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Beni culturali siciliani invisibili ai turisti
di Isabella Di Bartolo

Solo il 16% di 463 istituzioni culturali censite ha siti web dignitosi, Indice di visibilità (Idv) nullo per i musei regionali. Complesso minerario Trabia Tallarita e Arsenale di Pa con Idv 0, Palazzo Mirto bocciato

Tags: Beni Culturali, Sicilia, Web, Internet



La visibilità sul web del patrimonio culturale siciliano è ferma all’anno zero. O quasi. A muoversi verso la direzione virtuale sono poche, pochissime, tra le amministrazioni pubbliche che si occupano di promuovere beni culturali e musei. Discorso a parte per i siti internet della Regione siciliana che fanno capo alla sezione Beni culturali: scarsi aggiornamenti e poche informazioni per quelli che sono oggi i biglietti da visita di monumenti e musei siciliani nei confronti di turisti italiani e stranieri.

Basta leggere le segnalazioni “ufficiali” sul mondo virtuale turistico siciliano che sono le recensioni su portali web dedicati a viaggi e turismo dove visitatori sempre più attenti ed esigenti evidenziano l’arretratezza delle informazioni virtuali delle pagine online della Regione siciliana, la mancanza di legende dettagliate e la confusione su orari, telefoni e giorni di accesso a siti e musei.

Eppure, il turismo culturale si muove su internet e viaggia a velocità sempre più crescente: nella classifica mondiale redatta dalla Miniwatts Marketing Group ad ottobre 2010, sui 58 paesi primi per penetrazione di internet, l’Italia con il 51,7% è in 56ma posizione, rivelando una penetrazione inferiore alla maggior parte dei paesi industrializzati o considerati ancora in via di sviluppo (India, Russia, Brasile, eccetera); tale situazione è evidenziata da numerose classifiche ufficiali internazionali, come quella del portale europeo Compendium per il 2008-2010 e nazionali, fra cui l’indagine Multiscopo dell’Istituto di Statistica Nazionale. L’indagine commissionata dal presidente Sarkozy al McKinsey Global Institute in occasione del primo e-G8 di Parigi (24-25 maggio 2011), sulla vitalità di Internet e del suo ruolo come strumento di crescita economico-culturale, ha comprovato la posizione da ultima in classifica dell’Italia rispetto ai paesi del G8 (Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Canada e Russia) e a Cina, Brasile, Corea del Sud, India e Svezia, rivelandosi una vera e propria ‘anomalia’ nel panorama globale dello sviluppo digitale.

A livello regionale, un’analisi dell’offerta culturale siciliana sul web ha permesso di censire 463 istituzioni culturali fra musei, collezioni, siti archeologici e storico-artistici e 10 musei interamente virtuali realizzati in Sicilia. A firmarla è Elisa Bonacini, studiosa etnea ed esperta nazionale di comunicazione culturale e web. Su 463 siti culturali si è evidenziata l’esistenza di siti internet degni di questo nome solo per 75 istituzioni (di cui 3 per musei esclusivamente virtuali), ovvero il 16,19% dei siti censiti. A questi 75 sono stati aggiunti i 21 siti rintracciati diversamente (7 dei quali interamente virtuali). Sono stati quindi analizzati 96 siti internet: musei regionali, provinciali e civici (29); musei di associazioni o altri enti pubblici (6); musei ecclesiastici (8); musei universitari (9); musei privati (16);  musei di associazioni e fondazioni private (15); musei misti (2) art-hotel (1); musei virtuali (10).

Ne risulta che una percentuale quasi risibile di websites ha una visibilità online sui portali pari a un IdV (Indice di visibilità) compreso fra 4 e 7 (8 su 75 con una percentuale di 10,65%), mentre un altissimo 57,33% dei siti web indagati (43 su 75) ha una visibilità nulla (25) o quasi nulla (18); il 32% una visibilità medio-scarsa (12 con IdV pari a 2 e altrettanti con IdV pari a 3). Degli 8 siti internet museali con una visibilità online più che dignitosa, 6 sono musei etno-antropologici; il massimo di visibilità è raggiunta dai siti di due musei privati: il Museo Internazionale delle Marionette “Antonio Pasqualino” a Palermo (Idv 6) ed il Museo del Giocattolo e della Coroplastica “Pietro Piraino” a Bagheria. Nessuno dei 14 siti web dei musei regionali analizzati ha un IdV superiore a 3; 11 di questi hanno un IdV compreso fra 2 e 3; due hanno un IdV pari a 0 (Complesso Minerario Trabia Tallarita a Riesi e Arsenale - Museo del Mare a Palermo), uno solo ha un IdV pari a 1 (Museo di Palazzo Mirto a Palermo).

“È di fondamentale importanza, anche a seguito della attuale crisi - dice - che le istituzioni culturali assumano definitivamente il ruolo di imprese culturali e lo facciano soprattutto quando è forte il loro legame col territorio. Esse devono ragionare in termini di marketing culturale, quindi, anche di web marketing culturale, nonostante i problematici ritardi – infrastrutturali e non – che caratterizzano il panorama italiano: scarsa diffusione e qualità della banda larga; politiche carenti di alfabetizzazione informatica; varie forme in cui si declina il nostro digital divide; ostilità all’innovazione e ad una visione economico-imprenditoriale della cultura”.

L’indagine dei siti internet siciliani, come evidenzia Elisa Bonacini, da un lato ha consentito una sorta di censimento quanti-e qualitativo senza “la pretesa di costituire l'’lenco ufficiale di tutti i musei e le istituzioni culturali della regione” dice la ricercatrice - rivolto ad una valutazione del grado di raggiungimento del duplice obiettivo della valorizzazione (funzionale agli scopi strettamente culturali di una istituzione culturale) e della comunicazione di informazioni (funzionale agli interessi strettamente turistico-culturali) del nostro patrimonio minore.

“Dall’altro - aggiunge - ha messo in evidenza la mancanza generale a livello di politiche culturali regionali di un unico core strategico, in grado di coinvolgere in forme di comunicazione e valorizzazione avanzata persino quei musei e quei siti di interesse storico-artistico che nel panorama culturale e turistico siciliano sono considerati delle superstar”.
 

 
Con “Sicilia preistorica” il volto social dei Beni culturali
 
La comunicazione culturale non può non passare dai social network. Un esempio emblematico della “forza virtuale” di Facebook – social network per antonomasia – si registra nel cuore della Sicilia dove lavora Michele Termine, divulgatore culturale, geologo e giornalista esperto di patrimonio culturale. è lui che ha ideato nel 2011 una pagina Fb dedicata ai beni culturali. “Mi ero accorto – dice Termine - che negli anni avevo accumulato un vero archivio fotografico su tanti siti archeologici e musei della Sicilia. Così, guardando cosa c’era già sui siti internet, decisi di chiamare la pagina Sicilia Preistorica perché inizialmente ho pensato di valorizzare questo aspetto poco promosso dagli altri siti.
Iniziai con la preistoria facendo vedere i siti del territorio di Sciacca e poi tutto quello che man mano conoscevamo, poi il sito è cresciuto, diventando un riferimento fra quanti navigando nel web cercano notizie sui  nostri beni culturali: oggi siamo arrivati a 7.537 follower e una media di 4.000 al giorno. In questo momento la foto più cliccata riguarda Selinunte con la neve, oltre 55mila visitatori. Abbiamo seguito diversi scavi archeologici, dando spazio sia agli archeologi che agli studenti, Selinunte, Nadore, Agrigento, Casmene, Caltabellotta.
La maggiorparte degli amici di Sicilia Preistorica vengono da Palermo, Catania, Milano e Roma. Senza volerlo, facciamo una pubblicità gratuita al patrimonio culturale che neanche la Regione riesce a garantire”.
La forza del web, secondo Michele Termine, è che consente di far conoscere luoghi e siti poco conosciuti e per niente valorizzati. “La maggior parte dei siti che si occupano di beni culturali sono poco descrittivi, spesso si limitano solo a pubblicare la foto, invece ho cercato sempre per quello che è possibile e sapendo che chi legge è spesso più competente di chi scrive – dice - Sicilia Preistorica è diventata un punto di riferimento per apprendere notizie e conoscere ciò che “gira” attorno ai beni culturali dell’Isola”.
 

 
Audioguide e virtual tour per fruire meglio i musei
 
Si chiama “Buonastrada.eu” ed è la piattaforma web che mette in rete un vasto territorio, valorizzandone il patrimonio storico, artistico e culturale, attraverso percorsi guidati, audioguide e virtual tour e mediante codici qr presenti sulle targhe monumentali. Un progetto europeo che è partito in sordina in Sicilia e che risulta sconosciuto ai più. Intanto, un’idea siciliana diviene modello di promozione virtuale: iziTravel è il progetto di audioguide multimediali siciliane. Ad oggi sono 160 e hanno avuto la partecipazione di oltre 3.000 persone, dalle scuole ai direttori dei musei. “Un progetto che continua a crescere – dice la sua ideatrice e curatrice Elisa Bonacini – e oggi, gestendo quasi tutti i profili istituzionali che hanno pubblicato su iziTravel, sappiamo che hanno avuto oltre 300.000 visualizzazioni dei contenuti e se fossero anche nelle altre lingue ne avrebbero molte di più.
La sola guida del museo “Paolo Orsi” da novembre 2017 ad oggi ha avuto oltre 50.000 visualizzazioni. IziTravel è l’unico progetto al mondo che ha attivato un processo partecipato così vasto per scala (regionale), portata di partecipazione, democratizzazione dei contenuti, dei linguaggi e risultati raggiunti, l’unico che mette veramente in rete le “comunità di eredità” di cui parla la Convenzione di Faro”.
È diventato un “caso” tutto siciliano il museo Salinas di Palermo, aperto nel 2015 in tutto il suo ritrovato splendore. Ma è stato durante i lunghi mesi della sua chiusura al pubblico per restauro che il museo palermitano ha ottenuto l’interesse dei social studies: grazie alle strategie comunicative adottate dal museo palermitano sui social media – curati dal direttore Francesca Spatafora e dal responsabile alla comunicazione Sandro Garrubbo – l’istituzione museale si è aperta al mondo offrendo la possibilità virtuale di scoprirla.
“Chiusi per restauro, aperti per vocazione” è stato lo slogan che ha sintetizzato al meglio la campagna con attività culturali, visite virtuali, fotografie di restauti work in progress e iniziative varie per una promozione unica e fruttuosa: video da 53.553 visualizzazioni e post da 64.646 persone raggiunte. A quella digitale si accompagna una comunità reale fatta di persone che sposano la causa del museo e contribuiscono alla sua crescita: il personale tutto e gli “amici del museo”, che a vario titolo prestano il loro contributo gratuitamente.

Articolo pubblicato il 03 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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