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Quotidiano di Sicilia

Danilo Festa: "Nuovo piano regionale rifiuti sarà una priorità assoluta
di Antonio Leo

Danilo Festa, candidato all’Ars nella lista “Claudio Fava presidente – Cento passi per la Sicilia”. “Impianti energetici, il nostro non è un no a prescindere”
 

Tags: Danilo Festa, Elezioni, Sicilia, Lcaudio Fava



CATANIA – I “Cento passi” di Danilo Festa, trentenne consigliere comunale di Motta Sant’Anastasia, in provincia di Catania, potrebbero essere idealmente quelli che separano il centro abitato della sua città dalla vicina discarica. Sì perché Festa, in corsa per l’Assemblea regionale siciliana con la lista “Claudio Fava presidente”, è uno storico attivista del Comitato contro gli imponenti impianti a cavallo tra Motta e Misterbianco. La sua è una candidatura che “nasce dal basso”, anche se lo dice a denti stretti per stigmatizzare un’espressione che può suonare come un banale slogan politico. “L’esigenza di questo impegno”, racconta a margine di un incontro a Catania con il deputato Pippo Civati, “è rappresentare un territorio mentre l’ambizione è quella di portare all’attenzione del Parlamento siciliano tutte le ingiustizie disseminate nell’Isola”. Una “lotta” che riguarda soprattutto le tematiche dell’ambiente.
 
Qualora fossi eletto, avendo la possibilità di presentare un disegno di legge all’Assemblea regionale, cosa proporresti di alternativo rispetto al sistema delle discariche?
“Sia nel caso dovessimo andare al Governo sia dai banchi dell’opposizione, la prima cosa da fare è la redazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti. Quello attuale è obsoleto: si basa ancora sulle discariche come politica del rifiuto. Il riuso e il riciclo della materia sono previsti ma in maniera ipocrita. Se da un lato, infatti, si dà ragione all’Unione europea orientata verso un’alta percentuale di raccolta differenziata, dall’altro non ci sono sistemi di compostaggio e piattaforme adeguate ad accogliere il rifiuto differenziato. Soprattutto il Piano regionale, qualora preveda discariche residuali, non può affidarle ai grandi privati che oggi si spartiscono una torta di denaro pubblico enorme. Se non superiamo questa contraddizione di fondo, ovvero il business dei rifiuti in mano ai privati, non raggiungeremo mai i target europei”.
 
In tutta Europa si sta affermando un nuovo modello di termovalorizzatore, inteso come “impianto energetico”, nel senso che permette di sfruttare il rifiuto come risorsa per produrre energia. Il vostro è un no assoluto rispetto a questo sistema?
“Il nostro non è un no a prescindere. Chiaramente la nostra azione politica mirerà a quello che adesso può sembrare un miraggio, ossia la politica dei rifiuti zero. Ma non siamo pregiudizialmente contrari a impianti industriali che possano dare benefici come produrre energia a bassissimo, se non nullo, impatto ambientale. Si deve, però, trattare di strutture lontane dai centri abitati e non in mano ai privati”.
 
Al di là dell’emergenza rifiuti, qual è un altro obiettivo che ti sei posto?
“La legge sul diritto allo studio, attualmente assente in Sicilia. Bisogna partire dalla rimodulazione delle tasse universitarie che costringono molte famiglie a non poter iscrivere i propri figli o a fare enormi sacrifici”.

Articolo pubblicato il 03 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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