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Undici milioni di edifici a rischio sismico. L'Ance chiede l'estensione dell'ecobonus
di Redazione

Sono 19 milioni le famiglie italiane che abitano in queste aree

Tags: Rischio Sismico, Terremoti, Sicilia, Ance, Ecobonus



in collaborazione con ITALPRESS
 
ROMA - Non c’è tempo da perdere. Sono 11 milioni gli edifici, residenziali e non, che sorgono in aree ad alto rischio sismico e 19 milioni le famiglie che abitano in queste zone. Inoltre, il 74% delle case presenti in queste aree sono state costruite prima della legge antisismica”. Cosi il presidente dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), Giuliano Campana, si è espresso durante un convegno su ecobonus e simabonus.

“I dati – ha aggiunto - la dicono lunga sui rischi che quotidianamente questi cittadini corrono. Anche i costi economici di questa emergenza continua sono elevatissimi: dal 1944 al 2013 sono stati spesi ogni anno 2,7 miliardi. Una cifra destinata a salire negli ultimi anni se pensiamo che la stima dei danni dei recenti terremoti che hanno colpito il Centro Italia arriva a oltre 23 miliardi. Oltre a essere insicuro, poi, il patrimonio immobiliare è in gran parte anche energivoro: basti pensare che l’edilizia da sola rappresenta il 36% dei consumi energetici totali”.

L’Ance, quindi, ha chiesto “la proroga fino al 2020 della detrazione Irpef commisurata al 50% dell’Iva dovuta all’acquisto di abitazioni in classe energetica A o B, cosi da riuscire a indirizzare la domanda verso l’acquisto di abitazioni non inquinanti e più efficienti. E, nella stessa ottica proponiamo anche la messa a regime della detrazione Irpef per il recupero edilizio, nelle formulazioni potenziate e in vigore fino al 31 dicembre 2017, e la proroga fino al 2021 della detrazione per interventi di riqualificazione energetica eseguiti su edifici esistenti”.

“Per quanto riguarda invece gli interventi di prevenzione sismica degli immobili – ha concluso Campana - con la manovra correttiva del 2017, si è fatto un importante primo passo verso un progetto serio di riqualificazione del territorio. Si è introdotta, infatti, una detrazione Irpef del 75-85% del prezzo di vendita (fino ad un massimo di 96.000 euro) per l’acquisto di case antisismiche, site nelle zone più a rischio, derivanti da interventi di demolizione e ricostruzione e vendute dalle imprese che hanno realizzato l’intervento”.

Articolo pubblicato il 06 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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