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Quotidiano di Sicilia

Spese pazze all'Ars, Giulia Adamo condannata
di Raffaella Pessina

Danno erariale: Corte dei Conti conferma sentenza I grado. L’ex deputata dovrà restituire 65.554 euro

Tags: Spese Pazze All'ars



PALERMO - Ancora strascichi in merito alla vicenda delle spese pazze dei gruppi parlamentari dell’Ars. Una vicenda che ha scosso il Palazzo dei Normanni.

La Sezione giurisdizionale d’appello della Corte dei conti per la Regione siciliana ha condannato l’ex deputata Giulia Adamo a pagare all’Assemblea regionale siciliana la somma di 65.554 euro, rigettando il ricorso e confermando la sentenza di primo grado. Ad Adamo, nella qualità di Presidente del gruppo Futuro e libertà per l’Italia, sono state addebitate, a titolo di danno erariale, le somme conseguenti all’indebito utilizzo dei contributi erogati dall’Ars nel corso della quindicesima legislatura ed in particolare dalla data di costituzione del gruppo Pdl – Sicilia (poi rinominato Sicilia e poi Futuro e libertà per l’Italia e Sicilia) avvenuta il 3 novembre del 2009 fino al 26 ottobre 2010.

Giulia Adamo, ex deputato regionale, dovrà risarcire diecimila euro in meno di quanto calcolato dalla Corte dei conti d’appello. Per un mero errore materiale, infatti, in primo grado era stato conteggiato un danno di 65 mila euro circa invece di 75 mila euro. Avrebbe utilizzato indebitamente parte dei contributi erogati al gruppo nel 2009-2010. Questa la motivazione della sentenza: “Il giudice di prime cure - si legge nella sentenza - probabilmente per un mero errore materiale, è pervenuto alla somma complessiva di 65.554,90 euro. Tale importo, o meglio la sommatoria delle poste ascritte, non è stata oggetto di appello incidentale da parte della Procura. Ne consegue che il danno risarcibile non può in questa sede, stando così le cose, essere riformulato in peius, e va confermato, dunque, nella misura di 65.554,90”.
 
Gli stessi giudici avevano condannato nel gennaio scorso l’ex sindaco di Marsala a risarcire 157 mila euro spesi quando era capogruppo dell’Udc tra novembre del 2010 e agosto del 2012. Tra le spese contestate ci sarebbero costose bottiglie di vino, cene, cravatte, computer solo per citarne alcune.

Articolo pubblicato il 06 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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