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Pesce spada, illegalità nel commercio
di Michele Giuliano

Indagine del Cabs (associazione antibracconaggio) nei mercati principali della Sicilia: denunciata vendita illegale “spadini”. Sui banconi degli storici mercatini di Palermo, Catania e Messina esemplari più piccoli di 1,4 metri
 

Tags: Pesce Spada, Palermo, Catania, Messina



PALERMO - Il pesce, uno dei prodotti più importanti del nostro territorio, con una vocazione che nasce prima dalla configurazione geografica e poi da una tradizione lunga secoli o anche millenni, viene spesso commerciato in regime di illegalità. Lo dimostra il lavoro del Cabs, un’organizzazione di volontari con sede a Bonn in Germania, specializzata in attività antibracconaggio. Molti gli interventi nei paesi del Mediterraneo e tra questi in Italia. Nella città di Palermo è noto l’impegno nel famoso mercato degli uccellatori di Ballarò.
 
Soltanto nei giorni scorsi i volontari del Cabs hanno effettuato ripetuti monitoraggi sulla vendita illegale di “spadini” nelle città di Palermo, Catania e Messina, ed è emersa una situazione di illegalità, con la vendita alla luce del sole di esemplari di pesce spada al di sotto delle misure minime di legge (1,4 metri). Un pescato quindi, che va a distruggere la popolazione giovane, e che quindi va a inficiare l’ecosistema in primis ma anche i futuri pescati.
 
Agli occhi dei volontari si è presentato di tutto: dalla vendita di esemplari inferiori al metro, rostro compreso, agli spadini disposti in serie con rostro amputato, in un inutile tentativo di mascherare la vendita illegale. Ancora, sono stati rinvenuti anche esemplari minuscoli, di diametro piccolissimo, già tagliati in tranci, per impedire le misurazioni.
 
Le ispezioni hanno riguardato, nella città di Palermo quaranta pescherie, tra cui ambulanti, del centro e della periferia. Nella città di Catania il noto mercato pescheria, alle spalle di Piazza Duomo. In quella di Messina il mercato del pesce provinciale. In tutti i casi, specie a Palermo e Catania, la presenza di spadini era diffusissima, con numerose decine di esemplari esposti ogni giorno. Nella città di Palermo, in particolare, la presenza dei neonati di pesce spada è risultata diffusa tra gli ambulanti, specie se abusivi, per i quali si aggiunge anche l’impropria conservazione e quindi condizioni igienico sanitarie per nulla controllate. In questi ultimi il pesce veniva esposto su banchi montati sull’asfalto ed in strade intensamente trafficate, spesso invase da insetti che si posavano sul pesce. Molti anche i casi dubbi, relativi a pesci le cui misure erano molto vicine a quelle minime consentite. In generale è stata evidenziata la strage continua, legale ed illegale, cui è sottoposta questa specie, la cui sopravvivenza è sempre più messa a rischio dalla pesca intensiva e senza controllo.
 
Da rilevare, inoltre, come gli “spadini” essendo pescati illegalmente sfuggono ai controlli sanitari dei mercati ittici. Le rilevazioni del Cabs non fanno altro che confermare come siano scarsi ed inefficaci in Sicilia i controlli in mare, in quanto a monte della vendita vi è necessariamente la pesca non consentita.
 
Scadenti sono anche i controlli a terra: i luoghi visitati dai volontari sono frequentati ogni giorno da migliaia di persone ed è quindi inverosimile che questi fenomeni di vendita illecita siano ignoti alle autorità competenti. Sulla diffusione della vendita di spadini ha pesato la depenalizzazione voluta dal Governo Renzi. La sola sanzione amministrativa si dimostra infatti inconcludente nei confronti degli ambulanti, spesso privi di reddito accertato.
 
Visto quanto riscontrato, il Cabs invierà immediate segnalazioni ai ministri dell’Ambiente, dei Trasporti e delle Infrastrutture, evidenziando la sconcertante situazione riscontrata in Sicilia. Verrà inoltre presentata una denuncia alla Commissione Ue per palese violazione delle norme comunitarie.

Articolo pubblicato il 03 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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