Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Agrigento - Tragico incidente sul lavoro, due morti
di Redazione

Due operai precipitati all’interno di una cisterna della diga di Naro

Tags: Naro, Diga Furore, Lavoro, Sicurezza



AGRIGENTO – Tragico incidente sul lavoro all’interno della cisterna del sovrappieno della diga Furore di Naro, dove sono morti due operai: Francesco Gallo, 50 anni, di Naro e Gaetano Cammilleri, 55 anni, di Favara (Agrigento). A quanto pare, stando alle prime ricostruzioni, si sarebbe rotta la catena che teneva il cestello sul quale i due uomini stavano lavorando, provocandone la caduta (da un’altezza di circa 32 metri).

Il pm Salvatore Vella della Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, mentre i corpi dei due operai sono stati recuperati dal nucleo Saf dei Vigili del fuoco.
Intanto, il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha annunciato la nomina di una “Commissione regionale d’inchiesta per accertare le responsabilità. Giustizia deve essere fatta”.

Il terribile avvenimento ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e ancora una volta i sindacati hanno alzato la voce chiedendo alle istituzioni di non abbassare la guardia su questo importantissimo versante. “Non esistono tragiche fatalità – ha detto Massimo Raso, segretario della Cgil di Agrigento – in quanto dietro ogni morte sul lavoro ci sono precise inosservanze degli obblighi di sicurezza. Questa volta il datore di lavoro è un soggetto pubblico, la Regione, per cui ancora più grave e urgente diventa accertare omissioni e responsabilità. Le dighe siciliane da troppo tempo sono in stato di abbandono, il personale insufficiente, così come scarsi gli investimenti in manutenzione e sicurezza complessiva. C’è anche un deficit di controlli e di sanzioni da parte dell’apparato dello Stato e della Regione, spesso senza mezzi e uomini. Questa mattanza deve finire: tre morti al giorno sono un sacrificio umano non sopportabile”.

Dal punto di vista istituzionale, occorre poi registrare le prese di posizione dei sindaci di Favara e Naro, comuni di origine dei due lavoratori, che hanno espresso cordoglio a nome delle comunità amministrate. “Il Comune e tutta la città – ha detto il sindaco di Favara, Anna Alba - sono vicini al dolore che ha colpito la famiglia del nostro concittadino, Gaetano Camilleri, deceduto mentre era al lavoro. Favara si fermerà il giorno dei funerali di Gaetano per essere vicina ai suoi familiari”.

“Chiamerò il sindaco di Naro - ha aggiunto - per fare in modo di essere presenti anche alla celebrazione del funerale di Francesco Gallo, l’altra vittima dell’incidente sul lavoro, collega di Gaetano”.

“Non si può morire così – ha fatto eco il sindaco di Naro, Lillo Cremona – in quanto il luogo di lavoro dovrebbe essere un posto sicuro. Non può accadere tutto questo. Spero solo che questa tragedia non sia accaduta a causa di negligenza”. Così come Favara, anche Naro ha proclamato il lutto cittadino.

Articolo pubblicato il 10 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus