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Agriturismi, Sicilia terza in Italia per aperture
di Roberto Pelos

Secondo i dati dell’Istat nel 2016 è proseguito il trend positivo in tutta la penisola con +6,6% di presenze in più rispetto al 2015. L’aumento è più consistente nel Mezzogiorno con un +6,3% di strutture. Nella nostra Isola sono state aperte 127 attività lo scorso anno: meglio di noi solo Toscana e Calabria, ma deteniamo anche il primato per numero di cessazioni

Tags: Istat, Agriturismo, Turismo, Sicilia



ROMA – Nel 2016 è proseguito il trend positivo, registrato negli ultimi anni, per il comparto agrituristico, sia riguardo alle strutture, che per quel che concerne le presenze. Lo dicono i dati dell’Istat, secondo i quali, le presenze dei clienti ammontano a 12,1 milioni (+6,6% rispetto al 2015), l’aumento del numero degli agriturismi, registrato in tutte le ripartizioni, è più consistente al Mezzogiorno del Paese (+6,3%), rispetto al Centro (+1,8%) e al Nord (+0,3%) anche se è in Toscana e nella provincia autonoma di Bolzano che l’agriturismo registra una presenza consistente e radicata, rispettivamente con 4.518 e 3.150 aziende autorizzate. Dalla recente indagine dal titolo: “Anno 2016. Le aziende agrituristiche in Italia”, la Sicilia risulta essere la terza regione italiana per autorizzazioni riguardanti l’apertura di nuove aziende agrituristiche.
 
Nella nostra regione, infatti, l’anno scorso ne sono state registrate 127, di meno soltanto rispetto alla già citata Toscana (273) e alla Calabria (142) e di più rispetto ad una grande realtà imprenditoriale come la Lombardia (108). La nostra terra però è anche seconda soltanto alla Toscana per cessazioni (rispettivamente 146 e 73).

Tra le attività che consentono maggiormente agli agriturismi di crescere c’è sicuramente la degustazione, che consiste in un assaggio di prodotti alimentari che non assume le caratteristiche proprie di un pasto. La Sicilia, nel 2016 secondo i dati Istat, è stata la seconda regione italiana per aziende autorizzate alla degustazione (+66 unità), dopo la Calabria (+99). La nostra terra primeggia nel Mezzogiorno d’Italia per aziende autorizzate all’esercizio di altre attività agrituristiche (equitazione, escursionismo, osservazioni naturalistiche, trekking, mountain bike, fattorie didattiche (importanti esempi di multifunzionalità delle aziende agricole, corsi, sport, ecc.)

In Sicilia si contano, sempre secondo l’indagine Istat, 695 aziende autorizzate allo svolgimento delle attività sopra citate; al Centro-Nord prevale ancora una volta la Toscana (2.837 unità), seguita dall’Alto Adige (1.105) e dall’Umbria (1.093). La nostra regione non è tra quelle dov’è alto il numero delle aziende a conduzione femminile, fenomeno in cui primeggia ancora la Toscana con 1.800 imprese; il più alto numero di aziende autorizzate alla sola ristorazione si registra in Lombardia (309), Alto Adige (215) e Friuli Venezia Giulia (201), assenti totalmente in Toscana e Umbria.

L’abbinamento ristorazione-alloggio
, sebbene presente in tutte le regioni italiane, registra maggiore diffusione in Toscana (1.321 unità), Lombardia (553) ed Emilia-Romagna (552). Nel periodo intercorrente il 2006 e il 2016, la crescita degli agriturismi coinvolge tutte le ripartizioni; gli incrementi più consistenti si registrano al Centro e al Nord-Ovest, dove risultano pari rispettivamente a +1.900 e +1.434 aziende, inoltre, il numero dei Comuni nel cui territorio sono localizzate aziende agrituristiche sale da 4.067 a 4.866 (+799 Comuni con un aumento del 19,6%). Gli incrementi si verificano in tutte le ripartizioni e sono in linea con quelli delle aziende agrituristiche nel medesimo periodo. Gli aumenti maggiori si verificano al Nord e al Mezzogiorno; in particolare, i Comuni sono 301 in più nel Nord-Ovest (+33,6%), 131 in più al Sud (+16,1%) e 89 in più al Centro (+12,6%). Nel decennio preso in considerazione, aumenti rilevanti riguardano i posti letto (+46,9%), le piazzole di sosta (+63,9%) e i posti a sedere (+49%).

Articolo pubblicato il 13 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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