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Quotidiano di Sicilia

Banda ultra larga, una casa su due in Sicilia
di Rosario Battiato

Online i dati del ministero dello Sviluppo economico sul portale dedicato all’aggiornamento della copertura per unità immobiliare. Obiettivo: entro il 2020 si prevede la diffusione del servizio sull’intero territorio nazionale

Tags: Banda Ultra Larga, Internet, Web



PALERMO - La Banda ultra larga si avvicina alle case degli italiani. La percentuale di copertura, cioè le unità immobiliari raggiunte, è pari al 42% del totale, ma nel giro dei prossimi tre anni il piano nazionale prevede di garantire il servizio alla totalità dei cittadini. Cresce anche la Sicilia, attualmente al 49% di copertura, e grazie al portale del Mise (bandaultralarga.italia.it) è possibile visionare la propria unità immobiliare e quindi scoprire se è già coperta o, se è in corso un intervento pubblico o privato, quando sarà coperta.
 
La banda ultra larga rappresenta tutte quelle tecnologie di rete che permettono di offrire connettività da 30MBit/s fino a oltre 1GBit/s. Per l'Italia c'è un impegno che risale al 3 marzo 2015, quando il Governo decise di approvare, in coerenza con l’Agenda Europea 2020, la “Strategia Italiana per la banda ultra larga – si legge sul sito di riferimento del Piano strategico – con la quale si intende coprire, entro il 2020, l’85% della popolazione con infrastrutture in grado di veicolare servizi a velocità pari e superiori a 100Mbps garantendo al contempo al 100% dei cittadini l’accesso alla rete internet ad almeno 30Mbps”.
 
Tutte le informazioni in merito sono disponibili sul sito bandaultralarga.italia.it che presenta online i nuovi dati e i nuovi obiettivi di copertura dei singoli territori. I dati aggiornati arrivano dalla consultazione pubblica 2017 per “l'aggiornamento della mappatura delle aree grigie e nere NGA (Next Generation Access, ndr)” che ha consentito di “recuperare informazioni relative ad oltre 19 milioni di civici in cui risultano presenti 25,5 milioni di unità immobiliari”. Le aree grigie e nere, secondo la definizione data dalla Commissione Europea, rappresentano delle zone in cui gli operatori possono intervenire liberamente secondo il principio della libera concorrenza. In particolare, un'area si definisce “nera” se nel corso dei successivi tre anni saranno presenti o verranno sviluppate almeno due reti Nga di operatori diversi. Le aree grigie Nga, invece, sono quelle che prevedono, sempre nel corso dei prossimi tre anni, un'unica rete NGA e per quali non si prevede l'accesso di un altro operatore.
 
Le aree bianche Nga non offrono interesse di mercato e quindi gli operatori privati sono portati all'intervento soltanto perché attratti dai contributi pubblici che vengono messi in campo tramite dei bandi di gara. In tal senso, scrivono dal Mise, “a fronte dei due bandi pubblici Infratel già aggiudicati, sono iniziati gli interventi nelle aree bianche delle regioni interessate”.
 
In Sicilia la copertura totale della banda ultra larga ammonta al 49,5% delle unità immobiliari e si distribuisce su tutti i comuni isolani. La porzione più rilevante (48,4% del totale) è vincolata al livello minimo della banda (30 Mbps), mentre poco più di un punto percentuale (1,1%) arriva a 100 Mbps. I piani per i prossimi anni prevedono, tra il 2018 e il 2019, una copertura del 71%, da distribuire tra livello minimo (61,1%) e 100 Mbps (9,9%), e poi a seguire, tra il 2019 e il 2020, un ulteriore passaggio a 82,9% (59% e 23,9% per le due connettività). Nel 2020 si prevede la chiusura del cerchio e quindi una copertura totale al 100% che vedrà un 60,5% a 30 Mbps e un 39,5% a 100 Mbps.
 
La copertura del dato isolano supera quella nazionale (42%), ma le Regioni con la maggiore percentuale di unità immobiliari raggiunte sono la Calabria (70%) e la Puglia (68%).

Articolo pubblicato il 15 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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