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Sospetti sul sistema dei concorsi. Università nel Piano anticorruzione
di Redazione

Atenei nella bufera dopo l’inchiesta che ha portato agli arresti sette professori. “Entro ottobre” l’aggiornamento dedicato alle istituzioni accademiche

Tags: Antitrust, Università, Raffaele Cantone



ROMA - Quando qualche mese fa, Raffaele Cantone disse che esiste un nesso tra la corruzione e la fuga dei cervelli e che bisogna vigilare sui concorsi, le sue parole non raccolsero solo applausi e in molti insorsero.

Adesso però le sue parole appaiono quanto mai attuali e aderenti alla realtà, alla luce dell’inchiesta della Procura di Firenze che ha portato all’arresto di sette professori universitari e alle indagini su altri 59, con l’ipotesi accusatoria di corruzione nel sistema dei concorsi. Il settore è quello dell’abilitazione all’insegnamento di diritto tributario. La ‘moneta’, secondo i magistrati, non sono le classiche tangenti, ma “scambi di favori” e di candidati sponsorizzati.

Che quello dell’Università sia un mondo a tratti opaco, lo dice il fatto che proprio a questo settore l’Anac ha deciso di dedicare un focus dell’aggiornamento 2017 del piano nazionale anticorruzione. La fase di consultazione pubblica, che consente a enti, associazioni, privati cittadini di inviare osservazioni, si è chiusa il 15 settembre: prossimamente il documento con le indicazioni che la pubblica amministrazione è tenuta a osservare, sarà emanato dall’Autorità anticorruzione e per la prima volta conterrà una sezione dedicata alle istituzioni universitarie. “Vogliamo concludere assolutamente entro ottobre”, afferma la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, decisa, inoltre, ad “andare fino in fondo” sulla vicenda dei concorsi truccati.

Il ministero sta lavorando insieme all’Anac per approntare una sorta di codice di comportamento. Nell’ambito del piano anticorruzione, infatti, verranno sondati, con approfondimenti e possibili misure, alcuni aspetti chiave: valutazione e finanziamento dei progetti di ricerca; processo di accreditamento delle sedi e dei corsi di studio; reclutamento dei professori; conflitti di interessi tra partecipanti al reclutamento e personale dell’Ateneo; commissioni giudicatrici ed eventuali conflitti d’interresse interni; scarsa trasparenza dei criteri e delle procedure di valutazione.

Il deficit di trasparenza nell’università emerge anche da un altro dato. Nel 2016 l’Anac ha condotto un controllo su 32 atenei statali, concentrandosi poi su tre centri in cui erano emerse maggiori criticità. La vigilanza si è conclusa con la notifica, tra l’11 e il 12 settembre, di 21 provvedimenti sanzionatori tutti relativi al Politecnico di Bari per mancata o tardiva dichiarazione reddittuale, cioè per non aver ottemperato agli obblighi di trasparenza on line sui redditi cui è tenuta la pubblica amministrazione.
Le sanzioni, di mille euro, hanno toccato professori, personale amministrativo, personale esterno e anche il rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio.

Articolo pubblicato il 27 settembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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