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Cenone di fine anno, in Sicilia occhio alla sobrietà, ma non troppo
L’offerta eno-gastronomica rimane al centro dei festeggiamenti per salutare definitivamente il 2009 e l’alba del 2010. Prezzi stabili, attorno agli 80-100 euro a persona. Le strutture ricettive offrono pacchetti “tutto incluso”

Tags: Capodanno



ROMA - Così come avvenuto per il Natale, dove a tavola hanno stravinto qualità, tradizione e lotta agli sprechi con una spesa al ristorante di 209 milioni, anche per l’ultima notte del 2009 gli italiani prediligono i menu delle grandi tradizioni enogastronomiche regionali. Seppure in contenuta flessione (-1,8%) rispetto al 2008 ma solo per effetto del contenimento dei prezzi, la spesa al ristorante per la notte di San Silvestro sarà di 434,7 milioni. È quanto emerge da un’indagine di Fipe, secondo la quale oltre il 30% dei ristoratori ha ridotto i prezzi per intercettare un più ampio spettro dela domanda.

“Dopo un anno ancora pesante per il settore, che ha registrato l’uscita mesta dal mercato di oltre 16.000 piccole imprese di bar o ristorante prive di qualsiasi sostegno pubblico, durante queste Festività di fine d’anno sobrie ma non di crisi - ha commentato il presidente di Fipe, Lino Enrico Stoppani - gli operatori si fanno in quattro per consentire agli italiani di ritrovarsi con spensieratezza in compagnia di famigliari e amici nei tanti locali pubblici aperti per l’occasione, con la speranza che i timidi segnali di ripresa dell’economia si riflettano piu’ direttamente sulle famiglie in modo da consildarli anche sull’economia reale”.
Il classico “cenone + veglione” costera’ in media 81,10 euro, cioè il 2,9% in meno rispetto al prezzo del 2008. In Sicilia prezzi stabili, intorno agli 80-100 euro a persona. Ma non mancano iniziative particolari, capaci di fare lievitare la spesa fino ai 200 euro a persona, compreso il pernottamento e la prima colazione del primo gennaio.

Saranno quasi 5,6 milioni le persone che sceglieranno il ristorante per consumare il cenone fino a notte inoltrata con una modesta ma incoraggiante crescita rispetto allo scorso anno (+1,1% sul 2008).
Grande attenzione verrà posta a varie forme di intrattenimento (in oltre il 70% dei locali vi sarà musica, spesso dal vivo): un modo per allietare la serata “più importante dell’anno”, particolarmente gradito dalla clientela.

Ma il core business resterà l’offerta gastronomica: un ristoratore su due intende rafforzare la proposta gastronomica con ricette più semplici o tradizionali (otto ristoranti su dieci serviranno spumante) che in casa non si è più soliti cucinare, ma privilegiando sempre prodotti nazionali o del territorio anche tra quelli senza Dop o Igp, selezionati con cura e competenza dagli chef.
Il servizio sarà  preferibilmente “all inclusive” (formula che garantisce rispetto della qualità delle pietanze e al tempo stesso dei tempi di servizio), ma non mancheranno locali, soprattutto i più prestigiosi, in cui sarà possibile ordinare “a la carte”.
Complessivamente circa 400.000 addetti fra cucina e sala cercheranno di far passare agli italiani a S. Silvestro una serata “speciale” nei 64mila ristoranti aperti (87,6% del totale) con un incremento del 1,6% rispetto alle aperture dello scorso anno.

Articolo pubblicato il 30 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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