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Università: tasse-salasso in Italia
di Liliana Rosano

Report della Commissione europea: nel Belpaese il 90% degli studenti costretto a pagarle. A Catania quota fissa di 159 € più una variabile in base all’Isee. A Palermo maggiori esenzioni

Tags: Università, Tasse



CATANIA - L’Italia è il terzo Paese in Europa con le tasse universitarie più alte. Lo rivela in un report la Commisione europea sottolineando che Paesi come Francia e Germania hanno tasse universitarie più basse.
A pagare le tasse in Italia è il 90 per cento degli studenti e nel 2017/2018 il salasso per affacciarsi ai corsi triennali è salito a una media 1.316 euro. L’anno scorso eravamo a quota 1.262.
 
Ma vediamo come vanno le cose in Sicilia.
A Catania, gli studenti sono tenuti a pagare una quota fissa annuale di 159 euro e una variabile in base al valore ISEE come seconda e terza rata. Secondo le linee guida dell’Università di Catania, se il valore Isee è superiore a 16.400 euro, le tasse avranno un importo pari a 359 comprensivo cioè di una parte di contributo pari a 200 euro e la parte restante sarà addebitata sulla seconda e terza rata.
 
L’ateneo di Palermo ha invece stabilito dall’anno accademico 2017/2018, che le tasse universitarie, graveranno molto meno sul bilancio familiare grazie al nuovo Regolamento approvato.
 
“Abbiamo complessivamente ridotto la tassazione studentesca ed operato una più equilibrata redistribuzione dei contributi – dichiara il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Fabrizio Micari – Sono state azzerate le tasse per le fasce di reddito più basse, livellate quelle per le fasce intermedie e lievemente incrementate quelle per le fasce alte e per i settori a più elevato costo della formazione. In particolare oltre 18mila studenti vedranno diminuite o addirittura azzerate le tasse, con una riduzione media pro capite di oltre 300 euro. D’altra parte – continua - per la rimanente popolazione studentesca è stata effettuata una rimodulazione, in funzione del reddito e della tipologia dei corsi di studio che mediamente comporta un incremento inferiore a 100 euro per studente. Con questo intervento il volume complessivo della tassazione studentesca è inferiore di 3,5 milioni rispetto all’anno passato”.
 
Per le famiglie con reddito Isee inferiore a 13 mila euro che si iscrivono al primo anno di un corso di laurea è prevista a Palermo la “No Tax Area”. Per le stesse fasce di reddito, l'esenzione dal pagamento del contributo onnicomprensivo viene estesa anche agli iscritti agli anni successivi, fino al primo anno fuori corso, purché si sia in possesso di requisiti di merito accessibili, ossia il conseguimento nell’anno precedente di almeno 10 crediti formativi per gli iscritti al secondo anno, oppure 25 crediti per gli iscritti dal terzo anno in poi. Niente tassa di laurea anche per chi è a basso reddito. In questo modo uno studente con reddito familiare Isee molto basso avrà la certezza di potere conseguire la laurea senza pagare alcuna contribuzione, anche nel caso in cui ci si laurei un anno in ritardo rispetto alla durata del corso di studio.
 
A Messina, sono 24 le fasce di reddito stabilite per la rata omnicomprensiva 2017/2018.
Il contributo a carico degli studenti varia da 324 euro per un reddito fino a 6000 euro a 2163 euro per redditi da 60 mila euro in su.
Nell’Unione Europea, è nel Regno Unito e in Olanda che si pagano i conti più salati. Mentre nella maggior parte dei paesi scandinavi – Danimarca, Finlandia, Svezia – niente tasse e aiuti per la maggior parte degli studenti.

Articolo pubblicato il 16 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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