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Il candidato Ciappina nascondeva una condanna: espulso dal M5S
di Redazione

Un reato militare di "violata consegna". Sui social insulti ma anche solidarietà. Cancelleri: "Niente sconti neppure per una condanna lieve"

Tags: M5s, Cancelleri, Politica, Regione, Elezioni



CATANIA - "E dillo che ti hanno condannato". "Ciappina, se è vera la storia della condanna la invito a uscire immediatamente dalla lista e a non farsi votare. Subito". Sono alcuni dei commenti all'ultimo post pubblicato nella pagina Facebook di Gionata Ciappina, candidato alle regionali espulso oggi dal M5s perché condannato dal Tribunale militare di Napoli a due mesi di reclusione il 20 maggio 2015, quando era appuntato dei Carabinieri. "Ora che ti hanno cacciato ci spieghi come ci sei entrato?", scrive Carlo Russo, commentando un post condiviso da Ciappina a firma di Luigi Di Maio, proprio sul tema degli "impresentabili" nelle liste. "Cavolo ti sei infiltrato, alla faccia!. Dichiara pubblicamente che non ti votino. Faresti una bella figura. Hai infangato il movimento escine a testa alta", scrive un altro utente, Gaetano Parisi. "Mancata consegna... in tempo di pace equivale a una lettera di contestazione a un dipendente. E con il beneficio della non menzione. Spero Lei comprenda che la stanno immolando su un altare come una vittima sacrificale. Per intanto, la mia modestissima e sincera solidarietà", si legge invece in un altro commento.
 
"La condanna lieve e di 2 mesi che ha ricevuto Ciappina dal tribunale militare, per un reato militare (ossia violata consegna quando era militare), prevedeva la non menzione nel casellario giudiziale per questo non potevamo saperlo e lui non ci ha informato. Ciappina ci ha mentito ed è fuori dal MoVimento 5 Stelle" che "non fa sconti neppure su una condanna lieve di due mesi del tribunale militare". Lo scrive su Facebook Giancalo Cancelleri, che aggiunge: "Noi uno condannato dal tribunale militare per violata consegna lo cacciamo in un batter d'occhio. Pensate un po'. I partiti, Musumeci in testa, invece hanno sponsorizzato e candidato consapevolmente condannati e arrestati per truffa, corruzione, appropriazione indebita, ecc ecc e sono supportati da condannati e indagati per reati di mafia e chi più ne ha più ne metta, senza essere mai stati denunciati dai media (che sono stati, sono e saranno complici degli impresentabili) e che ora invece ci sbattono in prima pagina per un condannato dal tribunale militare che non porta neanche un voto e che non potevamo sapere. Useranno questa cosa per dire che siamo uguali ai partiti. Non fatevi fregare", spiega Cancelleri.
 

Articolo pubblicato il 02 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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