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Quotidiano di Sicilia

Nasce un figlio, è subito burocrazia
di Serena Giovanna Grasso

Certificato, codice fiscale, scelta pediatra e carta d’identità: 4 passaggi che potrebbero essere ridotti a 1. Che fatica: genitori costretti a correre da un ufficio all’altro in pochi giorni

Tags: Nascita, Burocrazia



PALERMO – Nove mesi per decidere il nome del futuro nascituro e solo pochi giorni per adempiere a tutte le pratiche burocratiche che purtroppo la pubblica amministrazione non è riuscita a centralizzare e digitalizzare. Certificato di nascita, codice fiscale, tessera sanitaria, libretto sanitario, scelta del pediatra e documento di identità: ecco i processi obbligatori cui nessun genitore può sottrarsi.

Il certificato di nascita
Iniziamo con i certificato di nascita. Al momento del parto, l’ostetrica che vi assiste redigerà un attestato di nascita nel quale dichiarerà il giorno, l’orario della nascita ed i nomi dei genitori. Questo documento deve poi essere portato presso l’ufficio di Stato civile del Comune in cui è nato il bambino entro dieci giorni dalla nascita. Diversi ospedali hanno, al loro interno, una succursale dell’ufficio in cui è possibile effettuare la registrazione della nascita: i tempi in questo caso sono più corti ed il piccolo deve essere registrato entro tre giorni.
Secondo quanto disposto dal decreto del presidente della Repubblica numero 396 del 2000, se la dichiarazione viene effettuata dopo i dieci giorni a disposizione, l’ufficiale di Stato civile può accettarla soltanto se correlata da valide motivazioni per il ritardo ed è obbligato a segnalare il caso al procuratore della Repubblica. Nel caso in cui il figlio sia nato da genitori coniugati, la denuncia di nascita può essere fatta indistintamente dalla mamma o dal papà o da entrambi. Nel caso in cui il figlio sia nato da genitori non coniugati, la dichiarazione dovrà provenire da entrambi i genitori se ambedue vorranno riconoscerlo. Al contrario, se il figlio è riconosciuto soltanto da uno dei due genitori, sarà colui che lo riconosce a firmare la denuncia della nascita. Se il genitore che intende riconoscere il bambino è un minorenne, può farlo solo se ha raggiunto almeno i 16 anni di età. In caso contrario, occorre rivolgersi al giudice tutelare.

Verrà chiesto al genitore denunciante di confermare il nome indicato sull’attestato di nascita o di comunicare eventuali variazioni. Il nome scelto sarà quello ufficiale e non saranno possibili variazioni future. Ogni neonato può avere fino a tre nomi. È  vietato per legge dare al bambino lo stesso nome del padre, dei fratelli e delle sorelle.

Il codice fiscale
Il codice fiscale contiene i dati relativi al nome, alla data e al luogo di nascita di ogni individuo ed è indispensabile per identificare un cittadino nei rapporti con gli enti e le amministrazioni pubbliche. L’unico codice fiscale valido è quello rilasciato dall’Agenzia delle Entrate. Per ottenere il codice fiscale sarà necessario  presentarsi presso l’ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate con un documento di riconoscimento.

La tessera sanitaria
Dopo l’attribuzione del codice fiscale da parte dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate, viene inviata automaticamente una tessera sanitaria con validità di un anno. Alla sua scadenza, una volta acquisiti i dati di assistenza dalla Asl competente, viene inviata la tessera con scadenza standard di cinque anni. Alcune Regioni, come per esempio Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Sicilia hanno adottato, per i propri assistiti, una tessera sanitaria con microchip che svolge anche la funzione di carta nazionale dei servizi per l’accesso in rete ai servizi che mettono a disposizione. Le tessere regionali sono ugualmente valide come tessere di codice fiscale. Questa tessera è valida in tutti i paesi dell’Unione Europea ed in alcune nazioni con le quali sono attive delle speciali convenzioni.

Libretto sanitario
Alla dimissione del bambino dall’ospedale verrà consegnato il libretto sanitario in cui saranno già stati annotati i dati anagrafici ed il gruppo sanguigno. Ad ogni vaccinazione bisognerà presentare il suddetto libretto. Il documento potrebbe essere richiesto anche in occasione di viaggi all’estero.

La scelta del pediatra
Dopo la registrazione della nascita, occorre procedere con la scelta del pediatra di base. Basterà recarsi presso lo sportello di riferimento della propria Asl con il certificato di nascita ed il codice fiscale e scegliere il medico tra quelli disponibili. Se il pediatra scelto esercita in un comune diverso da quello di residenza, sarà necessario presentare la dichiarazione scritta del medico in cui dichiara di accettare il bambino come paziente.

Carta d’identità

Per i genitori che intendono effettuare un viaggio all’estero con figli al seguito, sarà necessario che i bambini siano in possesso della carta di identità. Per poter ottenere il documento occorre recarsi presso l’anagrafe del Comune di residenza muniti di due fototessera del bambino. L’ufficio rilascerà un certificato di nascita e di cittadinanza del minore, insieme ad un modulo che dovrà essere compilato da entrambi i genitori. Il documento avrà validità di tre anni per i bambini di età inferiore a tre anni, dai tre ai 18 anni sarà valida per cinque anni. La carta d’identità per i minori di 15 anni non è obbligatoria, ma è necessaria solo per i viaggi all’estero.

Articolo pubblicato il 27 settembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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