Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Energia, investimenti per 175 mld. Grande occasione anche per la Sicilia
di Rosario Battiato

Strategia energetica nazionale (Sen) al via: entro il 2030 rivoluzione verde in reti e infrastrutture. Ancora “l’interconnessione tra Sicilia e continente non è del tutto funzionante”

Tags: Energia, Sicilia



PALERMO – Uno scenario al 2030 con investimenti complessivi aggiuntivi pari a 175 miliardi per reti e infrastrutture gas e elettrico (30 miliardi), fonti rinnovabili (35 miliardi) ed efficienza energetica (110 miliardi). Si presenta così la Strategia energetica nazionale (Sen) 2017, adottata con decreto del ministero dello Sviluppo economico e del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Si tratta del piano decennale del Governo italiano per anticipare e gestire il cambiamento del sistema energetico.
 
Si parte da una base solida. Gli obiettivi Ue al 2020 sono già stati raggiunti – rinnovabili sui consumi energetici pari al 17,5% già nel 2015, in anticipo di cinque anni sul 17% richiesto per il 2020 – e alcune infrastrutture, tra cui l’elettrodotto Sorgente-Rizziconi tra Sicilia e Calabria, hanno permesso di ridurre i differenziali di costo, agevolando la produzione green. C’è comunque ancora da lavorare, anche perché gli ultimi dati sui prezzi, registrati dall’Enea nell’analisi trimestrale del sistema energetico (aprile/giugno 2017), hanno fatto registrare nell’Isola un ampio divario col resto d’Italia. Responsabilità della minore competizione presente e del “non completo funzionamento dell’interconnessione tra Sicilia e continente”.
 
Anche per queste ragioni, restano tre gli obiettivi che la Sen si pone in rapporto al sistema energetico nazionale: miglioramento della competitività del Paese, continuando “a ridurre il gap di prezzo e di costo dell’energia rispetto all’Europa – si legge nella lunga nota diffusa dal ministero dell’Ambiente – in un contesto di prezzi internazionali crescente”; il raggiungimento in modo sostenibile degli obiettivi ambientali e di de-carbonizzazione definiti a livello europeo; il miglioramento della sicurezza di approvvigionamento e della flessibilità delle infrastrutture energetiche, rafforzando l’indipendenza energetica nazionale.
 
Al di là delle considerazioni generali, ci sono numeri specifici da raggiungere. Nell’efficienza energetica si prevede la riduzione dei consumi finali da 118 a 108 Mtep con un risparmio di circa 10 Mtep al 2030, mentre sulle rinnovabili si punta al raggiungimento del 28% dei consumi complessivi al 2030 (+10,5% rispetto al valore del 2015), considerando una ripartizione ben precisa della quota di rinnovabili: sul consumo elettrico (55%), sugli usi termici (30%), sui trasporti (21%).
 
Tra gli altri obiettivi, ci sono anche la riduzione del differenziale di prezzo dell’energia, mantenendo il gap di costo tra il gas italiano e quello del nord Europa (nel 2016 pari a circa 2 €/MWh) e quello sui prezzi dell’elettricità rispetto alla media Ue (pari a circa 35 €/MWh nel 2015 per la famiglia media e al 25% in media per le imprese) e la cessazione della “produzione di energia elettrica da carbone con un obiettivo di accelerazione al 2025, da realizzare tramite un puntuale piano di interventi infrastrutturali”.
 
Si punta anche a una razionalizzazione del “downstream petrolifero, con evoluzione verso le bioraffinerie e un uso crescente di biocarburanti sostenibili e del GNL nei trasporti pesanti e marittimi al posto dei derivati dal petrolio”. La decarbonizzazione è prevista verso il 2050, con riduzioni delle emissioni rispetto al 1990 pari al 39% nel 2030 e al 63% al 2050. Si investirà anche in ricerca e sviluppo tecnologico clean energy, previsti 444 milioni per il 2021.
 
Gli ultimi tre punti del piano riguardano la promozione della mobilità sostenibile e dei servizi di mobilità condivisa, i nuovi investimenti sulle reti per maggiore flessibilità, adeguatezza e resilienza e la riduzione della dipendenza energetica dall’estero dal 76% del 2015 al 64% del 2030 (rapporto tra il saldo import/export dell’energia primaria necessaria a coprire il fabbisogno e il consumo interno lordo), grazie alla forte crescita delle rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Articolo pubblicato il 14 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐