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Giorgia Rubulotta: "Le donne, un valore aggiunto alla politica della nostra Isola"
di Patrizia Penna

L’intervista del Quotidiano di Sicilia a Giorgia Rubulotta, candidata all’Ars con Forza Italia. “Potenziale turistico non sfruttato: occorre promuovere il brand Sicilia”

Tags: Giorgia Rubulotta, Elezioni, Sicilia



CATANIA - Giorgia Rubulotta, catanese, ha 35 anni e si è laureata in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti nel 2006. Specialista in Anestesia e Rianimazione, è attualmente Dirigente Medico presso il reparto di Rianimazione del’Azienda ospedaliera Cannizzaro, centro di riferimento regionale per il politrauma. è candidata all’Ars con Forza Italia (Nello Musumeci Presidente).

Quali sono le priorità da cui ripartire?
“Bisogna puntare sulle ricchezze della nostra Sicilia: la terra; il territorio; i siciliani. La terra: fondamentale valorizzare i prodotti e le eccellenze agroalimentari. Bisogna potenziare la redditività e la competitività del comparto agricolo da sempre fulcro dell’economia isolana che oggi subisce la concorrenza dei Paesi del bacino del Mediterraneo (Spagna, Marocco, Tunisia) soprattutto per la coltivazione di arance e la produzione di olio. Inoltre è necessario investire nell’organizzazione della filiera alimentare, compreso il processo di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, possibilmente sfruttando le potenzialità del web. Il territorio: in Sicilia lo sfruttamento del potenziale turistico delle risorse culturali e naturali presenti è sottodimensionato. Le imprese turistiche, in particolare quelle che operano nel settore della ricettività, devono avere la possibilità di poter competere all’interno del nuovo mercato globale, per soddisfare al meglio la domanda internazionale oggi sempre più esigente. Bisogna promuovere un’immagine positiva attraverso brand legati alla “sicilianità” principalmente nei settori dell’enogastronomia, del patrimonio culturale e naturalistico, dell’identità territoriale. I siciliani: la mia è una generazione di “migranti”. Poter rimanere e lavorare in Sicilia è una lotta quotidiana. Noi giovani, siamo costretti ad affermarci in altri lidi spesso fuori dai confini del territorio nazionale. Trovare una soluzione non è facile. Probabilmente bisognerebbe interconnettere maggiormente i giovani con il lavoro, scuole professionalizzanti, università professionalizzanti che permettano un inserimento immediato e competente nel mondo del lavoro”.
 
Quali iniziative intende intraprendere se verrà eletta?
“Mi piacerebbe portare avanti delle sfide nell’ambito delle mie competenze. Credo che, a volte, la politica sia cieca perché regolamenta delle dinamiche che non conosce. Io lavoro da anni nell’ambito dell’emergenza ed urgenza e conosco bene le problematiche che quotidianamente si devono affrontare e che, pur essendo banali, incidono drasticamente sulla qualità del lavoro. Lavoro da cui dipende la vita delle persone!”

Per una mamma e donna lavoratrice come Lei la politica è una bella sfida, quale valore aggiunto può dare una donna alla Sicilia?
“La consapevolezza di quanto sia difficile ogni giorno riuscire ad essere mamma, moglie, medico nella mia Sicilia. Purtroppo ancora il mondo lavorativo non è pronto ad accogliere l’emancipazione della donna e le necessità di madre. Pochi diritti e nessun servizio. Le mie coetanee, precarie come me, devono pensare attentamente se rischiare di fare un figlio. Riuscire a costruire una famiglia è spesso un lusso che non tutti i giovani possono permettersi”.

Articolo pubblicato il 28 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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