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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Pronto il Piano delle alienazioni ma non mancano le perplessità
di Gaspare Ingargiola

Il documento licenziato dal Consiglio comunale è propedeutico all’approvazione del Bilancio. Negativo il parere dei Revisori dei conti, che hanno evidenziato molte criticità

Tags: Palermo, Leoluca Orlando



PALERMO - Con 17 sì, 3 no e 3 astenuti il Consiglio comunale di Palermo ha dato il via libera al Piano alienazioni e valorizzazioni, nuovo tassello per arrivare all’approvazione del bilancio di previsione 2017, la cui discussione è entrata nel vivo lunedì con le relazioni degli assessori, mentre a seguire si sono presentati in aula i presidenti delle partecipate. Il termine ultimo per esitare il previsionale ed evitare il commissariamento da parte della Regione è slittato nel frattempo dal 30 settembre al 7 ottobre.

Il documento definisce il patrimonio immobiliare che il Comune è disposto a vendere o valorizzare: edifici fatiscenti che comportano perlopiù spese di manutenzione, proprietà di cui si vorrebbe sbarazzare o per le quali cerca investitori privati. Dell’elenco fanno parte 2.606 immobili Erp (Edilizia residenziale pubblica), 232 immobili non Erp e 46 immobili da valorizzare. Quelli Erp possono essere venduti esclusivamente ai legittimi assegnatari o ai familiari conviventi, che però spesso non hanno le risorse per l’acquisto: infatti tra gennaio 2016 e marzo 2017 ne sono stati venduti appena 38.
 
A rendere più complicata la vendita il fatto che il Comune non abbia una realistica programmazione economico-finanziaria in materia, almeno stando al Collegio dei revisori contabili che, fresco di nomina (si tratta di Marcello Barbaro, Calcedonio Li Pomi e Sebastiano Orlando), ha esordito bocciando il Piano alienazioni poiché “non dà conto delle attività intraprese o da intraprendere per la dismissione degli immobili e di quelle necessarie per gli immobili da valorizzare né delle connesse refluenze finanziarie in termini di entrate, talché nessuna valutazione di ordine finanziario è possibile condurre sulla scorta di quanto proposto”. Un giudizio tanto negativo in realtà non è una novità, poiché in passato il Comune ha indetto diversi bandi sui beni alienabili andati completamente deserti.

Secondo il Movimento 5 stelle il Piano “è carente circa alcuni dati catastali e valori di immobili da alienare” e non illustra “come l’Amministrazione intenda valorizzare questo patrimonio. Riteniamo molto grave constatare che non esiste un criterio rispetto al quale un bene immobile viene definito disponibile e inserito nel piano di alienazione piuttosto che riqualificato e messo a disposizione per affrontare qualcuno dei problemi atavici di questa città come ad esempio l’emergenza abitativa o il rapporto molto penalizzante tra affitti passivi (6,9 milioni) e attivi (2,6 milioni) del Comune”. Secondo i dati forniti ai pentastellati dall’Ufficio Patrimonio “sono 604 gli immobili di proprietà comunale attualmente in stato di occupazione abusiva, tra cui cinque asili nido, oltre a 459 alloggi Erp, 78 beni confiscati e 67 di patrimonio indisponibile. Può questa Amministrazione redigere un Piano alienazioni che non preveda un criterio in base al quale stabilire se rendere alienabile un immobile, piuttosto che valorizzarlo?”.

Nel documento di quest’anno sono state inserite altre otto aree per le quali è pervenuta all’Amministrazione una richiesta di acquisto: si trovano in via Niccolò Garzilli, via Nave, a Baida, via Inserra, vicolo Gran Cancelliere, via Alloro e due sul lungomare Cristoforo Colombo. Tra i 46 beni da valorizzare, invece, risultano otto aree da destinare a parcheggio (con gare già indette ma deserte) in via Libero Grassi, via Fattori, via Ugo La Malfa (ben 4), via Tritone e via Ruggiero il Guisgardo; 5 immobili da destinare a vespasiani; 6 chioschi da trasformare in bar, caffè letterario o punto ristoro (in piazza Indipendenza, piazza Niscemi, via Imperatore Federico e perfino 2 nel parco Cassarà, peccato che sia sotto sequestro) o in una pescheria (piazza Sant’Erasmo).
 
Ci sono poi il Monastero della Sapienza di piazza Magione da trasformare in studentato universitario, la Fiera del Meditarraneo, i tre mercati generali, l’ex Chimica Arenella, l’area Sampolo-Giachery, l’area Notarbartolo-Lolli, l’ex Macello, le palestre comunali e finanche gli impianti sportivi: dal Velodromo al Diamante del baseball al Palasport (i cui i lavori di manutenzione dopo anni di attesa sono iniziati e sono stati bloccati subito dopo), dallo Stadio delle Palme alla piscina comunale ai campi polivalenti di Gibilmanna, ma anche il campo ostacoli della Favorita, la pista di pattinaggio di via Duca della Verdura, il PalaMangano e il PalaOreto, rimessi a lucido dall’Amministrazione Orlando ma che evidentemente non fruttano.

Articolo pubblicato il 05 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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