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Città turistiche siciliane non pervenute
di Adriano Agatino Zuccaro

Istat: nel 2016 oltre 400 mln di pernottamenti in Italia ma solo Palermo è tra le prime 50 (42esima) con 1,2 mln. Nell’Isola 829 borghi dimenticati accolgono solo il 6% dei turisti che vengono in Sicilia

Tags: Turismo, Sicilia



Tra i primi cinquanta comuni italiani per numero di pernottamenti negli esercizi ricettivi nel 2016 troviamo una sola città siciliana e in fondo alla classifica: Palermo al 42° posto (1,2 milioni); 0,3% sul totale nazionale. Nessun comune siciliano tra i primi cinquanta comuni italiani per pressione turistica (numero di pernottamenti per 1.000 abitanti negli esercizi ricettivi). Lo afferma l’Istat che rileva una cornice nazionale confortante: il 2016 è stato un anno di forte crescita del movimento turistico in Italia: gli esercizi ricettivi registrano il massimo storico di circa 403 milioni di pernottamenti (+10 milioni sul 2015, pari a +2,6%) e 116,9 milioni di arrivi (+3,5 milioni, pari a +3,1%). Gli aumenti più consistenti in termini di pernottamenti si registrano in Abruzzo (+8,8% rispetto al 2015), Calabria (+7,1%), Lazio (+6,7%) e Lombardia (+6,4%). La Sicilia solo +3,4%; per l’Osservatorio turistico regionale, invece, l’Isola ha perso il 7,2%.
 
Negli esercizi ricettivi dei primi 50 comuni italiani si concentrano circa 162 milioni di pernottamenti, pari al 40,3% del totale. Queste destinazioni, nel loro complesso, assorbono un terzo dei pernottamenti della componente residente della clientela (32,9%) e quasi la metà (47,8%) di quelle dei non residenti, afferma l'Istat. Roma è la principale destinazione con oltre 25 milioni di pernottamenti, che rappresentano il 6,3% del totale nazionale. Se si guarda alla sola clientela estera, la quota di turisti stranieri ospitati nella Capitale raggiunge circa il 9% del totale. Milano è il secondo comune italiano per numero di pernottamenti turistici (11 milioni, 2,7% sul totale nazionale), seguito da Venezia (10,5 milioni. 2,6%), che si posiziona al secondo posto della graduatoria se si considera la sola clientela non residente (4,5% delle pernottamenti straniere). Accanto alle grandi mete turistiche vi sono anche comuni che, seppur di dimensioni demografiche contenute, registrano in proporzione un numero di pernottamenti rilevanti in quanto gravitano attorno a poli di forte attrattività, come ad esempio Cavallino-Treporti, Jesolo, Caorle e Rosolina, tutti localizzati in prossimità di Venezia. In questa speciale classifica la Sicilia piazza un'unica bandierina: Palermo, al 42° posto con 1,2 milioni di pernottamenti e 0,3% sul totale nazionale.
 
A livello regionale le aree con il maggior numero di pernottamenti dei clienti nel 2016 sono il Veneto (16,2% dei pernottamenti negli esercizi ricettivi italiani), il Trentino-Alto Adige (12,0%, con la Provincia autonoma di Bolzano al 7,8% e la Provincia autonoma di Trento al 4,2%), la Toscana (11,0%), l’Emilia-Romagna (9,4%) e la Lombardia (9,2%). In queste cinque regioni si concentra il 57,8% dei pernottamenti turistici in Italia, pari a oltre la metà (51,1%) dei clienti residenti e a quasi due terzi (64,6%) dei non residenti. La Sicilia nel 2016 si piazza al nono posto tra le regioni italiane con 15 milioni di pernottamenti, un incremento del 3,4% rispetto al 2015 e una clientela praticamente divisa a metà tra residenti in Italia e stranieri. Interessante al Sud la performance di Calabria e Sardegna che salgono in un anno rispettivamente a +7,1% e +6%.
 
L'Istat, inoltre, focalizza l'attenzione sui comuni demograficamente più piccoli in quanto “anche se il turismo in valori assoluti appare più modesto, in proporzione ha invece un rilevante impatto dal punto di vista logistico e ambientale sul contesto locale. In particolare, i comuni con la più elevata incidenza di presenze per abitante si concentrano nelle regioni del Nord-est, in Lombardia e in Valle d’Aosta”. Leader della classifica per numero di pernottamenti è per 1.000 abitanti, infatti, è Limone sul Garda in compagnia di altri comuni del Nord Italia. Sicilia totalmente assente tra i primi 50 comuni in Italia.
 
Preoccupa, inoltre, un dato: la maggior parte dei comuni italiani è prevalentemente meta di clientela residente in Italia, soprattutto al Sud e nelle Isole. Una connotazione fortemente orientata alla clientela internazionale è visibile soprattutto, per il Nord, (spiega l'Istat) nei comuni della Provincia autonoma di Bolzano, nelle zone adriatiche del Veneto, nei comuni limitrofi al Lago di Garda, al Lago Maggiore e al Lago di Como, nelle Langhe e nelle Cinque Terre; per il Centro, nelle zone interne della Toscana e dell’Umbria, a Roma e nei comuni ad essa adiacenti; per il Sud, a Napoli, nell’isola di Capri, nella costiera sorrentino-amalfitana e a Matera; per le Isole, in costa Smeralda e nella maggior parte dei comuni costieri della Sardegna, a Taormina e nella costa ionica della provincia di Catania, a Palermo, a Cefalù e nella costa agrigentina.
 

 
19 borghi tra i “Più belli d’Italia” ma pochi visitatori
 
Nel 2016, i comuni con meno di cinquemila abitanti rappresentano poco più del 70% dei comuni italiani. Essi corrispondono frequentemente a contesti territoriali aventi caratteristiche tipiche di borghi, cioè destinazioni di particolare interesse turistico. Tali comuni di minori dimensioni, in cui vivono oltre 10 milioni di residenti e che sono a volte distanti dai grandi poli di attrazione turistica, offrono nel loro complesso il 28% dei posti letto e assorbono il 22,2% dei pernottamenti totali, prosegue l'Istat. In particolare, i comuni italiani con meno di 2mila abitanti (44,1% del totale) offrono una capacità ricettiva pari all’11,6% dei posti letto presenti sul territorio nazionale e accolgono l’8,1% dei pernottamenti complessivi. Al contrario, nei 144 comuni di grandi dimensioni demografiche (oltre 50mila abitanti), che costituiscono meno del 2% del totale, si concentra un quinto dell’offerta ricettiva in termini di posti letto e quasi il 30% delle pernottamenti registrati negli esercizi ricettivi.
Con riferimento all’impatto dei flussi turistici sui territori e sulla popolazione residente, si rileva che l’indicatore di “pressione turistica”, calcolato come numero di pernottamenti per abitante, aumenta al diminuire della classe demografica, passando da meno di 6 pernottamenti per ogni abitante delle grandi città a circa 10 dei piccoli comuni.
Nel 2015 i borghi siciliani sono diventati il terzo segmento turistico dell'Isola dopo il segmento balneare e culturale. Nel 2016 la performance è migliorata ma i 19 borghi inseriti nel club “I borghi più belli d'Italia” continuano a rappresentare il 6% dei pernottamenti registrati in tutta l'Isola.
Nel 2016 l'Osservatorio turistico regionale ha registrato complessivamente 13,3 milioni di pernottamenti, nelle 19 “perle” i numeri si fermano a 0,8 milioni. I dati, seppur provvisori e in attesa di validazione da parte di Istat-Titolare dell'indagine, mettono in risalto tutte le potenzialità inespresse di questi luoghi (vedi inchiesta QdS del 30 maggio 2017).
 

 
La nostra regione resta ancorata alla risorsa mare
 
“La vicinanza al mare è una caratteristica molto importante per il contributo che l'industria turistica fornisce all'economia locale e al mercato del lavoro delle zone costiere. Benché i comuni costieri siano meno del 13% del totale e ospitino il 33,7% della popolazione italiana, offrono il 56% dei posti letto e contribuiscono per il 52,7% al totale delle pernottamenti turistiche registrate nel 2016” scrive l'Istat. In tali territori i fattori di concentrazione sono evidenti anche in termini di stagionalità. Nei comuni costieri il 71,2% dei pernottamenti si concentra nel periodo estivo (giugno-settembre), a fronte del 49% dei pernottamenti rilevati nello stesso quadrimestre negli altri comuni italiani. Un fenomeno ben noto alla nostra Isola: nei mesi non estivi del 2015 in Sicilia i pernottamenti di italiani e stranieri nel complesso degli esercizi ricettivi sono stati 5,44 milioni, in Trentino Alto Adige 22,27 milioni, in Veneto 21,25 milioni, in Lombardia 20,26 milioni (vedi inchiesta QdS del 20 ottobre 2017).
Nonostante i fenomeni di congestionamento delle destinazioni turistiche di maggiore attrazione, il turismo è una risorsa diffusa sul territorio nazionale, che interessa anche le aree meno accessibili e meno dotate di infrastrutture. Gli oltre 4.000 comuni che ricadono nelle “aree interne” del Paese, che rappresentano circa tre quinti del territorio e poco meno di un quarto della popolazione, assicurano circa 2,2 milioni di posti letto (44,5% di quelli totali) e registrano il 36,1% delle pernottamenti dei clienti. In questi territori si riscontra una densità di pernottamenti per abitante superiore alla media nazionale (10,9 pernottamenti per abitante rispetto a 6,6 della media nazionale), conclude l'Istat.

Articolo pubblicato il 23 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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