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Davigo: "Arresti post elezioni, politica valuti da sè"
di Raffaella Pessina

Così Davigo, ex presidente dell’Anm, interviene sulla questione impresentabili. Renzi su M5s: “Pd garantista, loro barbari tacciono arresto”

Tags: Piercamillo Davigo, Anm, Impresentabili, Matteo Renzi



PALERMO - Prosegue più acceso che mai il dibattito attorno alla questione degli arresti di politici in Sicilia.
Ieri a dire la sua è stato Piercamillo Davigo, ex presidente dell’Anm ( Associazione nazionale magistrati). “La politica dovrebbe fare una valutazione autonoma, a prescindere dalle valutazioni giudiziarie, che sono sottoposte a regole diverse da quelle della comune convivenza. Uso una metafora piuttosto pesante ma che rende l’idea: nel processo penale per dettato costituzionale c’è la presunzione di non colpevolezza fino alla sentenza irrevocabile di condanna, ma secondo il comune buonsenso le chiedo: se il suo vicino di casa è stato condannato solo in primo grado per pedofilia, lei gli affida sua figlia di 6 anni perché l’accompagni a scuola? Questo è il punto”. Davigo ha parlato nel corso di una intervista anche del tasso di onestà dei politici, se stia peggiorando o meno.
 
“Difficile valutarlo – ha detto Davigo - ma siccome non ci sono, o non appaiono esserci, conseguenze apprezzabili nel caso in cui uno si comporti male, è probabile che aumenti il numero di chi si comporta male. Se le persone che vengono condannate iniziano una folgorante carriera politica (ovviamente se hanno mantenuto il silenzio, perché se hanno parlato vengono messi da parte), allora è chiaro che ci sono dei messaggi che vengono dati, o che comunque vengono percepiti, con conseguenti comportamenti”.
 
Il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha sottolineato come il Movimento Cinquestelle abbia mantenuto una certa riservatezza in occasione dell’arresto del politico grillino. “A parti invertite si sarebbe già alzato l’urlo: Impresentabili! Onestà! - ha detto Renzi - Noi siamo orgogliosi di non pubblicare le numerose foto di questo signore con Di Maio e di Battista. E per noi quel cittadino - di cui neanche facciamo il nome per rispetto alla sua famiglia - è innocente. Siamo garantisti, sempre, noi. Peccato che i grandi opinionisti non diano spazio e attenzione alla contraddizione di questa cultura barbara del Movimento 5 Stelle che grida allo scandalo per un avviso di garanzia degli avversari e minimizza sulle indagini per omicidio colposo o per falso quando toccano i propri amministratori”.
 
La questione ruota attorno al rumore che si fa attorno all’arresto di questo o quel politico, a seconda della sua appartenenza, perdendo di vista il fatto che viene arrestato un rappresentante della società, che proprio perché riveste un ruolo pubblico e ottiene il consenso dei cittadini dovrebbe essere a maggior ragione una persona retta, virtuosa ed onesta.
 
Polemiche anche per le dichiarazioni di Cateno De Luca. Il sindacato Magistratura indipendente ha espresso solidarietà “a tutti i magistrati del distretto di Corte d’Appello di Messina di recente destinatari di attacchi violenti volti a mettere in discussione l’onestà di tutta la categoria tacciata come corrotta”. “In particolare - prosegue la nota del gruppo di magistrati guidato da Antonello Racanelli e Giovanna Napoletano - è inaccettabile che un neoeletto rappresentante delle istituzioni siciliane, in costanza di detenzione domiciliare, ponga in essere, sia a mezzo social network sia all’interno di un Tribunale al termine di un processo a suo carico, condotte fortemente delegittimanti nei confronti della magistratura messinese definita ‘verminaio’ e massonica”.
 
Il sindacato dei magistrati ha chiesto che la “Giunta esecutiva centrale dell’Anm intervenga e prenda posizione a tutela della magistratura messinese in luogo della Giunta esecutiva sezionale, il cui intervento potrebbe prestare il fianco a strumentalizzazioni e soprattutto potrebbe pregiudicare l’immagine di terzietà di coloro che sono e potrebbero essere chiamati a pronunziarsi sulla condotta contestata al deputato”.
 
Intanto, il Tribunale della libertà ha fissato l’udienza in camera di consiglio per il 20 novembre per decidere sull’eventuale scarcerazione del deputato regionale dell’Udc-Sicilia Vera, Cateno De Luca, e dell’ex presidente nazionale dell'ente di formazione Fenapi, Carmelo Satta, finiti ai domiciliari con l'accusa di evasione fiscale.

Articolo pubblicato il 16 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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