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Valeria Contadino: "Partire da uno stato sociale pensato al femminile"
di Paola Giordano

L’intervista del QdS a Valeria Contadino candidata all’Ars con #DiventeràBellissima. “Mi batterò affinché la donna non debba scegliere tra lavoro e maternità”
 

Tags: Valeria Contadino



CATANIA – Siamo ormai agli sgoccioli di una campagna elettorale spietata che si è spesso animata sull’intricata questione delle priorità per risollevare le sorti di questa nostra terra – per dirla con lo scrittore Bufalino – “babba” e “sperta” insieme: abbiamo chiesto a Valeria Contadino, candidata nella lista del movimento #DiventeràBellissima, quali siano secondo lei i temi che hanno la precedenza.
“Di priorità ce ne sono tante, troppe. Innanzitutto ci sarà da prendere atto, con coscienza, della situazione economica che si riceverà in eredità. E poi bisognerà guardare alle questioni più urgenti: stato sociale, sostegno alle famiglie e lavoro. Sarà necessario tener conto delle tante esigenze che toccano settori importanti della quotidianità: la sanità, che vive grossi disagi finora soffocati da un’amministrazione miope, è uno di quei settori in cui c’è più bisogno di intervenire per recuperare fiducia e speranza. La parola d’ordine è e deve essere una sola: competenza”.
 
Quali iniziative intende promuovere all’Ars se dovesse essere eletta?
“Partirei da tutto ciò che riguarda lo stato sociale pensato al femminile. In questa tornata elettorale la mia candidatura assume un senso perché il mio è un contributo in qualità di donna, di madre e di attrice: tre condizioni sì importanti ma che possono convivere fra loro. Quello che vorrei – e su cui mi batterò – è che la donna non debba mai scegliere tra la condizione di lavoratrice e quella di donna e di madre. L’istinto materno non deve essere soffocato dalla minaccia del lavoro, che spesso è visto come qualcosa che lede la realizzazione dell’identità di una donna. Una donna che mette al mondo un figlio deve avere la possibilità in Sicilia di pagare un asilo nido. Lavorerò per mettere in atto strumenti semplici ma efficaci affinché una donna possa sentirsi realizzata in pieno rispetto al territorio in cui vive. Perché solo una donna può capire fino in fondo un’altra donna nell’intimo.
Bisogna poi pensare alle fasce più deboli: non si può credere di risollevare una Regione senza occuparsi di chi vive in condizioni meno fortunate. Penso, ad esempio, ai disabili, che devono avere la possibilità di un futuro all’altezza delle proprie aspettative, e alle loro famiglie, che necessitano di un supporto per garantire ai propri cari una vita dignitosa”.

Articolo pubblicato il 31 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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