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Catania - Comune, caso gettonopoli: spunta l'ipotesi class action
di Desirée Miranda

Gli assolti starebbero pensando di querelare il M5S per diffamazione

Tags: Catania, Gettonopoli



CATANIA - Assoluzione e non luogo a procedere per il giudice Carlo Cannella a proposito del caso gettonopoli al Comune di Catania. “I fatti non sussistono”, ha scritto il giudice, ma non è assolutamente detto che la storia finisca qui. Il procedimento è iniziato nel 2015 dopo un dossier sul lavoro del Consiglio e soprattutto delle commissioni consiliari tra il 2014 e il 2015, a firma del Movimento cinquestelle, per cui risultava la presenza contemporanea in più commissioni da parte delle stesse persone.
 
I consiglieri erano quindi accusati di rubare il gettone di presenza che ammonta a circa 75 euro per ogni commissione. Due i filoni della stessa inchiesta: uno con rito abbreviato chiesto da alcuni consiglieri comunali di Catania e da tre segretari comunali per cui è arrivata l’assoluzione piena, e uno con rito ordinario per cui è stato deciso il non luogo a procedere per altri 25 componenti del civico consesso. Oggi, però, a seguito dell’assoluzione piena, i consiglieri accusati vogliono rispondere alle accuse attribuitegli e stanno “seriamente pensando a una class action contro i cinquestelle che hanno solo infamato il nostro nome ingiustamente e senza prove”, ha affermato il consigliere Massimo Tempio. “Si tratta chiaramente di un errore dei segretari che magari non hanno annotato l’orario di uscita. - ha dichiara -. Il nostro comportamento è sempre sotto gli occhi di tutti ed essendo tra l’altro un dottore in legge ho sempre confidato nel ruolo della magistratura. Siamo stati diffamati in maniera gratuita e siamo tutti d’accordo a dare mandato ai nostri avvocati per valutare eventuali azioni nei confronti di chi ci ha diffamato”. Arrabbiato anche Sebastiano Anastasi che differenzia l’azione delle opposizioni fuori dal Comune. “Posso non essere d’accordo con te ma se sei uno che lavora e sei sempre presente come Catania bene comune io ti rispetto, questi personaggi invece non li vediamo mai. Se fossero stati sicuri di quanto dicevano, avevano l’obbligo morale di fare un esposto in procura e non un articolo di giornale. Ho passato dei mesi terribili per delle accuse basate sull’inconsistenza”, ha detto. Dopo la sentenza quindi, non solo il momento delle dichiarazioni che arrivano da ogni parte in causa, ma anche un possibile contrattacco.
 
”Forse non sono un bravo politico, un bravo amministratore, ma non un truffatore e un delinquente - ha affermato il consigliere Giuseppe Catalano - Finalmente questo capitolo senza alcuna presunzione, è stato chiuso e sarà solo un piccolo e ridicolo ricordo. Continuo a lavorare senza mai tirarmi indietro con impegno e passione, determinato a rispettare e onorare fino all’ultimo istante del mio mandato l’impegno che mi sono assunto con i Cittadini con gli elettori” aggiunge.
 
Anche Agatino Lanzafame, tra gli assolti, si dice soddisfatto per l’esito e amareggiato per la vicenda. “Dopo due anni finalmente viene accertata definitivamente la verità: non é mai esistito alcun caso gettonopoli ed il consiglio comunale di Catania ha agito correttamente e nel pieno rispetto della legge”. “Certo - ha continuato - resta l’amarezza per tutte le accuse infondate e le insinuazioni ingiuste subite, ma ciò che conta di piú é che oggi i cittadini possono essere certi della correttezza del mio operato così come di quello degli altri colleghi ingiustamente accusati”.

Articolo pubblicato il 25 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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