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Quotidiano di Sicilia

Davide Faraone: "Musumeci si sbrighi e nomini la giunta"
di Raffaella Pessina

L’invito di Faraone (Pd): “Discuta con Gentiloni i provvedimenti per la Sicilia”. E poi annuncia: “Il 20 gennaio la Leopolda Sicula”

Tags: Ars, Regione Siciliana, Nello Musumeci, Davide Faraone



PALERMO - Il sottosegretario alla salute Davide Faraone del Partito Democratico decide di pungolare il nuovo Presidente della Regione Nello Musumeci. “Senza polemica dico al Presidente della Regione di darsi una mossa - ha detto Faraone -. L’ho chiamato immediatamente dopo la sua elezione, la sera del 6 novembre, augurandogli buon lavoro e assicurandogli che non sarebbe venuto meno il rapporto istituzionale. Oggi gli chiedo di non perder più tempo con la composizione del suo esecutivo”. Sui social network Faraone scrive a Musumeci di fare subito: “È indispensabile che discuta con il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, i provvedimenti utili per la Sicilia, prima che la legge di bilancio sia approvata in Parlamento”.

Faraone ha detto che al Pd toccherà fare una opposizione seria e costruttiva. “Lo dico perché leggo sui giornali di ‘accordicchi’ sottobanco, inciuci o roba di vecchia politica. Vorrei che non ci fossero dubbi già a partire dalla elezione dell’ufficio di presidenza dell’Ars: la maggioranza scelga il presidente che guiderà i lavori d’aula, le due vice presidenze alle opposizioni, che a Sala d’Ercole sono due. È grammatica istituzionale e non un accordo sottobanco”. Anche Faraone chiede l’abolizione del voto segreto. Del resto sono passati giù 15 giorni dal giorno in cui Musumeci è stato eletto a governatore e ancora non si parla di composizione di Giunta, segno che gli accordi non sono ancora stati trovati. Dopo la legislatura appena conclusa che si è caratterizzata per la sua mancanza di attività legislativa, c’è grande aspettativa su quelli che saranno i provvedimenti di questi nuovi Governo e Parlamento.
 
Proprio Faraone è stato nei giorni scorsi protagonista suo malgrado di un fuori onda nel corso del quale è stato definito da Crocetta “incapace di pensare alla progettualità per la Sicilia, il solito peones palermitano buttato a Roma in un ruolo più alto di lui”.
 
L’interessato ha avuto il buon senso di non commentare l’episodio ma Crocetta non si è fermato qui e anche ieri si è registrata un’altra uscita, stavolta sulle nomine dei dirigenti. L’ex Presidente ha affermato che durante il suo Governo ha utilizzato per la scelta il criterio della competenza e della capacità personale. “Un Governo è libero di scegliere i propri collaboratori – ha detto - e non sarò io a parlare di cerchio magico, quando saranno scelti; ma guai a far pagare ai dipendenti regionali, presunte, quanto inesistenti, collocazioni politiche, con l’obbiettivo, neppure tanto celato, di dare una sterzata politicistica alla gestione amministrativa. Tutto ciò non avviene da almeno dieci anni e spero che non ci sia un tragico ritorno al passato”.
 
Crocetta non perde occasione di continua a sottolineare la correttezza del suo operato ma attorno a lui si registra solo solo il silenzio e l'imbarazzo del suo partito e dei siciliani che guardano ormai al presente, cioè a Musumeci e sperano in un cambio di passo, ormai tra l’altro improcrastinabile.
 
È anche vero, però, che bisogna dare il tempo alla nuova maggioranza di cominciare a lavorare per dare risposte concrete. E mentre il Centrodestra e il Movimento Cinquestelle si cominciano a preparare per le elezioni del prossimo anno, il Partito Democratico sta cercando di riorganizzarsi anche in Sicilia. Davide Faraone, ha annunciato la ‘Leopolda sicula’, giunta alla sua terza edizione, per il 20 gennaio 2018. “La chiameremo ‘Open’, come uno straordinario libro biografia di Andre Agassi, l’elogio del coraggio e della determinazione. ‘Open’ come la necessità di un partito - aggiunge - che sia aperto ed inclusivo. Sarà una iniziativa ‘costituente’, insieme a tanti esponenti della società civile, di sindaci, amministratori, ragazze e ragazzi, esponenti che hanno dato vita ad esperienze politiche civiche in tutti i territori. Costruiremo le condizioni per essere competitivi alle elezioni politiche di marzo e pronti a batterci e vincere in tutti i collegi uninominali della Sicilia”.

Articolo pubblicato il 23 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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