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Trapani - Birgi affonda, il turismo trema
di Vincenza Grimaudo

Aeroporto trapanese nella bufera a causa del taglio dei collegamenti provocato dal caos Ryanair. Gli operatori del comparto hanno lanciato un appello per scongiurare il tracollo

Tags: Aeroporto, Birgi, Trapani, Ryanair



TRAPANI – Cresce in provincia la preoccupazione per quanto sta accadendo attorno all’aeroporto di Birgi in relazione alla crisi di Ryanair e alla cancellazione di numerosi collegamenti in tutta Europa.

Lo scalo trapanese è stato coinvolto con lo stop a sette tratte tra novembre e marzo. Una decisione che preoccupa non soltanto per il presente dello scalo, ma anche per il suo futuro, attualmente sempre più nebuloso. A tenere alta l’attenzione sulla questione ci hanno pensato, nei giorni scorsi, gli operatori del settore turistico, che hanno chiesto alla compagnia irlandese di tornare sui suoi passi. “L’assenza di collegamenti aerei – hanno evidenziato i rappresentanti provinciali del comparto – porterebbe alla conseguente chiusura di migliaia di attività turistico-ricettive e alla crisi di tutto l’indotto, con un danno economico senza precedenti che riguarderebbe anche le casse degli enti locali e di alcune aziende partecipate. Senza contare il danno patrimoniale per la società di gestione aeroportuale e i milioni di fondi pubblici investiti negli ultimi anni che andrebbero letteralmente in fumo”.

Tra novembre e marzo, su Trapani transiteranno circa 200 mila passeggeri in meno e questo è già un fortissimo colpo al cuore per l’aeroporto, in perdita di passeggeri già da un paio di anni: “L’operativo pubblicato da Ryanair – ha detto Franco Giudice, presidente di Airgest, la società che gestisce i servizi a terra dell’aeroporto - prevede un numero di frequenze settimanali che è poco più della metà dell’anno scorso, quindi abbiamo una ventina di voli rispetto ai quaranta del 2016. L’assenza dei voli porterebbe un gravissimo danno all’economia del territorio”.

“Una situazione veramente pesante – ha confermato il presidente di Confindustria Trapani, Gregory Bongiorno - sia dal punto di vista occupazionale della gente che lavora all’aeroporto, sia attorno all’aeroporto: mi riferisco ai tassisti, ai transfer ma, più in generale anche a coloro che hanno deciso di investire nel turismo”.

Ryanair sembra non aver colpito Trapani a caso, poiché l’accordo di co-marketing con i Comuni del territorio è scaduto e all’appello mancano ancora 700 mila euro da corrispondere alla compagnia, mentre il nuovo accordo deve essere ancora rinnovato ed è in atto l’iter per l’assegnazione del bando da 20 milioni di euro, con tutte le incertezze del caso quindi.

Una sorta di resa dei conti nei confronti delle istituzioni locali, che rischia però di mettere in ginocchio un comparto fondamentale per l’economia locale.

Articolo pubblicato il 11 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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