Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

L'agricoltura fa da traino in Sicilia meglio di industria e servizi
di Rosario Battiato

Tutti i dati economici contenuti all’interno del Bollettino Sicilia del Centro studi ricerche per il Mezzogiorno. Valore aggiunto del primo settore +7,4% rispetto all’ultimo anno considerato

Tags: Sicilia, Economia, Agricoltura



PALERMO – Dal Pil all’occupazione, passando per imprese ed export fino all'andamento del credito: tutti gli indicatori macroeconomici regionali nell'ultimo Bollettino Sicilia del Centro Studi Ricerche per il Mezzogiorno.
 
Il prodotto interno lordo della Sicilia nel 2015 è stato di 86,7 miliardi di euro, il 23,4% dell'intero Pil meridionale (371 miliardi). La crescita, rispetto al 2014, è stata del 2,1%, superiore, pertanto, anche al dato medio del Mezzogiorno (+1,1%). Il livello pro capite è stato di 17.067 euro, comunque inferiore rispetto al dato meridionale (17.867) e a quello nazionale (27.044).
 
Nel complesso, considerando il 2014 e il 2015, i principali settori hanno fatto registrare una crescita del valore aggiunto. In prima linea il comparto agricolo che ha toccato quota +7,4%, seguito dall'industria in senso stretto (+5%) e, quindi, dalle costruzioni (+4,1%). Le stime più recenti sembrano attestare una crescita del Pil dello 0,3% per il 2016 (0.9% per il Mezzogiorno e l'Italia) e una dell’1,3% per il 2017.
 
Gli ultimi numeri relativi all'occupazione fanno riferimento al secondo trimestre dell'anno in corso. La forza lavoro è composta da 1,7 milioni di persone (circa un quarto del totale meridionale) e il dato risulta in lieve contrazione (-0,3%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il numero degli occupati è pari a 1,3 milioni, in calo di mezzo punto percentuale rispetto al 2016, e di conseguenza è risultato in crescita quello dei disoccupati (387 mila, +0,3%).
 
Il tasso di occupazione, che misura il rapporto tra occupati e popolazione è rimasto sostanzialmente invariato (40%) con un valore di quattro punti inferiori a quello nazionale. Il tasso di disoccupazione, invece, ha fatto registrare un piccolo balzo in avanti, portandosi al 22,1% (21,9% nello stesso periodo dell'anno precedente). Buone notizie per il tasso di disoccupazione femminile che è sceso ancora, portandosi al 23,2% (24,2% nel 2016), anche se resta comunque più elevato di quello del Mezzogiorno (21,9%) e della media nazionale (12,1%). Si amplifica, invece, il tasso di disoccupazione giovanile che è passato dal 55,9% al 57,2% del 2016.
 
La struttura imprenditoriale, secondo i dati aggiornati al secondo trimestre del 2017, registra la presenza di 366 mila imprese, cioè un quinto del totale meridionale. A determinare il minimo calo rispetto allo scorso anno (-0,1%) sono state le individuali (-0,9%), che risultano essere pari a 257.686, e le società di persone (-2,5%), pari a 34.635. Una contrazione bilanciata dalla crescita delle società di capitali (+5%), che risultano essere 57.256. A subire la maggiore riduzione il settore del commercio (-1,4%), seguito dalle costruzioni (-1%) e quindi dal manifatturiero (-0,8%).
 
L'interscambio isolano (import+export) dei primi sei mesi del 2017 è stato pari a oltre 11,5 miliardi di euro, in crescita del 38,2% rispetto all'analogo periodo del 2016. Le importazioni hanno raggiunto quota 7 miliardi, mentre le esportazioni arrivano a circa 4,5 miliardi. Particolare rilevanza, nell'export, ha avuto il peso del settore energetico (coke e prodotti petroliferi), con circa 2,6 miliardi e un crescita del 43,9%.
 
Nel livello degli impieghi, al secondo trimestre del 2017 c'è stato un calo in termini congiunturali (-0,3%) sia in termini tendenziali (-0,7%), attestandosi a 64,5 miliardi di euro (23% del totale degli impieghi). Gli indicatori relativi alla qualità del credito registrano un tasso di sofferenza ancora in crescita (15,8% contro il 15,3%) che risulta essere di cinque punti superiore al dato nazionale e meridionale. Il tasso passivo sui conti correnti è risultato dello 0,06%, in diminuzione rispetto allo scorso anno (0,08%).

Articolo pubblicato il 10 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐