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Influenza, fasce deboli a rischio. Nuove linee guida sul vaccino
di Redazione

In vigore decreto regionale: si punta sul trivalente adiuvato per migliorare l’immunizzazione. Osservatorio epidemiologico: nell’Isola coperto solo il 53% degli over 65

Tags: Influenza, Vaccinazione, Vaccino



PALERMO - Il vaccino trivalente adiuvato strumento di prima scelta in Sicilia contro l’influenza per la popolazione fragile, ovvero anziani, ma anche per chi è alle prese con patologie o è in gravidanza.

È appena entrato in vigore il decreto assessoriale 1823/2017 che, nella prospettiva di migliorare la copertura vaccinale (anche nell’Isola siamo ben lontani dal 75% che rappresenta la soglia ottimale di profilassi) per la stagione influenzale ormai alle porte, traccia linee guida innovative basandosi appunto sul trivalente adiuvato, considerato preferenziale per l’immunizzazione della popolazione anziana e a rischio.

Del documento - frutto del lavoro di un tavolo tecnico a cui hanno preso parte l’Osservatorio epidemiologico della Regione (Dasoe), le direzioni dei Dipartimenti di prevenzione delle Asp siciliane, le rappresentanze sindacali e scientifiche dei medici di Medicina generale e dei Pediatri di libera scelta, e l’Istituto di igiene dell’Università di Palermo - e dei benefici per la campagna vaccinale 2017/18 si è discusso in un hotel del capoluogo siciliano alla presenza, tra gli altri, di Nicolò Casuccio, direttore Uoc di Sanità pubblica, epidemiologia e medicina preventiva dell’Asp di Palermo; Francesco Vitale, direttore della cattedra di Igiene dell’ateneo palermitano; e Luigi Galvano, segretario regionale Fimmg, Federazione italiana medici di medicina generale.

“Nella nostra regione - ha dichiarato Casuccio - nella stagione influenzale 2016/17, si è registrata una quota di vaccinati pari al 15,7% della popolazione, mentre, nella classe over 65, le coperture hanno raggiunto solamente il 52,9%. Nonostante l’influenza possa essere etichettata come una patologia ‘banale’, i dati a disposizione dimostrano come questa abbia un forte impatto sulla popolazione, soprattutto nei soggetti più anziani, che molto frequentemente soffrono anche di una o più patologie croniche”.

Sopra i 65 anni, non a caso, si concentra mediamente il 90% dei decessi legati alla più comune infezione virale invernale. Una tendenza, quella del basso tasso di vaccinazione, non solo siciliana e che è stata oggetto di studio degli esperti dell’Università Cattolica di Roma, Genova, Firenze e della Liuc Università Cattaneo di Castellanza, che lo scorso maggio hanno presentato il primo rapporto italiano di Health technology assessment (Hta) sul vaccino influenzale trivalente adiuvato.

“Un’opportunità per la sanità regionale viene dai dati di questo studio - ha sottolineato Vitale - che ha preso in esame il vaccino ‘adiuvato’, cioè potenziato per indurre una più efficiente risposta del sistema immunitario, giungendo alla conclusione che, nella popolazione over 65, questo vaccino rappresenta una soluzione ottimale in termini preventivi sia sotto l’aspetto medico che sotto l’aspetto economico”.

Insomma, un modello che permetterebbe anche di ridurre i costi legati alla patologia per il sistema sanitario regionale, come per esempio la gestione delle complicanze e delle ospedalizzazioni.

Se in Sicilia per la prevenzione dell’influenza negli over 65 fosse utilizzato il solo vaccino adiuvato, sostiene lo studio, si potrebbe ottenere una riduzione di circa 2.000 casi di influenza e 200 di complicanze, anche mantenendo l’attuale copertura.
“Alla luce delle indicazioni del decreto regionale - ha spiegato Galvano - e delle evidenze scientifiche a nostra disposizione, l’impegno di noi medici di medicina generale dovrà essere orientato alle scelte del vaccino più appropriato per ogni classe di età e alla più ampia collaborazione per aumentare le coperture e migliorare il successo della campagna di quest’anno”.

Articolo pubblicato il 26 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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