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Quotidiano di Sicilia

Qualità dell'aria a portata di click. Ma i dati siciliani non "spuntano"
di Rosario Battiato

Previsioni dello smog come quelle meteo. Già 4 mappe disponibili: Oms, Aea, UniPi e Worldwide air quality. I comuni dell’Isola presenti solo in un portale. I numeri Arpa però svelano le criticità
 

Tags: Inquinamento, Qualità Dell'aria, Smog, Arpa



PALERMO – La qualità dell'aria è sempre più a portata di click e il suo destino, almeno nel prossimo futuro, sembra essere quello della consultazione libera e in tempo reale, come già avviene per le previsioni del tempo. Per i cittadini ci sono attualmente a disposizione quattro diverse mappe online per controllare il livello degli inquinanti nelle aree urbane, anche se questa opportunità non vale ancora per tutti. I comuni siciliani sono presenti soltanto in un portale, sebbene le criticità restino ancora numerose.
 
Si può consultare da ieri una nuova mappa interattiva che permette di verificare la qualità dell'aria in tempo reale in tutta Europa. La mappa, realizzata e ospitata sul portale dell'Aea, l'agenzia europea per l'Ambiente (http://airindex.eea.europa.eu), non presenta ancora dati italiani. Una grave mancanza, perché “l'inquinamento atmosferico è un killer invisibile, quindi l'indice della qualità dell'aria è necessario – ha spiegato Karmenu Vella, commissario Ue all'Ambiente – per informare i cittadini Ue dello stato dell'aria che respirano”.
 
Niente di più vero, dal momento che la mappa permette di segnalare, sulla base di colori che vanno dal verde chiaro al rosso scuro, che servono per indicare i vari livelli di aggressività dal biossido d'azoto, biossido di zolfo, Pm10 e Pm2,5 (il particolato di diametro inferiori a 10 e 2,5 micron). Attualmente l'Italia si trova in compagnia di Grecia, Islanda e Turchia, gli unici Paesi a non aver fornito dati e che sulla mappa lasciano una triste area grigia.
 
Eppure i numeri restano determinanti. Ieri l'Aea ha diffuso, all'interno del suo rapporto annuale, le conseguenze dell'inquinamento atmosferico: più di 400 mila morti premature ogni anno, anche se di recente è stato registrato un lieve miglioramento. Numeri che non esauriscono il quadro complessivo dell'emergenza, dal momento che, come ha dichiarato Hans Bruyninckx, direttore dell'Agenzia europea, almeno l'80% dei cittadini che abitano in città europee vivono con una qualità dell'aria che “non rispecchia gli standard dell'Organizzazione mondiale della sanità”. Per il direttore l'Europa resta la “regione del nostro pianeta dove prendiamo più sul serio la qualità dell'aria” e infatti sono stati fatti dei progressi in quanto continente rispetto “a tanti altri posti nel mondo”.
 
Esistono comunque altri modi per controllare l'aria cittadina. L'Università di Pisa ha lanciato il sistema MonIQA (moniqa.dii.unipi.it/#mappa-content) che permette di consultare in tempo reale i dati della qualità dell'aria in maniera molto intuitiva, cioè attraverso cinque indici di qualità dell'aria (buona, discreta, mediocre, scadente, pessima) e una serie di filtri per inquinante (NO2, NO, O3, PM10, CO, PM2,5, SO2, Benzene). Il sistema lavora sulla base dei dati emessi dalle varie agenzie regionali per l'ambiente (Arpa) e si può scaricare anche come app per lo smartphone (al momento è disponibile solo per Android). Peccato che anche in questo caso manchi la Sicilia.
 
Le città isolane, invece, si trovano nella mappa mondiale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che monitora soltanto i livelli del particolato 2,5 fino al 2014 (maps.who.int/airpollution).
 
Un'ultima occasione per dare un'occhiata all'aria che vi aspetta è quella offerta dal portale worldwide air quality (aqicn.org/map/europe/), anche se nell'Isola risulta attiva soltanto una stazione.
 
Gli ultimi dati siciliani confermano comunque il rischio per le aree urbane – in particolare nell'area del Sud-Est, come sottolineato dalla Fondazione Sviluppo sostenibile su dati del progetto Viiaas – e i dati dell'Arpa, relativi al periodo 2012-2015, confermano miglioramenti nelle emissioni dei vari inquinanti, pur mantenendo valori critici per biossido di azoto, ozono e pm10. Da ricordare anche l'assenza del piano di qualità dell'aria, apprezzato ormai più di sei mesi fa in Giunta, e le due procedure di infrazione sul tema della “cattiva applicazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente”: la 2014/2147 per superamento dei valori limite di Pm10 in Italia e la 2015/2043 relativamente ai livelli di biossido di azoto.

Articolo pubblicato il 18 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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