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In Sicilia pessimo stato di salute
di Serena Giovanna Grasso

Secondo l’undicesimo rapporto “Meridiano sanità”, nell’Isola si evidenzia una scadente “capacità di risposta ai bisogni di salute” (su una scala da 1 a 10, la nostra regione totalizza un punteggio pari a 3,8) e una scarsa “efficacia, efficienza ed appropriatezza dell’offerta sanitaria” (4,8 su 10)

Tags: Sanità, Sicilia



PALERMO – Ancora una volta, la Sicilia mantiene saldamente le ultime posizioni in Italia: infatti, proprio nella nostra regione è possibile osservare uno dei più alti tassi di diabete e di mortalità per malattie cardiache. Secondo l’undicesimo rapporto “Meridiano sanità – Le coordinate della salute”, elaborato da The european house – Ambrosetti, in Italia sono 3,2 milioni le persone che soffrono di diabete, a questi si aggiungono 2 milioni di soggetti equamente suddivisi tra persone inconsapevoli di essere affette dalla patologia e soggetti a rischio di sviluppare la patologia. La prevalenza del diabete registrata nel nostro Paese è cresciuta, passando dal 3,9% del 2011 al 5,3% del 2016.
 
Sei delle otto regioni che presentano livelli di prevalenza superiori alla media italiana appartengono al Sud: purtroppo tra queste sei regioni, spicca la presenza della Sicilia (con una prevalenza pari al 6%). Lazio e Umbria sono le due regioni non meridionali con una prevalenza superiore rispetto alla media italiana. Mentre Calabria e Basilicata sono le due realtà territoriali con i valori maggiormente sostenuti (rispettivamente 7,9% e 7,6%). Al contrario, nella Provincia autonoma di Trento e nella Provincia autonoma di Bolzano si registrano i livelli di prevalenza più bassi (rispettivamente pari al 3,4% e al 3,2%). Queste difformità sono anche spiegate da una diversa distribuzione dei fattori di rischio del diabete a livello regionale, tra i quali ci sono l’eccesso ponderale, quindi il sovrappeso e l’obesità (in Sicilia l’incidenza di obesi è pari al 13,3%, contro una media nazionale del 10%).
 
La Sicilia è anche una delle regioni con il tasso di decessi causati da disturbi cardiaci superiori rispetto alla media nazionale: si parla infatti di 39,1 decessi ogni diecimila abitanti, contro la media italiana di 36,2 ogni 10 mila abitanti. Sono cinque le regioni meridionali che presentano valori superiori alla media nazionale: in particolare, oltre che della Sicilia si parla anche di Molise, Abruzzo, Basilicata e Calabria. In Italia le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte con 220.200 decessi nel 2014 (circa il 37% dei decessi totali), di questi il 44% nella popolazione di sesso maschile e il 56% nella popolazione di sesso femminile.
 
Le malattie ischemiche del cuore causano il 37,2% dei decessi per patologie cardiovascolari negli uomini (35.714 decessi in valore assoluto) e il 27,3% nelle donne (33.939 decessi in valore assoluto). Mentre le malattie cerebrovascolari rappresentano il 27,9% dei decessi per patologie cardiovascolari nella popolazione femminile (34.621 decessi in valore assoluto) e il 23,5% nella popolazione di sesso maschile (22.609 decessi in valore assoluto).
 
Complessivamente “vantiamo” il terz’ultimo stato di salute peggiore a livello nazionale: infatti, il rapporto Meridiano sanità calcola l’indice secondo una scala che assume valori compresi tra 1 e 10 (in cui 10 indica un ottimo stato di salute) ed assegna alla Sicilia un valore pari a 3,1 (peggio solo a Calabria e Campania, rispettivamente 3 e 2,7).Tutt’altro discorso si applica alla Provincia autonoma di Bolzano ed alla Provincia autonoma di Trento che totalizzano quasi il massimo punteggio (rispettivamente 9,4 e 9,1).
Come se quanto detto non fosse già abbastanza, la Sicilia detiene primati estremamente negativi anche in termini sanitari.
 
Relativamente all’indicatore “capacità di risposta ai bisogni di salute”, la Provincia autonoma di Trento e la Toscana hanno ottenuto il punteggio maggiore pari a 7,8, seguite dall’Emilia Romagna con un punteggio pari a 7,5. Ad aver conseguito un punteggio inferiore alla media nazionale sono tutte le Regioni del Sud, soprattutto Calabria, Molise, Sicilia e Campania con un punteggio inferiore o pari a 4.
 
Anche in termini di “efficacia, efficienza ed appropriatezza dell’offerta sanitaria” la Sicilia si colloca in terz’ultima posizione (4,8), peggio fanno solo Campania e Sardegna (entrambe con 3,6).

Articolo pubblicato il 17 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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