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Quotidiano di Sicilia

Scambio voto-favore chiesto ad 1 siciliano su 10
di Raffaella Pessina

Indagine Istat (Anno 2016): l’Isola 2° regione con più alta percentuale di casi. Fenomeno più presente al Sud; in pochi quelli che denunciano

Tags: Elezioni, Corruzione, Istat



ROMA - Il fenomeno della corruzione in Italia è diventato oggetto di studio. Per la prima volta infatti l’Istat ha introdotto una serie di quesiti nell’indagine sulla sicurezza dei cittadini 2015/2016 per studiare proprio questo fenomeno. Il risultato è che, secondo l’Istat il 7,9% delle famiglie italiane (un milione e 742 mila) nel corso della vita è stato coinvolto in episodi di corruzione come richieste di denaro, favori, regali o altro, in cambio di agevolazioni e altri vantaggi.

Così ci ritroviamo a leggere come ormai la corruzione sia diventata tristemente un fatto che fa parte della vita di tutti i giorni. Tra i casi più gravi, anche se secondo l’Istat non formalmente classificabili come corruzione, il fatto che al 9,7% delle famiglie (più di 2 milioni 100mila) sia stato chiesto di effettuare una visita a pagamento nello studio privato del medico prima di accedere al servizio pubblico per essere curati.

La regione meno corrotta è risultata essere la provincia autonoma di Trento, i maggiori tentativi di corruzione si sono raggiunti nel Lazio. Tra le famiglie che hanno acconsentito a pagare, l’85,2% ritiene che sia stato utile per ottenere quanto desiderato. Infine, secondo il report Istat, il 3,7% dei residenti fra 18 e 80 anni (oltre 1 milione 700mila) ha ricevuto offerte di denaro, favori o regali in cambio del voto alle elezioni amministrative, politiche o europee.

E in Sicilia cosa è successo? Nell’anno 2016 su un campione di 100 persone, sono più di 15 quelle che conoscono qualcuno (amici, parenti, colleghi) a cui è stato richiesto denaro, favori e regali in cambio di beni o servizi, per almeno un settore in cui è stato fatto il sondaggio, 8 nella sanità, 6 nell’assistenza, quasi 4 nell’istruzione, 7 nel lavoro e 4 negli uffici pubblici.
 In Sicilia 9 persone su 100, dunque quasi un siciliano su 10, ha ricevto offerte di denaro, favori e regali in cambio di voti in almeno una elezione. La nostra Isola ha la percentuale più alta d’Italia dopo la Basilicata (9.7 su 100).

Si stima che ad oltre 1 milione 700mila cittadini italiani (3,7% della popolazione fra i 18 e gli 80 anni) sono stati offerti denaro, favori o regali per avere il loro voto alle elezioni amministrative, politiche o europee (Prospetto 10). Il voto di scambio è più frequente in caso di elezioni amministrative e raggiunge i picchi più alti al Sud e nelle Isole, dove ne ha avuto qualche esperienza, rispettivamente, il 6,7% e l’8,4% della popolazione. Tutte le regioni del Sud, fatta eccezione per il Molise, e quindi compresa la Sicilia, presentano tassi sensibilmente più elevati rispetto alla media Italia.

In cambio del voto sono stati offerti o promessi soprattutto favori o trattamenti privilegiati (34,7% dei casi), nomine o posti di lavoro (32,8%) o addirittura denaro (20,6%). La tipologia più frequente delle persone a cui è stato chiesto un favore o un raccomandazione sono soprattutto maschi tra i 35 e i 55 anni e la Sicilia rispetta la media nazionale.

Il problema più evidente è che in pochi denunciano il fatto e le motivazioni sono molteplici: la quota di famiglie che hanno avuto richieste di corruzione denunciando l’episodio è solo del 2,2%, la quasi totalità non lo ha fatto (95,7%), il 3,3% preferisce non rispondere e l’1,9% non sa o non ricorda. Tra i motivi della mancata denuncia viene evidenziata soprattutto la sua inutilità (39,4% dei casi) e la consuetudine della pratica per raggiungere i propri obiettivi (14%); seguono il non sapere chi denunciare (12,5%) e la paura delle rappresaglie e delle conseguenze, anche giuridiche, della denuncia (12,4%). Altri invece ribadiscono l’utilità del vantaggio avuto a seguito della transazione corruttiva (9,2%).

Articolo pubblicato il 13 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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