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Vittorio Bertone: "Emergenza povertà, criticità principale su cui intervenire"
di Paola Giordano

L’intervista del Qds a Vittorio Bertone candidato all’Ars con la lista Cento passi per la Sicilia. “Le istituzioni devono lavorare puntando sul reddito di inclusione”
 

Tags: Vittorio Bertone, Elezione, Sicilia



CATANIA – “La povertà è non solo negare esistenza ma anche negare futuro”: così Vittorio Bertone, in corsa per le ormai imminenti elezioni regionali nella lista Cento passi per la Sicilia - con Claudio Fava Presidente, definisce quella che per lui è la principale criticità della nostra Isola.
 
“È difficile trovare qualcosa che vada bene, che sia perfettamente funzionante e quando ciò accade lo si deve esclusivamente alla tenacia dei singoli. L’emergenza povertà rappresenta la criticità principale con dati che la rilevano e che sono la testimonianza dell’assenza di politiche di sviluppo concrete. Bisogna intervenire con azioni sostenibili a livello finanziario. Trovo avvilente che nel 2017 non siano state ancora trovate soluzioni in tal senso. A braccetto con l’emergenza povertà va, purtroppo, quella della dispersione scolastica. E anche questo caso è necessario intervenire subito. Un impegno che posso assicurare è quello di battermi con tutte le mie forze affinché le aree sacre della scuola e della sanità non vengano falcidiate dai tagli, che ne inficiano la funzione costituzionalmente garantita”.
 
A proposito di impegno, quali iniziative porterebbe avanti se eletto?
“Una delle principali battaglie che un consigliere può fare è tracciare in modo semplice delle coordinate di facile perseguimento anche per gli altri. Parlare di povertà, ad esempio, non penso crei un fattore ideologico. Determina invece un senso di vergogna e di colpa per ciò che non è stato finora fatto. Viviamo ormai una frammentazione sociale spaventosa in cui non si tiene conto degli ultimi. Il dato più incredibile è quello legato a coloro che si ritrovano dall’oggi al domani senza lavoro. Le istituzioni tutte devono intervenire puntando sul reddito di inclusione e garantendo la cosiddetta continuità di reddito: è impossibile che, una volta finiti gli ammortizzatori sociali, interi nuclei familiari si ritrovino senza neanche il pane. La Regione deve farsi promotrice di un dialogo costante con tutti gli enti e le autorità coinvolte nei tavoli tecnici chiamati a risolvere tali criticità. Altra questione è la necessità di un sostegno psicologico per coloro che cadono in una desolazione interiore devastante. L’assistenza infatti non deve essere solo economica ma anche umana”.
 
Come?
“La Regione deve ampliare la sua capacità di audit offrendo un vero e proprio front office, professionale e specializzato, a tutela del valore più grande: quello della persona. Penso che un individuo a cui viene tolto il lavoro meriti da parte dell’ordinamento che si autodefinisce civile tutte le garanzie possibili e attuabili”.

Articolo pubblicato il 01 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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