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Quotidiano di Sicilia

Qualche spiraglio di sole nell’Isola offuscata dalle emissioni di idrocarburi
di Rosario Battiato

Occorre riorganizzare le fonti rinnovabili e puntare sulle imprese ecosostenibili per un futuro più verde. Nel fallimento delle politiche ambientali dopo Siracusa e Copenhagen anche la Sicilia fa la sua parte

Tags: Economia, Energia, Ambiente, Stefania Prestigiacomo, Raffaele Lombardo



PALERMO – L’anno ormai alle spalle è stato caratterizzato da un costante, ma a tratti poco concreto, impegno della Regione sul piano energetico ed ambientale.
Le alterne vicende politiche e quindi le vicissitudini del governo Lombardo col conseguente avvicendarsi di uomini importanti ma non sempre affini alla guida degli assessorati chiave per lo sviluppo energetico e la sostenibilità ambientale, quindi Gianni e Venturi all’Industria, Sorbello e Milone all’Ambiente, hanno caratterizzato un anno condito da scoperte, errori, buone intenzioni e qualche speranza per il futuro. A cominciare dal 4 febbraio scorso con l’approvazione in giunta del Piano energetico ambientale della Regione siciliana che avrebbe dovuto, a detta di Lombardo, fare ripartire “gli investimenti e la creazione di nuove opportunità di lavoro”.

Gli eventi successivi hanno poi compromesso in parte queste speranze in quanto, a detta degli esperti di Legambiente, la Regione si è spesso mossa in due direzioni dichiarando una grande sensibilità ambientale in termini teorici ma poi riuscendo a concretizzare solo in parte. Proprio a Siracusa, città natale del ministro Prestigiacomo e provincia del Triangolo della morte, si è consumato dal 22 al 24 aprile il G8 Ambiente da cui è scaturito un sostanziale nulla di fatto con la speranza sottesa che i risultati concreti sarebbero arrivati alla quindicesima Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima dello scorso novembre a Copenhagen. Anche in questo caso i risultati attesi di un nuovo “Protocollo di Kyoto”, che avrebbe potuto magari estendere gli effetti in scadenza al 2012 fino al 2050, hanno subìto una pesante battuta d’arresto, e quindi le richieste di tagli alle emissioni di Co2 non sono state sancite in un vero e proprio accordo, ma si è potuto parlare al massimo di “piccoli passi”.
 
E proprio l’isola, nel suo piccolo, confrontata con le potenziali richieste del vertice Onu, ci fa una pessima figura in quanto in termini di Co2, principalmente “grazie” alle sue raffinerie, è la seconda d’Italia a quota 10%, seconda solo alla Lombardia a quota 16%.
A fronte di questi dati bisogna poi sottolineare come la Regione stia cercando di riorganizzare il comparto energetico verde. Dopo la grande abbuffata eolica degli anni scorsi, poi culminata in una serie di inchieste della magistratura che hanno svelato la trama di interessi e speculazioni nell’ambito degli incentivi alle fonti rinnovabili, pare si stia aprendo una nuova strada anche per il fotovoltaico, visto che recentemente il gruppo Moncada ha investito nell’apertura di una fabbrica a Campofranco e che Lombardo abbia più volte ribadito la necessità di puntare sulla piccola e media impresa ecosostenibile precisando che per “la grande industria è stato fatto tutto quello che si poteva fare”.

Intanto incombe ancora la vicenda delle bonifiche dei Sin (Siti d’interesse nazionale) siciliani, in alto mare dopo dieci anni, e la vicenda del rigassificatore di Priolo-Melilli dove nonostante il parere negativo dello scorso novembre esistono tuttora forti pressioni sia industriali che politiche.

Basti pensare al ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che ha minacciato conseguenze sul piano dei rapporti fra (ex) alleati e da parte dell’assessore Regionale alla Cooperazione Titti Bufardeci che ha parlato nelle settimane scorse di un nuovo rapporto diametralmente opposto a quello dei dirigenti dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente Cuspilici e Interlandi che ritengono pericolosa e dannosa l’installazione del rigassificatore in un’area già fortemente compromessa.
Il nuovo anno ricomincia da qui.
 


Il progetto verde. Aziende siciliane assumono giovani sordi
 
PALERMO – Buone notizie per l’occupazione e per le energie verdi dell’isola. Dal 2010 giovani sordi disoccupati, nell’ambito del progetto “L’energia integra”, saranno avviati al lavoro grazie all’accordo quadro promosso dal consiglio regionale dell’Ente Nazionale sordi (Ens) della Sicilia con alcune aziende che operano nel settore del fotovoltaico dell’Isola. Le società interessate dall’accordo sono: la Solartec Med, che gestisce un network di 143 aziende affiliate tra Italia, Marocco, Tunisia e Algeria, la Bellavista srl di Palermo, la  Meridiana Impianti, e la Panelectric srl di Catania. Un risultato che tuttavia lascia qualche dubbio tra gli addetti ai lavori. “Con la legge 68 del ‘99 - ha detto Antonio Coppola, presidente del consiglio regionale Sicilia dell’Ens - il  principio dell’integrazione dei disabili è stato finalmente rispettato ma paradossalmente la vecchia legge dava risultati migliori, al punto che oggi i sordi, sempre più ai margini del  mondo del lavoro, la rimpiangono”.

Articolo pubblicato il 29 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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