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Catania - "Con la Variante del Centro storico possibile avviare processi virtuosi"
di Desirée Miranda

Il Consiglio torna a riunirsi. Di Salvo: “Occasione per recuperare pezzi della città”

Tags: Catania, Salvo Di Salvo



CATANIA - Il Consiglio comunale etneo è chiamato ancora una volta ad esprimersi a proposito della variante del centro storico proposta dall’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Bianco. “Sono due le delibere al vaglio del Consiglio che però fanno parte della stessa variante che comprende tutta la zona A del centro storico, in cui rientra anche una parte di San Giovanni Galermo secondo il piano Piccinato, San Cristoforo sud e tutta la parte del centro storico che è chiara e che conosciamo tutti”, spiega l’assessore al decoro urbano di Catania, Salvatore di Salvo.
 
Un voto importante quello per cui il Consiglio di Catania è chiamato ad esprimersi, che dà il via alla modifica dell’articolo 10 delle norme di attuazione di Piccinato che riguardano il centro storico. “L’obiettivo è quello di semplificare le procedure amministrative e innescare quei processi importanti ed essenziali di interventi che riguardino la riqualificazione del patrimonio esistente nel centro storico, escludendo gli immobili vincolati sotto il profilo storico-monumentale, e il recupero di alcune aree di questa parte della città per poterle rigenerare sia sul profilo edilizio che sismico. Vogliamo innescare così un processo di recupero anche sociale, territoriale ed economico e generare una nuova economia culturale e sociale”, dichiara Salvatore Di Salvo. Il riferimento è in particolare al recupero del quartiere San Berillo, per cui il nuovo piano introduce la possibilità di potere abbattere e ricostruire, ma non solo.
 
“Una zona fortemente degradata in cui persistono numerosi edifici abbandonati e poiché dove non c’è il bello c’è il brutto, - dice Di Salvo - ecco che qui trovano spazio prostituzione, vandalismo, spaccio di droga e quant’altro”. Nonostante il trionfo dell’aspetto negativo in questa parte di Catania, comunque, un esempio di rinascita esiste anche tra questi vicoli: la piazzetta Goliarda Sapienza.
“Abbiamo avviato la riqualificazione con l’urban art e dall’indomani si è innescato un processo positivo che continua ancora oggi”. Non solo. Oltre alle regole proposte dall’amministrazione per l’edilizia privata, in progetto c’è anche il recupero e il cambio di destinazione d’uso dei tre centri ospedalieri del centro storico: Vittorio Emanuele, Santa Marta e Santo Bambino. “Sul piano dell’alienazione della Regione siciliana, con l’accorpamento del nuovo piano sanitario, queste aree saranno liberate appena aprirà il San Marco a Librino e appena definiscono il trasferimento al Policlinico - afferma Di Salvo - così abbiamo immaginato di trasformare il Vittorio Emanuele in un grande campus universitario dove troverà spazio anche una parte commerciale, una di residenza pubblica o social housing e un parco collegato con i Benedettini”.
 
Al Santa Marta è previsto l’abbattimento della parte moderna dell’edificio preservando quella storica. “Si libera dello spazio e si creano aree a parcheggio per i residenti del centro storico e anche qui faremo residenza sociale”, aggiunge Di Salvo. L’idea alla base dell’amministrazione è che il centro storico diventi sempre più pedonale. Destino simile a quello del Santa Marta è previsto anche per il Santo Bambino.
 
“Grazie al piano Piccinato, Catania conserva oggi un patrimonio culturale e artistico importante che vogliamo mantenere e garantire, ma non c’è dubbio che accanto a grandi palazzi storici ci sono realtà di forte degrado sociale. Certo, non ci sarà una svolta epocale all’indomani dell’attuazione dell’atto, ma ci saranno i presupposti e le basi per avviare processi virtuosi”, conclude Di Salvo.

Articolo pubblicato il 22 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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