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Istat, cresce l'indice di fiducia dei consumatori a settembre
di Lorena Peci

Secondo i dati elaborati dall’Istituto di statistica, si è passati da 111,2 a 115,5, in linea con il 2016. Il Clima è positivo anche per le imprese, dove il saldo sale da 107,1 a 108

Tags: Istat, Economia, Fiducia Consumatori



MILANO - Segnali di fiducia degli italiani verso il futuro economico del Paese. Secondo i dati Istat a settembre 2017 l’indice di fiducia dei consumatori è aumentato in maniera consistente passando da 111,2 a 115,5 e tornando ad allinearsi sui livelli del primo trimestre del 2016.
 
Sale anche il clima di fiducia delle imprese, da 107,1 a 108,0, confermando la crescita positiva già segnalata nei mesi precedenti. In generale, secondo l’indagine Istat elaborata sulla base di nove domande considerate idonee per valutare l’ottimismo o il pessimismo dei consumatori, gli italiani tornano a sperare maggiormente nella possibilità di poter risparmiare in futuro, con un orizzonte temporale di 12 mesi e nel contempo, aumenta il saldo sia dei giudizi sia delle aspettative sulla situazione economica del Paese.

L’incremento invece risulta più contenuto per quanto riguarda la componente personale, ovvero riguardante i giudizi e le attese sulla situazione economica della famiglia, l’opportunità di acquisto di beni durevoli e in generale in clima finanziario della famiglia. Anche per quanto riguarda la componente corrente, sempre relativa al clima economico del Paese e al bilancio della famiglia, l’incremento risulta più contenuto. Significativo il forte ridimensionamento delle aspettative sulla disoccupazione, il cui saldo cala da 30,5 a 11,7; anche le considerazioni riguardo l’andamento dei prezzi  rivelano un calo della quota dei consumatori per i quali i prezzi sarebbero aumentati negli ultimi 12 mesi.

Passando alle imprese, il miglioramento del clima di fiducia riguarda tutti i settori ad eccezione dei servizi, dove l’indice è rimasto invariato al mese presedente a quota 107,0. Ad agosto 2017 l’indice è salito da 107,1 a 108, registrando il massimo aumento stimato da agosto 2007, in cui l’indice era di 110,4. I settori in cui la situazione in termini di fiducia migliora in modo più significativo sono quello manifatturiero in cui si passa da 108, 5 a 110,4 , quello delle costruzioni salito da 128,4 a 132,1 e quello del commercio al dettaglio passato da 105,3 a 108,8. Andando più nel dettaglio, nelle imprese manifatturiere a migliorare nettamente sono i giudizi sugli ordini, mentre rimangono invariate le attese di produzione e vengono però considerate in leggero accumulo le scorte di magazzino.
 
Passando alle imprese di costruzione, il clima sale nella costruzione di edifici (da 113,2 a 116,7), nei lavori di costruzione specializzati (da 137,7 a 146,2). Un calo invece si segnala nell’ambito dell’ingegneria civile (da 121,8 a 109,5). Nelle imprese di commercio a dettaglio, è nella grande distribuzione che il clima di fiducia sale di più (da 104,4 a 111,0) e peggiora invece nella distribuzione tradizionale (da 105,5 a 102,4).

A trainare per quanto riguarda i dati sul fatturato e sugli ordinativi dell’industria, è il mercato estero sia per quanto riguarda il fatturato con +2,3% su mese e 7,1% su anno, sia per gli ordini con +6,4 su mese e +16,2% su anno. Il mercato interno invece segna un dato negativo con -1,7%  su mese e uno positivo su anno con +2,2%; stessa situazione per gli ordini con -4,2% e +6,2%.

Articolo pubblicato il 29 settembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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