L’assessorato al Lavoro assimila l’accordo Stato-Regioni, diramate nuove direttive

Tags: Tirocinio, Regione Siciliana



PALERMO - Una nuova strada, un nuovo modo di intendere il tirocinio, non solo rivolto a chi ha appena completato gli studi ma anche a chi vuole trovare lavoro per la prima volta o rientrare in attività dopo un periodo di fermo. E soprattutto, attenzione ai furbetti, che sfruttano i giovani, facendoli lavorare come in un vero rapporto subordinato, sfruttando le occasioni offerte dalle istituzioni, che dovrebbero invece servire a far crescere i nostri giovani e meno giovani, dandogli una possibilità per imparare sul campo e, in seguito, inserirsi con successo nel settore scelto.

La giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro, ha deciso di recepire le linee guida adottate nell’accordo Stato-Regioni. Sarà, in base alla nuova direttiva, possibile attivare due tipologie di tirocinio: quelli formativi e di orientamento, rivolti ai giovani che hanno conseguito un titolo di studio entro i 12 mesi precedenti l’attivazione, e i tirocini di inserimento o reinserimento al lavoro, rivolti a soggetti inoccupati o disoccupati o a lavoratori in mobilità o cassa integrazione.
Rimangono esclusi i tirocini curriculari, quelli previsti per l’accesso alle professioni e i praticantati professionali e quelli finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia e alla riabilitazione, che continuano ad essere normati in maniera distinta.

La durata dei tirocini non varia, se non per l’introduzione di un limite inferiore: dovranno infatti avere una durata di almeno due mesi, ridotto ad uno nel caso di soggetti ospitanti che operano in termini temporali stagionali. Gli enti promotori rimangono invariati rispetto le precedenti direttive, e rimane ferma la competenza, nella verifica della documentazione e dei requisiti, dei Centri per l’Impiego, ai quali vanno comunicati l’avvio delle attività o eventuali problemi in corso d’opera.

Per quanto riguarda le qualifiche, dovranno essere coerenti con il ‘Repertorio delle Qualificazioni della Regione Siciliana’, così come previsto dal 2016.

La direttiva punta la propria attenzione sulla necessità di rafforzare la vigilanza sulla qualità e genuinità dei tirocini, per fare emergere eventuali forme di lavoro subordinato fittizio, così come voluto con fermezza in sede di Conferenza Stato-Regioni, e ancora prima dalla ‘Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea’ del 10 marzo del 2014, che qualifica lo strumento del tirocinio come fondamentale per l’inserimento di giovani nel mondo del lavoro.

Ancora, diversi pareri espressi dalle Commissioni parlamentari hanno puntato l’attenzione sull’argomento anche a seguito delle criticità emerse nell’attuazione del programma Garanzia Giovani, risultato in buona parte fallimentare vista la scarsa percentuale di assunzioni a seguito dello svolgimento delle attività foraggiate dalla Regione e dalla Comunità Europea. Pertanto, è stata in particolar modo rivista la sezione delle linee guida concernenti le misure di vigilanza, controllo ispettivo e disciplina sanzionatoria.

Sono state, nello specifico, confermate la distribuzione della competenza in materia per la corretta qualificazione dei rapporti di tirocinio e le sanzioni già previste per la scorretta gestione del rapporto e della documentazione relativa, e sono state introdotte apposite norme sanzionatorie con le quali, nel caso in cui vengano riscontrate violazioni reiterate, si arriva anche alla cessazione dei tirocini e all’interdizione dei soggetti promotori e dei soggetti ospitanti per un periodo che va da 12 ai 24 mesi.

Articolo pubblicato il 26 settembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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