Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Catania - Interramento stazione FS, intervista all'ex assessore Luigi Bosco
di Simone Rizzo

Gli Archi della marina liberati. “Lavori già alla seconda fase”. “Spesa tra 400 e 600 mln. Ci vorranno anni, ma Catania cambierà volto”

Tags: Catania, Ferrovie, Luigi Bosco



CATANIA – Una delle opere incompiute della città di Catania, l’interramento del nodo ferroviario della Stazione centrale, intravede dopo anni uno spiraglio di luce. Il progetto, pensato dal Governo nazionale di concerto con il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) nel lontano 2001, sarebbe dovuto essere il primo passo per il progressivo ammodernamento del sistema urbano e metropolitano della città di Catania.
 
Per comprendere al meglio di cosa si tratti e quali siano le opere annesse, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha spiegato che “il soggetto aggiudicatore è la Rete ferroviaria italiana e il progetto preliminare prevede l’interramento della stazione di Catania Centrale; la riallocazione del deposito locomotive e scalo merci da Catania Centrale a Bicocca; il raddoppio del tratto Zurria - Catania Acquicella (inclusa la relativa fermata intermedia Duomo-Castello Ursino); l’adeguamento funzionale dell’intero scalo di Bicocca e l’integrazione con il previsto interporto dove si accentreranno tutte le attività merci del comprensorio; la realizzazione della fermata di Fontanarossa, con realizzazione di un servizio metropolitano da Bicocca ad Acireale”.
 
È un piano ambizioso che aprirebbe una serie di prospettive totalmente nuove per la città ed i suoi residenti. “Si tratta di una soluzione condivisa e richiesta da più parti – commenta l’ormai ex assessore regionale alle Infrastrutture Luigi Bosco - che adesso darà la possibilità di entrare in delle zone di Catania alle quali mai nessuno aveva avuto l’occasione di accedere. Si pensi, per esempio, agli archi della marina che, dopo alcuni lavori che riguarderanno il lato esterno (con annessa demolizione e ricostruzione della parte della costruzione non storica, ovvero risalente agli anni ‘50), vedranno eliminate le rotaie in favore di una passeggiata panoramica o di una pista ciclabile”.
 
E le parole di Bosco trovano sostegno sul sito dei Contratti istituzionali di sviluppo dove si legge che “l’interramento della stazione […] non ha obiettivi di carattere trasportistico ma di riqualificazione ambientale ed urbanistica”. Carte alla mano, il progetto permetterebbe una “riapertura” di piazza dei Martiri alla città, eliminando l’ostacolo – la stazione – che la divide dal mare. Altra prospettiva interessante, sempre nell’ottica della riqualificazione urbana, è quella della “liberazione” degli archi della marina dalle rotaie.
 
“Di recente – ha continuato - si è tenuto un incontro alla Soprintendenza dal quale è partito il via libera per la seconda fase dei lavori. È stata necessaria una modifica del precedente tracciato in quanto si correva il rischio di incappare in alcuni reperti storici: adesso questo possibile imprevisto è stato ridotto anche grazie ad alcune indagini diagnostiche che sono state effettuate”.
 
“La spesa complessiva – conclude Bosco - dovrebbe collocarsi in una forbice tra 400 e 600 milioni di euro, propendendo più sulla seconda opzione. Indubbiamente però – chiarisce mestamente l’ex assessore - ci vorrà più di qualche anno per arrivare al completamento dell’opera. Ciononostante bisogna essere ottimisti: non appena i lavori saranno terminati avremo una città con una diversa fisionomia e con un collegamento che, con la metropolitana e le sue nuove future stazioni, permetterà alla mobilità catanese di vivere na vera e propria svolta”.

Articolo pubblicato il 15 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐